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L’AUTUNNO IN ARTE” di Anselmo Maggio

Scritto da redazione il 12/12/2012


L’AUTUNNO IN ARTE” di Anselmo Maggio

Associazione “Lo Scrigno”
SAN SEVERO – 1 Dicembre 2012
Non mi dilungherò più di tanto in questa serata in cui splendidi protagonisti sono Anselmo Maggio e le sue Opere.
Questa nuova mostra di Anselmo Maggio ha come protagonista l’autunno.
Anselmo Maggio è un maestro nell’interpretare la natura nei suoi vari aspetti. Alla ricerca continua della perfezione, ha saputo raggiungere vette di alta espressività con un linguaggio pittorico fatto di immediatezza, che traduce in immagini le sue più intime emozioni legate allo scorrere della vita, allo scorrere del tempo, al trascorrere delle stagioni. E l’autunno è la stagione che più di ogni altra ispira i poeti, i pittori, è la stagione del tramonto, anche se ha una sua bellezza che si tinge di odori particolari.
“L’autunno ti fa sonnolento
La luce del giorno è un momento
che irrompe veloce e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita”
Sono questi i versi di una bellissima canzone di Francesco Guccini. L’autunno si presta molto bene ad essere descritto in versi, ma lo è ancor più se questi versi, i versi dell’anima, sono trasportati su una tela con la poesia dei colori.
In ogni    dipinto di Anselmo Maggio, v’è tanta poesia, in ogni sua opera risalta la più genuina essenza di ogni armonia che è alla base della sua continua ricerca cromatica, una ricerca che si avverte in maniera evidente nei risultati del colore.
Conosco Anselmo e la sua arte da non molto tempo ma ho sempre avuto modo di apprezzare i suoi lavori, oggetto di uno studio interiore che affiora ogni volta in maniera non equivocabile, sicura, profonda. Le sue opere mostrano in maniera imperiosa la notevole familiarità con i colori e una bellezza cromatica eccezionale, frutto di una grande maestria e di sapiente uso del pennello.
Anselmo Maggio utilizza il suo talento senza problemi, ma sempre in senso positivo, senza fare concessioni o cercare facili consensi. E’ un cacciatore di immagini all’interno di un percorso ideale che non trascura il passato, ma lo fortifica, portandolo ad esempio alle nuove generazioni. La pittura di Maggio è frutto di una trasposizione spirituale in una dimensione umana più consona alle necessità dell’anima.
L’arte è l’angolo discreto della vita interiore di Maggio, che trova il modo di esprimersi attraverso una manipolazione riflessiva dei colori col risultato di esternare sulle tele sentimenti ed emozioni che provengono da un animo attento e partecipe di una realtà certamente subita, ma accolta ed intesa entro i confini del senso stesso dell’esistenza.
Lontano dalle oppressioni e dalle inquietudini della nostra civiltà del progresso e del materialismo più sfrenato, la pittura di Anselmo da sempre propone alla nostra attenzione immagini che hanno il sapore di altri tempi, che talvolta affondano nel mito, voglio ricordarvi la mostra che, ispirandosi per l’appunto al mito, il nostro pittore denominò “Le dimore degli dei”.
La sua è una produzione artistica    senza età, valida in ogni tempo e sotto ogni cielo, non è di serie, ma l’impegno continuo,    meditato e coerente col suo “ego” artistico.
Ha un tratto deciso e personale col quale tratta in chiave realistica ogni tematica, rendendola emozionante. Anselmo Maggio, ne sono convinto, è decisamente un romantico. Per il filosofo tedesco Friedrich Schlegel “l'Arte Pittorica deve tendere alla "Poesia", cioè a quella universalità in cui si trovano unite poesia, filosofia e religione. L'Arte figurativa è il legame attivo tra l'anima e la Natura, deve unire concetto e forma, anima e corpo. Ed io vedo in Anselmo Maggio un interprete ideale di siffatto modo d’intendere l’arte.
Nonostante la sua meravigliosa arte, Anselmo Maggio è estremamente modesto, ma la sua modestia è pari alla sua bravura, è un’artista completo che nei suoi lavori riesce a riportare alla luce quelle visioni interiori capaci di coinvolgere e suggestionare anche i più diffidenti: il suo è un linguaggio universale e, come tale, comprensibile in ogni angolo del mondo.
A voi che avete avuto la pazienza di ascoltarmi, l’invito a viaggiare nelle opere di Anselmo Maggio. Sono certo che da questo nuovo tempio della cultura ne uscirete arricchiti soprattutto interiormente e con un maggior apprezzamento per Anselmo Maggio, il pittore che ha rubato i colori dell’arcobaleno.
Concludo ringraziando l’Associazione culturale “Lo Scrigno” nel cui ambito si sta svolgendo questa mostra ed in particolar modo Maria Teresa Savino da sempre in primo piano quando si parla di cultura.
GIUCAR MARCONE


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