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L'Esistenza di Domenico di Iasio

Scritto da antonietta pistone il 23/7/2020


L'Esistenza di Domenico di Iasio

Esistenza è il titolo dell’ultima pubblicazione del professor Domenico di Iasio, già Ordinario di Etica Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione Continua dell’Università di Foggia. Il testo, pubblicato nel mese di Maggio del 2020, è stato edito dalla Casa Editrice Andrea Pacilli di Manfredonia. Di Iasio ha dedicato il libro alla memoria di sua figlia Elisabetta, scomparsa nel mese di Ottobre del 2019 per il male del secolo di cui soffriva, dando prova di grande coraggio, da ormai quattro anni.

Esistenza è un alternarsi di riflessioni personali, nello stile diaristico, e di elucubrazioni filosofiche. Una passeggiata amena tra i maggiori pensatori occidentali, le cui letture hanno alleviato il difficile percorso dell’autore nel prendere commiato dall’amata figlia.

Da Socrate ad Agostino; da Schopenhauer e Kierkegaard ad Heidegger, Domenico di Iasio ha scandagliato tutti gli aspetti dell’interiorità umana per darsi pace.

L’esistenza è la condizione ontologica di tutti noi esseri umani, perfetta nella sua incompiutezza, perché ci costringe ad essere, in qualche modo, schiavi del tempo che ci appartiene, diventando, simultaneamente, uno sprone e un pungolo a farne qualcosa, di questo tempo che infinito non è.

La situazione esistenziale, sempre contestualizzata nello spazio e nel tempo, come sostiene Kant, è la presa d’atto che per l’uomo non sia possibile l’eternità della vita corporea, e che l’infinito possa al più essere ritenuto una prospettiva della vita spirituale.

È lo spirito che sopravvive al corpo, e che può continuare ad aleggiare sulla vita terrena di chi rimane. Perciò Betta non è finita con la morte delle sue spoglie corporali, ma continua a vivere insieme al padre, alla madre, al fratello, e a tutti quanti l’hanno amata e apprezzata in vita. La sua gioviale cordialità, la capacità di saper essere amica disinteressata e devota, la fede in un Dio che è Amore, in senso lato, per tutte le creature, e per tutti gli esseri viventi, la rendono ancora viva e presente, e diventano, insieme, un insegnamento fecondo che Elisabetta lascia al marito e al figlio, mentre la piangono addolorati.

L’assenza non è assenza – diceva Agostino. E Betta è andata soltanto in un’altra stanza, nella quale tutti, prima o poi, siamo destinati a raggiungerla. Il padre Mimmo, la pensa con struggente malinconia, nella convinzione, perciò, che ciò che le è sopravvissuto, la sua anima, si custodisca ancora intatta nella sua virginale purezza. E che, in quella purezza, egli potrà continuare ad incontrare la figlia.

Nel libretto agile di Mimmo di Iasio vi è, però, anche un altro valore, che si accompagna, fianco a fianco, a quello dell’amore filiale, e della pietas, intesa come compassione e filantropia, che dagli affetti più prossimi e cari si fa amore per tutto il genere umano.

Questo valore, che emerge dallo sfondo del libro, diventando poi il tema centrale, è presente come un leitmotiv in tutte le pagine di Esistenza. Ed è il valore profondamente consolatorio della filosofia, che ancora oggi assurge al compito di terapia dell’anima, e che ci ricorda il genere delle Consolationes di Lucio Anneo Seneca, nella Consolatio ad Marciam, ad Helviam Matrem e ad Polybium.

La vita che noi viviamo, difatti, è pura esistenza, e come tale è destinata a finire con la morte. Ciò che possiamo fare per renderci, in qualche modo, eterni agli altri ed immortali, è amare con sincerità le persone che ci sono state donate e affidate durante il cammino. Per questo ci ispiriamo all’Amore di Dio Padre, che sarà sempre un esempio di vita, di fede incondizionata, e di accoglienza dell’altro. Egli si fa dono a tutti noi, suoi figli, con la morte del Cristo sulla Croce.

Morte, che non è mai un evento definitivo della storia, contrariamente a ciò che crede Nietzsche, ma che chi ha fede può superare, con Cristo, nel giorno di Pasqua, che è la Resurrezione alla vita vera, la sola che niente e nessuno potranno mai togliere all’uomo che è nato, e che venendo alla luce è destinato, per questo, all’eternità. Convinzione che il di Iasio fa sua a partire dalla constatazione scientifica che tutto ciò che esiste in natura non si crea né si distrugge ma si trasforma. La materia cambia e muta nel suo aspetto esteriore e visibile, ma nulla di ciò che è venuto alla luce potrà mai dissolversi nel tutto, come se non fosse mai stato.

Elisabetta è dunque viva. Nello spirito, nella memoria, nella sua eredità umana. E così continua a vivere accanto al padre, ancora insieme a lui, per sempre nell'anima.



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