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In memoria di Don Donato Coco

Scritto da redazione il 7/1/2012


In memoria di Don Donato Coco

Nella commemorazione del trigesimo della morte

Si celebra in questi giorni il trigesimo della morte di Don Donato Coco, Sacerdote e Poeta foggiano, scomparso un mese fa. Con lui Foggia ha perso non solo un’importante figura rappresentativa della spiritualità religiosa, ma anche un uomo di cultura che, attraverso le sue liriche, ha saputo affrontare temi molto sentiti dalla comunità, per la loro dimensione sociale e la denuncia politica. Foggia è da molto tempo città abbandonata a se stessa, incapace di saper ritrovare le proprie radici nell’opera dei suoi stessi figli e dimentica, pertanto, della memoria storica e del patrimonio di tradizioni che si perde di anno in anno nell’oblìo. Va via così un altro dei suoi grandi uomini, tanto difficili da sostituire nell’attuale realtà cittadina.

In un mio articolo di parecchi anni fa ho recensito il suo Diario di un Pellegrino in Terra Santa della Levante Editori di Bari. Mi piace, per ricordarlo, riportare qui un brano tratto a pagina 85, che così recita “A Nazaret ho potuto sostare a lungo in preghiera nella chiesa inferiore della Basilica dell’Annunciazione, accanto alla ricostruita casa-grotta della Vergine. Un piccolo fregio marmoreo del precedente santuario demolito è incastonato nel basamento dell’altare. Porta inciso: Hic Verbum caro factum est. Abbiamo recitato i misteri gaudiosi del Rosario davanti alla tela dell’Annunciazione, anch’essa proveniente dall’antica chiesa. La tela seicentesca, con lo splendore dei colori e il gioco delle luci e delle ombre, mi parla dell’irruzione divina nell’umile casetta di Maria. Dio, diventando di casa presso Maria, ha fatto della sua dimora il proprio cielo sulla terra. Nelle braccia della piccola donna di Nazaret, il verbo fatto carne ha ritrovato tutta la tenerezza del Padre, la sua attenzione, il suo trasporto”.

Ho voluto far dono al lettore di queste belle parole, a pochi giorni di distanza dal Natale, per ricordare che la festa più bella, commemorata in modo semplice e privo di orpelli da Don Donato Coco in questo brano, può essere celebrata ogni giorno. Basta accogliere con spontaneità e umiltà Colui che viene nelle nostre vite. Ritengo che questa sia stata la testimonianza più grande che egli ha saputo lasciare ai fedeli e a noi tutti.

Don Donato nasce a San Marco in Lamis nel 1936. Compie gli studi teologici e filosofici presso il Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Salerno e nella Pontificia Facoltà teologica meridionale sezione S.Luigi a Posillipo, vicino Napoli. Nella stessa Facoltà consegue la licenza in Teologia. Viene ordinato sacerdote nel 1960, e diventa Padre Spirituale e Professore di Lettere presso il Seminario Diocesano, Assistente della FUCI e dei laureati di Azione Cattolica, oltre che insegnante di Religione nella scuole statali. Diventa poi Vice Parroco di San Pio X e Parroco di S. Ciro a Foggia, Assistente diocesano dell’Azione Cattolica, Canonico Penitenziere della Cattedrale di Foggia, insegnando Teologia Dogmatica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” e ricoprendo la carica di Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. Nel 1999 viene nominato Prelato d’onore di Sua Santità. Ha pubblicato numerose opere di poesia; è stato traduttore e saggista di pregio.

Antonietta Pistone


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