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LA CINETECA VATICANA

Scritto da redazione il 19/11/2011


LA  CINETECA  VATICANA

Le cineteche ed i musei specializzati, nei limiti delle disponibilità economiche, lavorano per salvaguardare parte del patrimonio di un passato altrimenti destinato a scomparire: l’inglese Nation Film Archive, il Reichsfilmarchiv berlinese, la Cinématèque Francaise parigina, la Film Library al Museum of Modern Art di New York, il Museo del Cinema di Milano (aperto al pubblico dal 1987), la Cineteca Nazionale di Roma, il rinnovato Museo torinese ospitato nella Mole Antonelliana (fondato nel 1958 da Maria Adriana Prolo; 3.200 mq. restaurati e riaperti al pubblico nel 2000). La raccolta di reperti dal 1901 dell’Istituto LUCE. La Cineteca Griffith della Fondazione Mario Novaro di Genova (fondata ufficialmente nel 1975 da Angelo Humouda: circa 6.000 titoli, dai lungometraggi in lingua originale ai film di fantascienza, dai film italiani degli anni 1930/1960 ai documentari, dai cinegiornali ai cartoons). “The International Museum of Cartoon Art” è il primo Museo dedicato allo studio ed alla conservazione di fumetti e cartoni animati, aperto nel 1996 a Boca Raton (Florida). Nel 1959 Papa Giovanni XXIII istituì a Roma nei pressi della Basilica di San Pietro la filmoteca dedicata in particolare a temi di carattere religioso. Fu Vittorio Calcina (agente dei Lumière in Italia) ad aprire cronologicamente la serie dei reperti della Città del Vaticano con immagini girate nel 1896 di Papa Leone XIII che passeggia nei giardini vaticani (successivamente sono stati gli addetti al settore ad arricchire la raccolta vaticana con lungometraggi, documentari e supporti visivi con soggetti che prevalentemente ruotano attorno ai valori morali dell’uomo). Qualche anno più tardi, lo sperimentatore Georges Méliès applicò la sovrimpressione animata di “Le Christ marchant sur les eaux”. Altri titoli importanti del genere religioso: Carl Theodor Dreyer girò nel 1928 “La passion de Jeanne d’Arc” e nel 1955 “Ordet” (“La parola”). È del 1950 “Le journal d’un curé de campagne” (tratto dal romanzo di Georges Bernanos) di Robert Bresson, autore nel 1963 anche di “Le procès de Jeanne d’Arc”. Roberto Rossellini    ha realizzato “Francesco giullare di Dio” (1950) e “Giovanna d’Arco al rogo” (1954) con Ingrid Bergman. Luis Buňuel è autore di “Nazarin” (1959) e di “Simòn del desierto” o “Intolleranza” (1965). Negli anni Sessanta Ingmar Bergman completa il trittico sul tema della fede ‘il silenzio di Dio’: “Come in uno specchio”, Luci d’inverno” e “Il silenzio”. Nel 1964 Pier Paolo Pasolini affronta “Il Vangelo secondo Matteo”. Nel 1973 viene distribuito il film di Norman Jewison tratto dal dramma musicale rappresentato a Broadway, “Jesus Christ Superstar”. Alcune delle recenti produzioni: Martin Scorsese con “The last temptazion of Christ” (1988), Krzystzof Kieslowski con “Decalogo” (1989) e l’ultima rivisitazione di Luc Besson del personaggio “Jeanne d’Arc” (1999). Sull’argomento è stato edito nel 2002    il libro ‘Cinema e Chiesa - I documenti del magistero’, presentato ufficialmente all’Università Lateranense.                                                                                                                        
            
Scritto da: giuliano.confalonieri@alice.it


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