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Il liceo Marconi scuola capofila per il progetto Dior e la cultura digitale scientifica

Scritto da antonietta pistone il 11/7/2017


Il liceo Marconi scuola capofila per il progetto Dior e la cultura digitale scientifica

Si è conclusa nei giorni scorsi la Summer Chemistry Lab, Laboratorio teorico-pratico di Chimica, a cura del dott. Roberto Di Caterina, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Foggia, per gli studenti che hanno partecipato quest’anno al Progetto DI.OR.,    Didattica Orientativa in Ambito Scientifico. Si tratta di un percorso di formazione    e di ricerca-azione di docenti sperimentatori e studenti del secondo biennio e quinto anno delle scuole superiori, che il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’ateneo foggiano realizza dal 2009    con una rete di sette istituti: Liceo Marconi - Scuola Capofila -, Liceo Lanza, Liceo Volta, Liceo Poerio di Foggia, Liceo Bonghi di Lucera, Istituto Tecnico Tecnologico-Altamura Da Vinci, I.I.S.S Notarangelo di Foggia. Centinaia gli studenti che in questi 8 anni hanno arricchito il proprio bagaglio di conoscenze scientifiche, potenziato le proprie competenze, grazie a questo progetto che in maniera originale ed efficace collega il mondo della scuola a quello dell’università.

                        DI.OR. nasce come progetto di orientamento attivo per gli studenti delle scuole di Capitanata.    Due i percorsi previsti. Il “Progress” prevede attività di aggiornamento scientifico e pratica laboratoriale dei docenti e dei loro studenti e la sperimentazione di nuovi modelli e strumenti di orientamento, capaci di rendere più attraenti gli studi scientifici. Il percorso “Advanced” prevede invece la frequenza degli studenti delle classi quarte e quinte della rete ampliata ad altri quattro istituti, a specifici moduli formativi dei corsi di laurea triennali in Scienze e tecnologie alimentari e di Scienze e tecnologie agrarie, Scienze gastronomiche ed Ingegneria dei sistemi logistici per l’agroalimentare. Gli studenti, in pratica, seguono già le lezioni universitarie. La frequenza    dei singoli    moduli formativi con verifica finale dell’apprendimento (test- relazione-colloquio), dà diritto al riconoscimento di CFU (crediti formativi universitari)    nel caso in cui lo studente si iscriva a un corso di laurea del Dipartimento di Scienze Agrarie. Un’iniziativa che lo stesso direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente, prof. Agostino Sevi, in più occasioni ha definito “un’esperienza positiva, che sviluppa nei ragazzi una scelta consapevole e matura rispetto a quelli che saranno i loro studi universitari".

                        Questi in dettaglio gli ambiti disciplinari che hanno dato la possibilità a studenti e docenti di sviluppare nuove competenze: Genomica, Proteomica, Microbiologia, Chimica analitica, Biochimica, Bioinformatica, Botanica, Zoologia ed Entomologia Agraria, Chimica del suolo, Produzioni vegetali e animali, Parassitologia e Sanità pubblica. Settori di ricerca che hanno potenziato con successo Matematica, Biologia, Chimica e Fisica, essenziali per strutturare il sapere scientifico.

                        Il progetto ha anche l’obiettivo di sviluppare negli studenti le competenze di base per condurre un’indagine di ricerca scientifica e comunicarne gli esiti, secondo le modalità    proprie della comunità scientifica internazionale integrate alle competenze digitali.

                        La comunicazione, del resto, è stata, in questi 8 anni, trasversale alle discipline e agli ambiti di ricerca (si pensi ai seminari sulla multimedialità e comunicazione condotti dal prof. Maurizio Quinto), strategica per il successivo rilancio di ogni programmazione biennale, a cominciare dal primo seminario conclusivo, dopo il primo anno di ricerca, nell’ormai lontano dicembre del 2010. Più recentemente la Giornata di diffusione delle attività DI.OR. Il 23 febbraio del 2016, ha reso    gli studenti protagonisti attivi, divulgatori, delle indagini realizzate grazie al lavoro di ricerca presso i laboratori dell’ateneo foggiano.

                        A conclusione del quarto biennio, lo scorso mese di maggio, il seminario condotto dal prof. Massimo Monteleone ha puntato l’attenzione sulla Bioeconomia, con riferimento a Horizon 2020 - Research and Innovation programmers.

                        Si lavora già, sotto la guida della scuola capofila, il liceo scientifico “Marconi”, alla programmazione del quinto biennio, con la    sperimentazione di nuovi moduli formativi di bioinformatica, microbiologia predittiva, chimica    e la creazione di ambienti di apprendimento per la didattica digitale integrata. Già in quest’ultimo anno è stato sperimentato l’utilizzo di ambienti digitali come Edmodo, e di metodologie didattiche innovative come la Flipped Classroom. Sempre in quest’ultimo anno è stato introdotto anche un modulo CLIL, “Introduction to the soil system”, in Ecologia Microbica del Suolo.

                        Alcune attività seminariali riguarderanno invece la    Green Chemistry, la Bioeconomia e l’Industria 4.0 in agricoltura per coniugare la nuova rivoluzione ecologica e digitale alle sfide di portata globale che oggi l’agricoltura deve affrontare, come quelle legate alla fertilità dei suoli, alla sicurezza alimentare ed al cambiamento climatico, strettamente connesse alla necessità di produrre cibo sano, sicuro e sufficiente per una popolazione mondiale che crescerà sempre di più.

                        “In quest’ottica - spiega la prof.ssa Antonella Di Adila, docente del liceo Marconi e coordinatrice del progetto DI.OR., - per favorire lo sviluppo di competenze scientifiche di base e avanzate, l’attività di ricerca-azione 2017-2019 riguarderà la sperimentazione di modelli didattici STEM”.

La STEM Education (Science-Technology-Engineering-Math), ovvero una formazione scientifica degli studenti basata sull’integrazione tra discipline scientifiche di base, Tecnologia e Ingegneria,    ha come obiettivo lo sviluppo della    figura professionale del docente STEM (STEM Teacher) finalizzato alla    costruzione delle carriere STEM degli studenti (STEM carrers). Il metodo suggerito è l’IBSE (Inquiry Based Science Education), già in fase di sperimentazione nei precedenti bienni DI.OR, che i docenti sperimentatori avranno opportunità sviluppare e rafforzare nei percorsi del quinto biennio, anche attraverso l’utilizzo della piattaforma web di riferimento SCIENTIX dell’European Schoolnet- Programma Horizon 2020 http://www.scientix.eu/,    presentata nell’ambito del seminario conclusivo del quarto biennio 2015-2017.

Già pronto il calendario 2017: come ogni anno il DI.OR Progress si aprirà con il laboratorio di Spettrofotometria e si concluderà con la Summer Chemistry School sempre a cura del dott. Roberto Di Caterina.


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