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Il nodo dell'amore

Scritto da redazione il 19/5/2013


Il nodo dell'amore

di Maurizio Bevilacqua


“La prova che una persona ha incontrato Dio non è nel modo in cui parla di Dio, ma nel modo in cui parla delle cose del mondo.”

Simone Weil

Dimostrazione dell'esistenza di Dio

Tutto l'universo risponde alle leggi della fisica. Tutto il visibile e l'invisibile hanno una interazione con qualcos'altro. La Terra, per esempio, esiste perché gira intorno alla sua stella, il Sole. Le stagioni esistono proprio grazie alla dipendenza con il Sole. C'è calore e quindi la vita grazie a questo fenomeno.
La credenza in Dio presenta innumerevoli difficoltà. L'Essere Creatore sarebbe l'unico a non dipendere da altre cause. Dio sarebbe la Causa Primaria e questo sarebbe in fisica un'enorme contraddizione. Eppure, tendenzialmente l'essere umano è portato a credere in ciò, considerando scontata questa teoria, quando in effetti non lo è. Spesso credere in Dio è un atto di fede cieca che non ha bisogno di dimostrazioni pratiche o di formule algebriche per dimostrarne la validità. Mi sento ripetere dai credenti che la fede in Dio è un atto di sottomissione che non ammette e non richiede controprove. La nostra mente non è capace di comprendere, eppure se ne parla e se scrive veramente molto. Se non fossimo capaci di comprendere, allora a cosa servirebbero i libri sacri, la voce dei profeti e le dissertazioni dei filosofi?
Semplicemente, dovremmo vivere meritando il dono della vita e aspettare serenamente la nostra fine. Io, però, mi sono sempre chiesto se credere in Dio abbia anche implicitamente la certezza che esista un aldilà dove godremmo della vista e della compagnia con l'Essere Supremo che ha creato tutto. Dio potrebbe averci creato senza per questo averci donato la vita eterna. Per quale motivo avrebbe dovuto farlo? Io non ne vedo la ragione. Perché sottoporci a quest'anticamera di esistenza terrena? Se la compassione di Dio fosse immisurabile e infinita, avrebbe dovuto concederci la vita eterna da subito.


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