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L’Abbazia di Ripalta e il suo borgo agricolo

Scritto da antonietta pistone il 4/4/2018


L’Abbazia di Ripalta e il suo borgo agricolo

Santa Maria di Ripalta è un monastero situato sulla riva destra del fiume Fortore a circa 11 chilometri da Serracapriola (Foggia). Abitata originariamente dai monaci benedettini, fu sede della comunità dei cistercensi che si insediarono agli inizi del 1200. Quest’ordine monastico fondato da San Bernardo da Chiaravalle era famoso per il suo rigore morale e per la notevole conoscenza dell’economia agraria. Il monaco francese, fondatore di molteplici monasteri, era fortemente contrario al lusso delle chiese e fece sorgere delle abbazie modello dove i monaci avrebbero potuto avere la possibilità non solo di pregare ma anche di lavorare, di vergare manoscritti e persino di produrre musica. Nel complesso dell’Abbazia di Ripalta viene successivamente introdotta la “grangia”, costruzione chiusa in cui si conservava il raccolto; cosa che lo rese - in senso lato - una vera e propria azienda agricola monastica, comprendente case, terreni e pascoli.
Inglobata nel 1580 alla diocesi di San Severo, all’inizio del XVIII secolo l’Abbazia fu affidata ai frati celestini collegati alla figura di papa Celestino V, che arricchirono Ripalta di edifici, vigneti e uliveti. Il monastero nel corso dei secoli ha avuto parecchi proprietari che lo hanno trasformato più propriamente in un castello. Del monastero originario rimane soltanto la chiesa di Santa Maria, la cui pianta originaria era probabilmente a croce latina. Il corpo centrale è costituito da tre navate di cinque campate; al momento sono riconoscibili il transetto e l’abside che ha una forma quadrata con ai lati due coppie di cappelle rettangolari.
Il borgo di Ripalta nel corso dei secoli ha assunto un ruolo importante per l’attività della transumanza, in quanto trovasi sul Tratturo Magno che collegava la città dell’Aquila con quella di Foggia. Nel 1627 a causa di un violento terremoto si verificò il crollo di una parte dell’edificio religioso, che i monaci provvidero prontamente a ricostruire. Dopo aver soppresso l’ordine dei celestini nel 1806, Gioacchino Murat donò Ripalta al suo ministro di polizia che la diede in dote alla figlia. Oggi il complesso dell’abbazia è di proprietà di una famiglia di Napoli ed il villaggio agricolo è considerato il più antico esistente nel Tavoliere delle Puglie.

Silvana d’Anelli


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