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L’Amore e Altri Sport Estremi

Scritto da redazione il 14/7/2012


L’Amore e Altri Sport Estremi

Un’altra piacevole scoperta che mi hanno riservato le Edizioni Paoline di Foggia è stata la conoscenza di uno scrittore teologo valdostano, Paolo Curtaz, da anni impegnato nella diffusione del vangelo alla comunità. Pur avendo indossato le vesti di religioso ha poi compreso che la sua strada è nella famiglia. Oggi è sposato e padre di un bambino, e si dedica alla scrittura e alla evangelizzazione come laico e credente. Curtaz cura due siti online, uno tratta i temi della riflessione biblica, e si intitola tiraccontolaparola, l’altro più rivolto alla divulgazione di questioni e problemi di carattere religioso, che però si articolano differentemente nella loro immersione alle concrete esperienze di vita dei lettori del suo blog, che prende da lui il nome paolocurtaz. Noti sono i suoi commenti settimanali su youtube al vangelo della domenica. Riflessioni che hanno il pregio di avvicinarsi al vissuto comunitario senza troppi voli pindarici nella teologia dottrinaria della fede cattolica, e senza mai tuttavia allontanarsi dal dettato interpretativo comunemente adottato per la lettura dei testi e delle sacre scritture. Curtaz ha scritto moltissimo in questi anni. Io ho avuto il piacere di leggere alcuni dei suoi ultimi libri, L’Ultimo Sì, Sul Dolore, Il Grande Abbraccio, che è un opuscolo tutto dedicato alle riflessioni della Settimana Santa. La sua più recente pubblicazione ha occupato parte del mio tempo in questi giorni di gran caldo, rendendo più sopportabile l’afa della mia città. L’Amore e altri Sport Estremi risale già a qualche mese fa, ma io ho avuto la possibilità di reperirlo solo da poco. Mi sono immersa nella lettura con grande interesse, anche perché avendo recentemente strutturato e ideato per il dipartimento della mia scuola un corso sull’Amore, che ha riscosso un notevole successo di adesioni e di partecipazione, ho avuto modo di rendermi conto di come alcune tematiche siano ritenute ancora di grande interesse per la collettività. Sembra strano che in un mondo che fa della scienza una nuova religione, affermando la certezza che attraverso il metodo scientifico tutte le questioni irrisolte, e le domande metafisiche, possano infine ricevere una sensata e ragionevole risposta, molti si facciano ancora tante domande sull’Amore. Vedi il recentissimo caso del Bosone di Higgs, per molti, scienziati inclusi, ritenuto un modello di spiegazione scientifica dell’universo, utile a giustificare anche il loro ateismo. Ma questo, si comprende bene, è uno scivolare nello scientismo, mentre l’amore, si sa, è probabilmente il più irragionevole dei sentimenti umani, inspiegabile, per certi versi, e misterioso. Molti si sorprendono innamorati di una persona che non avrebbero mai pensato, razionalmente, avrebbe potuto attrarli. Donde anche numerosi rifiuti di un sentimento che, più di quanto si possa immaginare, attecchisce contro la volontà di chi è costretto, infine, a cedergli. Tanta sofferenza, difatti, nasce oggi proprio dalla smania di spiegarsi tutto attraverso lo strumento della ragione, che induce a negare di provare un sentimento, quando la mente non accompagna e non asseconda il cuore. Il libro di Paolo Curtaz, al contrario, aiuta il lettore a capire quest’universo ancora misterioso e in parte sconosciuto, prendendo atto di quanto i meccanismi dell’innamoramento e dell’amore siano insondabili dalla ragione umana. Solo accettando consapevolmente l’emotività del sentimento, e arrendendosi ad esso, si può poi provare a verificare la bontà dell’amore nelle nostre vite. Non si può vivere senza amare, e chi voglia farne a meno a tutti i costi è destinato alla sofferenza e al dolore. Ma l’amore non va nemmeno confuso con l’emozione del momento, con il sentimentalismo romantico che porta a considerare l’altro come parte irrisolvibile della nostra stessa persona. Nessuno è accessorio e protesi per l’altro. Un amore completo deve mirare a conoscere l’altro per ciò che è e ad amarlo tutto intero, come essere umano e come persona, con le sue caratteristiche fisiche e psichiche, rispettandone fino in fondo l’integrità. Quanti amori malati pretendono di poter cambiare l’altra persona, dovendosi poi arrendere, col tempo, all’impossibilità di modificare l’amato a proprio piacere. Solo un amore rispettoso della diversità dell’altro può resistere alle insidie. L’amore non è dipendenza, ma arricchimento reciproco nella libertà individuale, che deve trovare nuovi sbocchi nella relazione con chi si ama. Oggi non esistono più coppie inossidabili. Il fallimento e la fine dei rapporti sono dietro l’angolo, come uno spettro sempre presente che si aggira sugli amanti. Probabilmente le coppie si sciolgono perché ci si arrende all’evidenza di aver fallito un rapporto in partenza, quando ci si mette insieme con la speranza che alcuni aspetti del carattere dell’altro possano poi modificarsi col tempo, o quando non si hanno più la forza e il coraggio di lottare per quel sentimento che inizialmente ci ha spinti a condividere parte della nostra esperienza con l’amato. La particolarità del libro di Curtaz discende dalla sua competenza e conoscenza delle sacre Scritture, che gli danno la possibilità di legare tra loro, come trame di un unico discorso, le umane esperienze di vita, raccolte tra amici e conoscenti, e la Parola del Dio biblico. E si scopre così che in quei libri sacri c’è già tutta la storia dell’uomo, e che ogni piccolo evento, apparentemente insignificante, che viviamo, è già stato da tempo pensato e sceverato. Ed ecco che le storie degli uomini di tutti i tempi trovano unità nel grande libro di Dio, e i fili di un discorso mai interrotto col Cristo, se non nel doloroso passaggio della croce, si riannodano per dare senso ed unità alle differenti storie degli uomini e delle donne di tutti i tempi. Ha così significato il sacrificio della vedova che resta fedele al marito; il dolore immenso di chi scopre una malattia incurabile e sa di dover dire addìo a chi ama; la ferita di chi ama senza essere corrisposto o di chi, pur avendo dato tanto, scopre di essere stato usato e tradito. Curtaz fa confluire tutto il dolore della storia umana in Dio. Egli è la sola inesauribile fonte di Amore, cui, come acqua da una sorgente che sgorga copiosa tra i monti, tutti attingiamo per il nostro benessere fisico e spirituale, assetati come siamo di verità e di giustizia. Non dobbiamo però mai dimenticare che la sorgente di questo amore terreno è e rimarrà sempre in Lui, e come la vita ci viene data in prestito, così anche la gioia di amare, che è sempre un dono che ci viene elargito a grandi mani. Accogliere l’altro è anche renderci disponibili ad accettare fino in fondo la sua capacità di amare e di amarci. Respingere l’altro è sempre un rifiutare un dono che ci viene fatto. Stando bene attenti a considerare che, in fondo, stare con un’altra persona deve comunque significare stare bene. Perché non ha senso fare spazio al dolore nelle nostre vite, per allontanare lo spettro della solitudine. In fondo è meglio star soli, che stare male con un’altra persona. Perciò, Dio non ci chiede certamente di condividere la nostra vita con chi ci ama, se non riusciamo a vivere con quella persona lo stesso sentimento. Ma ci chiede di amare comunque fino in fondo, dandoci totalmente come un dono grande per l’altro, nella speranza di essere riamati, e senza illuderci che debba sempre e comunque essere così, per non far dipendere la nostra felicità interiore dalla possibilità di questo incontro. Dobbiamo vivere, con coraggio, amando sempre e comunque. Perché una vita senza amore non è un’esperienza umanamente accettabile. E perché un’esistenza che non abbia il suo centro nell’amore e nel dono di sé rischia di disperdersi in altri falsi valori, come quelli del successo, del potere e del denaro, che finiscono sempre più per allontanare l’uomo dal suo obiettivo e dalla sua stessa natura. Ma questa infinita capacità di amare, noi stessi e gli altri, deve sempre avere nell’Amore di Dio il suo stabile riferimento. Il tradimento, la debolezza, la vigliaccheria dell’uomo, non devono perciò spaventarci più di tanto, consapevoli che solo in Lui esiste la fonte suprema del vero Amore, perché ciò ci darà anche la forza, laddove dovesse essere necessario, di spezzare quei legami sbagliati, che sono causa di sofferenza e di dolore. Resta fermo che l’amore è un cammino di vita che si fa in due. Ed è chiaro che questo cammino non possa essere sempre paragonato ad un tappeto di rose. Perché anche le rose hanno le loro spine. E la vita non è semplice e facile per nessuno. Ma nemmeno bisogna dimenticare che amare vuol dire anche essere felici. E che un amore che non è capace di darci questa felicità probabilmente è solo un surrogato di un Amore più grande e più giusto. E, in quel caso, è forse meglio fare marcia indietro, e cambiare strada, tornando, anche se dolorosamente, sui propri passi.

Antonietta Pistone

Nota bibliografica
Per questo articolo si rimanda alle letture di seguito:

1) P. Curtaz, L’Amore e Altri Sport Estremi, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2012

Dello stesso autore consiglio anche la lettura dei testi:

2) P. Curtaz, L’Ultimo Sì, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2010
3) P. Curtaz, Sul Dolore, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2011
4) P. Curtaz, Il Grande Abbraccio, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2011


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