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Irina Sendler

Scritto da redazione il 7/3/2012


Irina Sendler

Guardate questa donna e ricordate il suo viso x sempre!!!! Il mondo non è diventato d'acciaio...lo è sempre stato!! Irina Sendler donna di origine tedesca...durante seconda guerra mondiale è stata assunta come idraulico nei campi di concentramento!! Ma lei aveva un secondo fine riguardo a questo lavoro!! Lei sapeva dei piani terrificanti dei nazisti...aveva il suo furgoncino e le sue borse ingombranti...alla fine della giornata Irina metteva nelle sue borse dei bambini..e le metteva nel furgoncino insieme al cane che era addestrato ad abbaiare a tutti i soldati!! I soldati un po scocciati dal cane non controllavano mai il retro del furgone...e così Irina ha salvato più di 2500 bambini!!! (nella foto con alcune persone salvate dai nazisti quando erano bambini) Quando è stata scoperta le sono state rotte le gambe e le braccia...ma.lei non ha mollato la sua missione...nel giardino di casa sua ha seppellito un barattolo di vetro con la lista di tutti i nomi dei bambini...ed è sempre andata alla ricerca dei parenti o anche dei genitori!! All'età di 98 anni si è spenta!!! Irina Sendler grande donna!!! Non sempre il premio va dato a chi lo merita veramente!!!

Mi vergogno. Mi vergogno profondamente della mia ignoranza. Di questa grande donna, non ne avevo mai sentito parlare. Questa sera, attraverso un'amica di un'amica, ho visto e letto questo post. E, confesso, l'ho "rubato". E' stato più forte di me. Anche se non ne sono degna, ho pensato di dedicare a lei, forse sconosciuta a molti di voi come a me, la giornata della donna. Perché l'8 marzo acquisisca un significato più elevato. Sia gloria a Irina e a tutte le donne come lei. Alle donne che, con il loro immenso cuore, in silenzio, hanno compiuto miracoli in terra. Un esempio per tutte noi.

Dall’evento di Facebook creato da Patrizia Serra per dedicare l’otto marzo a questa donna meravigliosa e coraggiosa

LA STORIA
Irena Sendler, una vita in un barattolo
Pubblicato il 19 ottobre 2011 sul blog di Raffaele Cozzolino
Ho scoperto la storia di Irena Sendler grazie alla segnalazione del mio amico Roberto. E’ una storia poco conosciuta, una pagina di vero eroismo resuscitata dall’oblìo, che merita di essere divulgata. Nata in Polonia nel 1910, e’ morta nel maggio del 2008 all’età di 98 anni.
Irena Sendler era un’assistente sociale a Varsavia quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Ancora prima della costruzione del Ghetto di Varsavia (1940) iniziò a fornire documenti falsi ed a reclutare famiglie ed istituti per ospitare in incognito bambini ebrei: a lei erano chiare già da allora le conseguenze delle politiche razziali della Germania di Hitler. Possedeva un lasciapassare per entrare nel Ghetto di Varsavia, in quanto operatrice ufficiale del Dipartimento contro le malattie contagiose. La sua libertà di muoversi dentro le mura del Ghetto le permetteva di convincere i genitori dei bambini a farli uscire dalla prigionia del Ghetto e a farli vivere presso istituti religiosi e famiglie amiche con una nuova identità. Il concetto era di evitare perlomeno ai bambini gli stenti del Ghetto e di riunirli con i loro genitori nel futuro.
L’organizzazione clandestina ZEGOTA aiutò Irena Sendler nell’esecuzione di questo piano. C’era la necessità di reclutare fidate famiglie per i bambini, si dovevano procurare documenti falsi e soprattutto, si doveva organizzare l’evasione dei bambini dal Ghetto. Diversi metodi furono escogitati e messi in opera: alcuni bambini venivano nascosti dentro le ambulanze che uscivano dal Ghetto insieme a Irena Sendler, lei stessa li nascondeva in borsoni e valigie (non veniva perquisita a fondo in quanto si sapeva che lavorava a contatto con malattie contagiose), si utilizzavano cunicoli segreti e le possibilità che offriva il grande Palazzo di Giustizia, che era situato come un’enclave nel mezzo del Ghetto di Varsavia. I circa 1000 bambini fatti così scappare si sono uniti ai circa 1500 a cui fu cambiata l’identità prima della costruzione del Ghetto. Le nuove identità erano necessarie per celare i nomi ebrei dei bambini e anche per evitare ripercussioni sui loro parenti qualora fossero stati scoperti. Irena Sendler scriveva, aggiornava e manteneva le liste dei nomi veri e di quelli nuovi. Sapendo di dover proteggere queste liste dalla scoperta da parte dei nazisti sia per poterle poi utilizzare per la riunione dei bambini a guerra conclusa, le pose dentro a dei vasetti vuoti di marmellata e le sotterrò sotto un albero di mele in un giardino di conoscenti a Varsavia. La vita futura di questi bambini era legata a queste liste nascoste nei vasetti.
Il 20 ottobre 1943 Irena Sendler venne arrestata. La portata dei suoi «crimini» venne scoperta soltanto in parte dai suoi aguzzini. Lei non nominò i suoi collaboratori e non rivelò mai il nascondiglio delle liste dei bambini nonostante la sua abitazione fosse stata perquisita a fondo. Neanche la tortura le fece cambiare opinione: le vennero fratturate le gambe. Irena Sendler rimase per il resto della sua vita claudicante e bisognosa dell’aiuto del bastone per camminare. Le liste dei bambini nascoste nei vasetti interrati rimasero sicure. Infine venne condannata a morte. L’organizzazione ZEGOTA – a sua insaputa – corruppe con soldi l’ufficiale che doveva ucciderla e che la aiutò a fuggire. Lei stessa visse fino alla fine della guerra in clandestinità e lesse la notizia della sua morte nei volantini affissi a Varsavia. La vita della maggior parte dei genitori finì a Treblinka. Dei 450.000 ebrei rinchiusi nel Ghetto soltanto circa 1.000 sopravvissero all’Olocausto. I pochi genitori rimasti furono riuniti con i loro bambini dopo la guerra utilizzando le liste nascoste nei vasetti di marmellata.
La sua lista, due volte più lunga di quella di Oskar Schindler, è custodita allo Yad Vaschem, il memoriale dell’Olocausto in Israele, che nel 1965 l’aveva insignita della medaglia dei giusti, anche se poi ha dovuto aspettare 18 anni per andare a Gerusalemme, a piantare il suo albero.
C’è un sito che raccoglie il suo messaggio e la sua storia.
Nel 2009 venne realizzato un film per la televisione, di coproduzione Polacca e Americana, The Courageous Heart of Irena Sendler, in lingua inglese.
L’anno scorso Irena è stata proposta per il Premio Nobel della Pace.
Non è stata nominata.


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