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Incontro con la Filosofia dello Yoga

Scritto da redazione il 16/11/2011


Incontro con la Filosofia dello Yoga

Sabato 12 Novembre ho avuto il piacere di fare lezione in una classe quinta con la partecipazione attiva della prof.ssa Giusy Buono, Presidente dell’Associazione Culturale “Om Sai Ram” di Foggia. La docente ci ha generosamente intrattenuto sugli elementi basilari della filosofia dello Yoga, pratica meditativa che ricompone l’unità spirituale e l’armonia dell’universo, proponendo agli alunni alcuni esercizi salutari di concentrazione sull’attività del respiro, indispensabili a raggiungere un buon livello di benessere esistenziale. Inspirazione ed espirazione sono momenti utili a catturare le energie dall’alto, prana, e quelle della terra, apana, localizzando l’attenzione sul chakra manipura, il plesso addominale. Per la filosofia dello Yoga esiste un Karma in tutte le azioni umane, cioè una risposta necessaria ai comportamenti adottati, per cui chi fa il bene non può che attendersi il bene. E il bene prima o poi arriverà. Questo perché può fare il bene solo chi vive in armonia con tutte le energie universali, catturandone la positività che, prima riversata sugli altri, ritornerà poi indietro come un boomerang al suo lanciatore. Normalmente si crede che siano degne di attenzioni le due prime età della vita, l’infanzia e l’adolescenza. Finendo così per trascurare la giovinezza e l’età adulta, periodi che sono altrettanto complessi ed estremamente problematici. Durante queste fasi si possono distinguere infatti alcuni momenti, come tappe particolarmente interessanti di osservazione per la crescita e la maturazione di ogni essere umano. Questi momenti corrispondono all’età dell’atleta, in cui ci si prende cura quasi esclusivamente del proprio corpo, ritenendo le prestazioni fisiche la cosa più importante dell’esistenza. Crescendo si passa all’età del guerriero, in cui si domina la realtà, desiderando affermazioni di sé attraverso il lavoro, la famiglia, la casa, la macchina. Ma ci si rende anche conto del fatto che il proprio status sociale non può bastare a comprare la felicità. Segue, perciò, l’età della persona pubblica, durante la quale la personale affermazione professionale rafforza il sentimento dell’io. Ma si è ancora incapaci di occuparsi degli altri, e di prendersene cura. Sebbene ci siano anche personaggi noti per la loro umanità e abnegazione, come Gandhi e Madre Teresa di Calcutta, sono comunque assai rari i casi di persone pubbliche che hanno assunto il ruolo di modello sociale per doti di bontà e di sacrificio. Abbondano invece modelli sportivi, musicali, economici di gente di successo perché impegnata e danarosa. Comunemente si crede, infatti, che il successo debba di necessità accompagnarsi all’attitudine al fare molti soldi. Questi momenti della vita umana non sono legati alla crescita anagrafica della persona. Ci sono perciò anche casi di adulti mai cresciuti, che sono rimasti ad uno stadio precedente, senza essere stati capaci di sollevarsi al livello ultimo e più completo, quello proprio della personalità matura. Si parla della fase spirituale, in cui ciascuno prende in mano la propria vita per inventarsi il futuro, nella consapevolezza che nessuno si possa ritenere e considerare in balìa di un destino già scritto, ma che ciascuno abbia primariamente il dovere di credere in se stesso e di lottare fino in fondo per i suoi propri sogni e aspirazioni. Si dovrebbe cominciare a capire che bisogna credere per vedere, piuttosto che vedere per credere, come voleva fare San Tommaso con le piaghe di Cristo. E qui si innesta la ricerca dello Yogi, che è un cammino incessante di risposta ai quesiti esistenziali fondamentali dell’uomo di ogni tempo e luogo. Chi sono? Cosa voglio dalla vita? Da dove vengo? Dove voglio andare? Bisogna, cioè, capire che ci sono dei livelli della propria corporeità, che attingono comunque al mondo spirituale. E che tutta la materia non è altro che pura energia. Dal corpo fisico, a quello causale, astrale, materiale, eterico, che si sprigiona ad un metro di distanza dalla propria persona, la materia emana fluidi di energia spirituale. Silvio Ceccato ha studiato i modelli cibernetici in relazione alla mente umana, ritenendo che il funzionamento del pensiero fosse paragonabile a quello di un sistema di ingranaggi in cui circola energia indispensabile al suo buon funzionamento. Ovviamente questa energia deve essere positiva. Solo se ci si carica di positività si può stare bene, e si possono sconfiggere del tutto quegli atteggiamenti pessimistici molto negativi e pericolosi per la buona salute organica della propria persona. Tra i vari modelli mentali deve essere sviluppato soprattutto quello sattvico, di tipo spirituale, che implementa energia positiva, il cui culmine sfocia nella santità. Devono, invece, essere limitati ed educati a rispondere diversamente il temperamento tamasico, pigro, e quello raggiasico, aggressivo e violento. Anche l’alimentazione serve a coltivare il temperamento giusto. Poiché l’uomo è ciò che mangia, devono essere prediletti i cibi dei vegetariani, limitando il consumo di scatolami, carne e proteine animali. Perché attraverso l’alimentazione si coltiva lo spirito e si nutre meglio il corpo. Gli antichi dicevano mens sana in corpore sano. Giusy racconta di un bambino che sviluppando le difese energetiche che aveva appreso alla scuola di Cibernetica si è autoguarito dalla leucemia. Pare, infatti, che molte delle malattie di cui soffre la nostra umanità siano frutto di errate convinzioni e sbagliati atteggiamenti dello spirito. Gli stessi medici sostengono che le depressioni possono sfociare in malattie molto più gravi e letali. Fondamentale è, perciò, il rapporto individuale con la propria spiritualità, che merita di essere coltivata e curata come il corpo. Proprio in questi giorni Monsignor Tomislav Ivancic ha tenuto una conferenza presso la Parrocchia di Gesù e Maria, presentato da Padre Anto che lo ha invitato a Foggia. Il teologo ha detto dell’importanza fondamentale per l’uomo contemporaneo di rintracciare nuovamente il senso della propria vita, il cui odierno smarrimento è causa di perversioni dello spirito e continua fonte di cattivi pensieri che turbano l’inconscio e fanno ammalare. La soluzione proposta dal filosofo per combattere questo rischio evidente è invece quella di affidarsi alla Haghioterapia, nuova scienza per la salute e l’integrità dello spirito, che aiuta a risolvere i conflitti e le problematiche con atteggiamenti positivi nei confronti della vita. La persona che sta bene con se stessa porta il benessere in famiglia e sul posto di lavoro, riversandolo, anche indirettamente, su tutta la società civile e sul mondo intero. Non ce ne siamo accorti. E due ore di lezione sulla filosofia dello Yoga sono quasi volate. Giusy ci saluta con la speranza di rivederci presto e andando via ci regala una pagina esplicativa del suono ripetuto durante la meditazione Yoga: l’AUM. Mi piace riportarlo integralmente:
la sillaba vibratoria (AUM) è il suono che origina tutti i suoni, è il mantra per eccellenza, è la voce di tutti gli elementi: terra, acqua, fuoco, aria, etere. È il boato dei vulcani, è il mormorio dei fiumi, è il rombo del tuono, è il soffio del vento, il canto degli uccelli, la parola dell’uomo. È la voce dell’Assoluto, l’energia del Cosmo, il verbo del Divino. È il simbolo dei tre aspetti divini: creazione, conservazione, trasformazione. È il risultato delle tre essenze dell’universo: conoscenza, esistenza, felicità assoluta. È la perfezione del principio, senza confini e senza fine. È la forza latente in ogni cosa, è la gioia di esistere, è la consapevolezza della beatitudine completa. È il nostro vero nome: l’AUM. Ripetendolo giornalmente, vengono poco alla volta potenziate le qualità mentali e risvegliate tutte le energie e facoltà interiori latenti.
Antonietta Pistone

ERRATA CORRIGE
In merito a questo articolo, pubblicato su alcuni giornali nei giorni scorsi, mi preme rettificare due punti erroneamente trascritti durante la fase della sua redazione finale come segue:
1) lo Yoga di cui parla l'articolo non è una pratica meditativa buddhista
2) il bambino di cui parla Giusy Buono durante la sua lezione si è autoguarito sviluppando le difese energetiche che aveva appreso alla scuola di cibernetica. A questo proposito si può fare riferimento alla letteratura di Silvio Ceccato sull'argomento.
Antonietta Pistone


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