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LE EMOZIONI DI MARIA CRISTINA SACCHETTI

Scritto da redazione il 9/10/2011


LE EMOZIONI DI MARIA CRISTINA SACCHETTI

Da    Riva presso Chieri in provincia di Torino, l’affermata poetessa biccarese Maria Cristina Sacchetti mi ha inviato una lettera, ricca d’amore per il proprio paese d’origine.

“26 agosto ore 0,50, stazione di Foggia; lo speaker annuncia che il treno cui sarei dovuta salire portava ben 50 minuti di ritardo, il sonno era galoppante ma dovevo rimanere ben sveglia per paura d’addormentami sulla panchina vuota, ero sola, solo alcuni ragazzi più in là cui chiedo di custodirmi i bagagli per recarmi in toilette. Ripercorro il sottopasso e mi avvio alla ricerca vana    della suddetta che, dopo un centinaio di metri, trovo ma… chiusa! Una vera vergogna, riapriva alle sei del mattino.
Ritorno mogia alla postazione in attesa del treno che trascorsi i cinquanta minuti annunciati arriva e, sorpresa… una gentile hostess scende dal vagone e mi accoglie con gentilezza indicandomi lo scompartimento e aiutandomi con i bagagli, dimentico così la delusione    di prima e mi ricredo sulle F.S…
Le mie compagne di viaggio dormono della grossa e mi accingo a dormire anch’io.
Torino mi accoglie (cosa strana) con un cielo blu oltreoceano, un venticello spaccacuore. «Mio Dio!» - dico tra me - «Il cielo di Biccari si è trasferito al Nord per non farmi sentire il distacco visivo del mio dolce paesello (che tormento!)».
Sono a casa da ormai tre giorni, il tempo si mantiene divino, la catena delle Alpi mi corre incontro, posso quasi toccare il Monviso e il Cervino, persino l’innevato Monte Bianco sembra a due passi da me, è spettacolare la natura che mi circonda.
I miei cari sono tornati tutti dalle vacanze, dovrei essere felice, ma una sorta di groppo mi stringe la gola, ho ancora negli occhi la maestosa Torre del mio paese, la piazza (un salotto a cielo aperto) pullulante di gente dove ho trascorso molte ore in compagnia di amici e parenti.
Avrei voluto fermarmi più giorni e godere di tutto ciò, ma impegni irrinunciabili non me l’hanno permesso. Ho ancora nelle mani le strette degli amici, nel cuore le loro affettuose parole. Per non parlare delle serate poetiche, “versi al chiaro di luna”, parole affidate a un lieve venticello per poterle trasportare nel cielo limpido carico di stelle. Mi illudo che le mie liriche abbiano toccato le corde più profonde degli astanti e d’aver donato tante piccole emozioni anche ai cuori coriacei.
Ora mi appresto a vivere la quotidianità aspettando che trascorra un altro anno e poter tornare là dove un pezzetto del mio cuore è rimasto abbarbicato: la montagna di Biccari e i suoi tesori!
Saluti da Cristina Sacchetti.


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