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Il Superuomo di Nietzsche Filosofia della trasvalutazione dei valori o avvento dell’ideologia politica nazionalsocialista?

Scritto da redazione il 12/4/2011


Il Superuomo di Nietzsche Filosofia della trasvalutazione dei valori o avvento dell’ideologia politica nazionalsocialista?

Suggestiva interpretazione del pensiero di Nietzsche quella che ha fornito il prof. Giacomo Tortorella al pubblico dell’Aula Magna della Facoltà di Economia in Via Caggese a Foggia, il 6 Aprile u.s. parlando in occasione del quarto incontro di Filosofia e Politica, organizzato dal Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo Scientifico G. Marconi. Al centro della sua relazione il rapporto tra la teoria del superuomo, espressa nella Volontà di Potenza, una delle ultime opere scritte dal filosofo tedesco prima della morte per pazzia a Torino, e il Mein Kampf di Hitler, di cui sono stati letti alcuni brani esplicativi dell’ideologia politica del führer. Nonostante gli stralci di testo sin troppo espliciti della Genealogia, in cui Nietzsche esprime apertamente il suo diniego filosofico per la morale degli Ebrei, definita morale dei deboli e del risentimento, come quella cattolica, di sua derivazione, il prof. Tortorella ha sostenuto che molti scritti del trasvalutatore di tutti i valori sono stati volutamente manomessi e stampati in chiave antisemita dalla sorella Elisabeth, diffondendo le interpretazioni politiche del marito nazista, e permettendo così l’appropriazione delle idee del filosofo di Lipsia da parte del nazionalsocialismo. Il superuomo di Nietzsche è uno spirito superiore, dotato di capacità intellettive che vanno oltre il senso comune e che pertanto ha il compito di guidare se stesso e il popolo, tralasciando gli aspetti più miseri dell’umanità della vendetta pregata e sperata nelle chiese, sepolcri di Dio. Un dubbio rimane sulla figura del superuomo che, nel film di Liliana Cavani, libera espressione della liberazione dalla rigida morale sessuale di matrice cattolica, diventa incarnazione della sua donna amata Lou von Salomé, scrittrice e psicoanalista tedesca di origine russa, che probabilmente ispirò l’opera Così parlò Zarathustra, conducendo alla follia il filosofo che si sentì respinto e che fu poi da lei pubblicamente umiliato. Il superuomo perciò non ha sesso, e non necessariamente diventa significato tangibile della mascolinità virile e forte. Nel suo rapporto d’amore, infatti, la personalità dominante è proprio Lou. E Friedrich ne rimane affascinato e rapito, tenuto in scacco nell’impossibilità di risolversi tra la passione travolgente per colei che appare totalmente svincolata dal tabù, e il divieto, la censura della sorella, che lo incatenano all’infelicità e alla solitudine progressiva e letale. Ed insieme alla questione del superomismo torna l’interrogativo inquietante sulla critica alla metafisica e alle religioni, in particolar modo a quella cattolica, la cui morale ha termine nel momento stesso della morte di Dio. Giano bifronte della filosofia nietzscheana, in cui il nichilismo, in quanto abisso che si apre e si distende nella forma dell’assenza del più grande Creatore ucciso dalla sua creatura, è sia disperazione infinita e peccato insuperabile, sia vuoto solo apparentemente incolmabile, che può essere superato dall’uomo capace di    ergersi al posto di Dio. Se la questione religiosa della morale cattolica è in strettissima relazione alla critica che il tedesco muove alla morale degli Ebrei, accettando l’ipotesi del prof. Tortorella quella stessa ragione verrebbe a mancare. Ma, si sa, tutti i pensatori che hanno una loro statura sono complessi e, per questo stesso motivo, variamente interpretabili ed interpretati.
Antonietta Pistone


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