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Incontro con i fondatori di Cooperativa Letteraria

Scritto da Redazione Piemonte il 22/11/2011


Incontro  con i fondatori di Cooperativa Letteraria

Pochi giorni fa ho incontrato    un gruppo di persone che costituiscono un’Associazione    Culturale a Torino, dal nome “ Cooperativa Letteraria “ ideata da Marco Annichiarico, Caterina Arcangelo e Salvatore Sblando , i fondatori ispirandosi a due elementi fondamentali: Aggregazione e Comunità , portano avanti questo progetto culturale, il loro intento è quello di accogliere nel gruppo tutti coloro che condividono la passione per la lettura.

Ho chiesto al sig. Sblando che dedica parte del suo tempo libero alla poesia.

Qual è l’obbiettivo primario che rafforza questo progetto ?

R. Ridare vita agli spazi culturali, agli incontri umani e ai momenti di socialità è un modo per creare una reale alternativa    a quella sorta di alienazione metropolitana che penalizza le fasce più deboli della popolazione.
Creare occasioni di incontro , con spazi di condivisione di valori e idee, attraverso la promozione e la difesa di un modello di convivenza sociale.


Punto di incontro, quale poteva    essere una culla letteraria se non una libreria?, a Torino in via Maria Vittoria n. 31 presso la LIBRERIA e LEGOLIBRI i componenti l’Associazione puntualmente si incontrano promuovendo dibattiti oppure nuovi libri, il 3 novembre sono stato invitato alla presentazione del libro “Piccolo Testamento” alla presenza di un folto gruppo , lo scrittore emergente Gabriele DADATI ha presentato il suo nuovo capolavoro che racconta in sintesi il vissuto di una lunga notte e la storia di una grande amicizia.

Si tratta di un romanzo intessuto di esperienza vera e vissuta, la storia racconta di una vita e di un’educazione incerta, di una perdita di un famigliare e di una eredità. Una storia molto personale ma che può essere anche un capitolo di storia di quest’ Italia indisciplinata che riflette l’andamento della società odierna incapace di trasmettere ai propri figli quei valori di un tempo che spazzino via le incertezze e le indecisionalità    della vita, mancando quelle chiare indicazioni tanto preziose se non trasmesse ai futuri uomini oggi bimbi indecisi e viziati solo perché inconsapevoli, detto in parole povere la mancanza di sostegno alla giovane pianta, che le permetta di diventare un grande albero.

Naturalmente ho preferito non scendere nei minimi particolari del romanzo per non togliere la giusta curiosità e l’apprezzamento del lettore, anche se    l’ autore coadiuvato dai relatori Demetrio Paolin e Marco Perno, hanno saputo creare attraverso i loro interventi quell’atrosfera magica che    ha colto ciascun attento componente del pubblico, che pensava in quel momento, di sentirsi catapultato all’interno del racconto.

Torino    22 novembre 2011

                                                                                                Scritto da:    Guido CRISTIANI


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