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LA MALA EDUCAZIONE DI ORIANA FIDANZA

Scritto da Direttore il 27/3/2015


LA MALA EDUCAZIONE DI ORIANA FIDANZA

Insegnante nei licei, Oriana Fidanza è molto apprezzata e stimata dai suoi allievi. La sua intensa attività nel mondo associativo e culturale la vede sempre disponibile a cogliere stimoli e fermenti del nostro tempo. Oriana è una figlia della Capitanata che vive con grande trasporto il suo tempo avvertendo l’esigenza di trasmettere    le proprie intuizioni e le proprie considerazioni soprattutto attraverso i suoi scritti, i suoi articoli culturali, sociali, di costume, nonché le recensioni di film e di opere letterarie.
Conosco Oriana Fidanza da molti anni, sin da quando pubblicò “Porto la gonna”, una raccolta di racconti che ho visto nascere graficamente quando collaboravo con le “Edizioni del Rosone”,    a quel tempo considerate l’oasi della cultura    nella nostra terra.
Nel settembre del 2010, le Edizioni del Poggio, ovvero la casa editrice che tiene alto il prestigio culturale di questo nostro piccolo paese grazie all’impegno del nostro Peppino Tozzi, pubblicano “La Mala Educazione”, un lavoro di grande spessore socio pedagogico di Oriana Fidanza, frutto dell’incontro quotidiano della nostra docente con i tanti problemi che da troppo tempo assillano la scuola, analizzando in particolar modo il rapporto tra genitori e figli, genitori e docenti, docenti e studenti,    rapporti messo in crisi da una mala educazione che sottopone gli    insegnanti ad ogni sorta di umiliazione.    Ovviamente non è la totalità dei genitori a pretendere l’intoccabilità dei figli, a denunciare i docenti che valutano non sempre positivamente, ma con onestà l’operato degli allievi. E’ la    mala educazione del pretendere che incide negativamente anche sulla formazione dei figli e sul loro futuro, facendo loro credere che tutto si può, che si può vivere senza regole. Scrive Oriana “la scuola può seminare ben poco se la famiglia non ha provveduto in tempo a preparare il terreno”, “Se il familismo amorale domina, la scuola non ha più armi educative…”.
Scritto da: Enrica Imbriano


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