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L’ANZIANO E LA SANITA’ IN PUGLIA

Scritto da redazione il 17/4/2012


L’ANZIANO E LA SANITA’ IN PUGLIA

Pensionati in difficoltà. Sanità non a misura d’anziano. Lavorare per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute. Assente l’Assessore Ettore Attolini

La     crisi e le “grandi manovre” effettuate dai nostri governanti negli ultimi anni hanno aggravato sensibilmente le condizioni sociali ed economiche degli anziani, una escalation senza precedenti che sta mettendo con le spalle al muro i più deboli. Forse vivere più a lungo è una colpa ed allora ecco che la mannaia si abbatte sulla sanità e sul sociale.
“L’anziano e la Sanità in Puglia” è stato il tema affrontato    nel convegno regionale tenutosi a Bari il 13 scorso presso il Salone della Camera di Commercio.
Ha relazionato il segretario generale della FNP-CISL di Puglia, Giuseppe Santelia, una relazione precisa, coinvolgente, senza fronzoli, che ha messo a nudo l’attuale situazione dell’anziano,    vittima di una crisi in cui non ha colpe, perché le colpe, le responsabilità sono altrove.
Vi riportiamo vasti stralci della relazione di Santelia:
“Sono circa 3 milioni    le famiglie che nel nostro Paese (e gran parte in Puglia) non possono affrontare con le proprie forze economiche la spesa sanitaria, e molti cittadini non potendo assolutamente rivolgersi alla sanità privata per avere tempi brevi, devono prenotarsi presso quella pubblica, non pronta ad accogliere con celerità le richieste e aspettano con tempi sempre più lunghi e con il conseguente aggravio dei propri problemi
Noi siamo seriamente preoccupati e ci interroghiamo     circa i modi in cui le politiche sanitarie, in questi anni di crisi, rispondono ai crescenti bisogni di salute dei cittadini tutti e degli anziani in particolare, poiché l’incremento dell’aspettativa di vita dipende, in larga misura, dall’accessibilità alle cure sanitarie e della loro qualità.
…Dai 42 anni di vita media del 1800, siamo passati ai 67,5 anni del 1951, ai 79,4 per i maschi e agli 84,5 anni delle donne del 2011. Oggi dire “vecchia” ad una persona sessantenne è fuori luogo.
…Con l’innalzamento dell’età, cosa nota a tutti, si ha    maggiore bisogno di assistenza per le patologie cronico-degenerative e per alcune disabilità che nel corso degli anni si presentano.
Per la sanità degli anziani questa Federazione è in forte credito, con la Regione, spesso, sono stati avviati tavoli di discussione e approfondimento, ma poi interrotti senza alcuna definizione…. Più volte non si è tenuto conto del contributo delle forze sociali più rappresentative portatrici delle istanze e dei bisogni dei cittadini dei territori dove si è proceduto al taglio di posti-letto ospedalieri e alla chiusura di ospedali senza l’attivazione di presidi territoriali adeguati.
E spesso abbiamo riscontrato disagi nelle persone anziane che, vedendosi un po’ bistrattate, sono cadute in depressione, e siccome non c’è una rete attiva di assistenza domiciliare, alcune situazioni sono diventate grossi problemi di famiglia.
Ed è in queste situazioni che si ravvisano bassi numeri e percentuali della nostra Regione per strutture con posti-letto    semiresidenziali, letti per anziani, strutture residenziali e ADI rispetto alla media nazionale e alle altre Regioni.
In Puglia siamo in Piano di Rientro, sono state adottate misure drastiche che hanno prodotto i primi positivi risultati rispetto alle economie realizzate. Il deficit di 460 milioni del 2910 si è ridotto a circa 163 milioni nel 2011.
…stiamo rientrando rispetto al debito ma a quale prezzo per i cittadini pugliesi ai quali non sono più garantiti i livelli essenziali di assistenza? Le liste di attesa si allungano sempre più mettendo a serio rischio la salute di tutti e in particolare degli anziani.
La mobilità passiva extra regionale è rimasta quasi invariata passando da una spesa di 175 milioni a 173 milioni di euro.
…Governare il passaggio dell’ospedalizzazione alla medicina del territorio è urgente e, nello stesso tempo, è molto complesso, quando non sono ancora chiari strumenti e modalità.
La deospedalizzazione si pratica strutturando ed investendo nei servizi sul territorio fra cui prima di tutto l’Assistenza Domiciliare integrata che non decolla ancora per la mancanza storica di personale, a cui si aggiunge il blocco del turn-over, per la mancanza dell’integrazione socio-sanitaria che ha grandi    difficoltà a realizzarsi per la complessa funzionalità dei distretti, indispensabili per garantire i LEA nei nostri territori.
…Con il riparto del Fondo Nazionale, la Puglia per il 2012 potrà contare su 100 milioni in più, cioè su 7 miliardi e 28 milioni di euro…Risorse importanti, certo, ma insufficienti a coprire i reali e crescenti bisogni di salute dei cittadini pugliesi.
.. Attualmente è una sanità che non rassicura il cittadino-paziente che sia per la prevenzione, sia per la diagnostica, sia per le richieste specialistiche, è indotto spesso a    rivolgersi fuori Regione    nonostante i nostri centri di eccellenza, e l’alta spesa, 173 milioni alle altre Regioni, ne è una conferma.
…Da sempre si parla del potenziamento dei servizi nel territorio per snellire e ridurre gli accessi ai Pronto Soccorso e a costosi ed inutili ricoveri. Invece si sta andando su una maggiore burocratizzazione della medicina di base ed una notevole riduzione dei servizi: ambulatori specialistici, assistenza infermieristica domiciliare, medicina dei servizi di primo intervento.
… per avere una sanità più efficiente sarebbe innanzitutto indispensabile che:
…la politica dovrebbe avere soltanto un compito organizzativo per la programmazione e la realizzazione delle strutture; i medici, azzerata la burocrazia, dovrebbero curare i malati nel rispetto della propria professionalità, della deontologia e delle regole del sistema sanitario;    i pazienti    dovrebbero tornare a fare veramente i pazienti che si rivolgono al medico per manifestare le proprie problematiche e non per imporre le proprie richieste; … rivedere tutta la pubblicità sui farmaci, che così com’è non sempre invia messaggi educativi agli ascoltatori profani, e spesso procura più danni che benefici.
… Vogliamo lavorare insieme per dare    a tutti i cittadini della nostra Regione, ed agli anziani in particolare, prestazioni sempre più vivine ai reali bisogni di salute, in un servizio sanitario sempre più efficiente, imperniato sulla massima trasparenza di gestione e nel rispetto del diritto alla salute previsto dall’art. 32 della nostra Costituzione”.
Nel corso del convegno hanno portato il loro costruttivo contributo: Franco Surano (Segr. Reg. CISL Puglia), Giulio Colecchia (Segr. Gen. CISL Puglia) e i segretari generali provinciali FNP-CISL : Filieri (Bari), Taddeo (Brindisi), Russo (Foggia), Botrugno (Lecce), Bruno (Taranto)
Ha tirato le conclusioni, approvando in pieno la relazione di Santelia, il Segretario Generale FNP-CISL Ermenegildo Bonfanti che ha evidenziato come “le difficoltà più grandi che i pensionati devono affronatare, partono da questa riforma fatta dal governo che ha tagliato le risorse sia per la sanità, sia per il sociale …gli anziani che sono quelli che vivono delle loro pensioni hanno problemi enormi, non tanto esolo di soldi e quindi per i ticket, ma soprattutto perché non esistono servizi. Chi può permetterselo se ne va nelle strutture private a pagamento, mentre il pensionato è costretto a code lunghe e quindi anche quello che offre    il pubblico non è garantito in tempo utile. Gli anziani sono quelli che pagano di più perché per un anziano non avere le cure appropriate nei tempi giusti, significa un ulteriore peggioramento della sua condizione”.
Tanti i presenti, tra questi la componente della FNP di Bari, Anna Maria Manelli, la presidente dell’ACS-Anteas di Foggia Giuseppina d’Addedda Sica, il segretario emerito della FNP di Foggia Santino Calitri e rappresentanti della FNP provenienti da ogni angolo della Regione.
Assente, e la sua assenza ha suscitato i commenti non certamente postivi dell’assemblea, l’Assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia Ettore Attolini.
RED


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