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LE MUCCHE INFELICI

Scritto da redazione il 8/3/2013


LE MUCCHE INFELICI

C’era una volta…., no quello è tutte le mattine il fatto di buttarsi giù dal letto fra le quattro e le cinque. Non è insonnia, è insofferenza al sonno.
E come tutte le mattine, caffè, sigaretta, la prima, telecomando e via su LA7 con dibattiti e discussioni politiche: Bersanigrilloberlusconi, governodiscopo-governo tecnico-governo di salute pubblica, quest’ultimo poi ci ammazza sicuramente visto come va la sanità in Italia.
Ma stamattina, come tutta la serata di ieri, su novecentonovantanove canali davano lo stesso programma: “Assenza segnale”, hai voglia a “zappingare”, a volte qualche immagine che subito si trasformava in un fisso-cartolina a colori quando prende fuoco e si contorce, si rintorcina, si introviglia, i colori si fondono assumendo spettacolari tonalità.
A volte il tizio o la tizia in TV riesce a dire tre-quattro parole, poi si blocca con una smorfia sul viso, occhi chiusi o bocca storta, eterni secondi di muto, poi riprende, ancora tre-quattro parole, hai perso la parte centrale del pensiero che esprimeva e non puoi capirci niente.
Non ho notizie fresche ed aggiornate, come sta andando, cosa si prevede? Bersani ci prova!? Grillo gliela da!? Andiamo a sbattere come dice Alfano oppure andiamo a battere, nel senso che tutto finisce a puttane!?
Il mio accumulatore di debito di notizie segna numeri grossi, avrei barattato volentieri le tre sigarette successive alla prima per qualche stralcio più completo di notizia. Niente, non resta che guardare il pacchetto di sigarette afflosciarsi mentre si svuota e calcolare il razionamento fino all’ora dell’apertura del bar-tabacchi.
Non so che fare, e allora caro amico/a ti scrivo.
Mi è venuto alla mente un desueto termine agreste: governare, che nel contesto della frase “Vado in stalla a governare il bestiame” assume il suo significato più preciso.
Si, il contadino-allevatore amava le sue bestie, le “governava”, e le governava bene. Ogni mattina gli cambiava la lettiera, la paglia ormai fradicia di piscio e costellata di qualche “torta”, gli rinnovava il fieno nella mangiatoia, un secchio d’acqua fresca per l’abbeverata, una pacca affettuosa su una natica, a volte non mancava neanche una parolina all’orecchio.
Le conosceva tutte le sue vacche, una ad una, le aveva viste nascere vitelli/e, poi crescere giovenco/a, poi manza e poi vacca adulta, lattifera e pronta ad essere coperta per dargli il “redo”. Le aveva battezzate dandogli un nome ad ognuna, poi scritto su una targhetta appesa in alto, sulla mangiatoia: Baronessa, Nanà, Pezzata, Capricciosa.
Lui le governava bene le sue vacche, e quelle gli erano riconoscenti, la mattina lo accoglievano muovendo la coda, alzando il capo producendosi in un muggito di buongiorno.
Operazione controllo TV: ancora “assenza di segnale”, operazione verifica razionamento sigarette: va malissimo.
Senza TV, scarso fumo e niente arrosto, senza governo.
Basta che ci levino due-tre cose nella vita e si diventa come una mucca infelice.
Scusate il muggito mattutino, che non vuol tirarvi dentro né per la coda, né per le corna. Poi, questa mattina ho appuntamento dal veterinario di famiglia.
Muuuuuuuuuuuuh!!!
Raffaele de Seneen


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