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L’Università della terza età “Stefano Capone

Scritto da redazione il 26/7/2010


L’Università della terza età “Stefano Capone

INTERVISTA AL DIRIGENTE SCOLASTICO GIOVANNI MAFFEI
L’Università della terza età “Stefano Capone: un’occasione di crescita per la comunità foggiana

Una manifestazione teatrale ha concluso il primo anno accademico dell’Università della terza età intitolata a Stefano Capone, letterato e storico foggiano, prematuramente scomparso. Il bilancio è stato senz’altro positivo sia per la qualità    degli insegnamenti, sia per il numero di partecipanti. Oltremodo soddisfatta la presidente dell’ACS ANTEAS di Foggia, Pina Sica, che ha sostenuto da sempre l’esigenza di una nuova università nella nostra città per offrire ai cittadini una nuova occasione d’incontro, non semplicemente dopolavoristico, ma profondamente culturale.
A questa iniziativa ha aderito con entusiasmo il dirigente scolastico della scuola “Leopardi” di Foggia, prof. Giovanni Maffei, che ha messo a disposizione dei “nuovi universitari” le aule necessarie per lo svolgimento delle lezioni.
Riportiamo di seguito l’intervista che ci ha rilasciato tempo addietro il “preside” Maffei:
- Che significato assume nella nostra città la nascita di un nuova Università della terza età?
- Per la città è sicuramente un’offerta culturale importante in quanto rivolta non solo a quella fascia di anziani che, pur non impegnati in attività lavorative, possono comunque essere produttivi per la società e per se stessi, ma rivolta anche alla cittadinanza in senso lato, come stimolo a coltivare interessi e passioni a cui altrimenti non si dedicherebbero presi    dalle normali occupazioni quotidiane.
- L’aver collocato l’Università della terza età nella scuola elementare che lei magistralmente dirige, che significato potrebbe avere? E’ positivo avere sotto lo stesso tetto bambini e anziani?
- Il significato è per lo più ideale. Anche se nel concreto la realtà dell’infanzia e quella dell’anzianità non entrano direttamente in contatto, l’iniziativa unisce queste due fasi della vita sotto il segno della cultura come continuità generazionale. Gli anziani del resto sono da sempre latori di valori e di insegnamenti significativi per i più giovani e, in questo caso, di esempio a considerare il sapere una ricchezza che va continuamente alimentata.
- La collaborazione con l’associazione ACS ANTEAS potrà dare buoni frutti?
- Date le premesse, si spera nell’ottima riuscita dell’iniziativa.
- Personalmente ritiene che questa università possa coniugare approfondimenti culturali e momenti di socialità?
- Lo scopo principale di ogni Ente culturale è senz’altro quello di migliorare il patrimonio personale di ogni frequentante ma la ricaduta nell’ambito delle capacità di socializzazione è innegabile.
- L’anziano a cui è diretta l’Università della terza età, può essere considerato, non solo a parole, una risorsa per questa nostra società così distratta?
- Ovviamente.
- L’entusiasmo che lei dimostra per questa iniziativa potrà avere nuovi sviluppi?
- Si spera che l’iniziativa possa avere successo tale da garantirle continuità nel tempo.
- Cosa pensa dei corsi attivati (storia della canzone, filosofia, teatro, creatività, informatica,ballo)?
- Credo che tocchino un po’ tutti gli interessi della cittadinanza, da quello ludico a quello matematico.
- Sarebbe propenso a iscriversi alla nostra università?
- Se avessi tempo a mia disposizione, certamente.                                                    

    IL DAUNIO


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