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LETTERA ALL’ARCIVESCOVO

Scritto da redazione il 14/3/2012


LETTERA ALL’ARCIVESCOVO

Carissimo Arcivescovo della nostra amata e martoriata città,
ci prendiamo l’arbitrio di una tono colloquiale per non perderci della retorica ampollosità del tono ufficiale e ci permettiamo di darti del Tu, come si fa in una famiglia tra il padre ed i propri figli, riconoscendo a te ed al ministero che rappresenti un ruolo di guida morale, in un’epoca in cui i fondamenti stessi del vivere comune sono scossi da malaffare e corruzione a causa del venir meno dei valori etici, che fanno di un insieme di uomini e donne una comunità.

A scriverti è il gruppo degli Amici della domenica (GADD) con cui hai già avuto modo d’incontrarti il giorno della festività delle palme, quando venimmo alla sede dell’arcivescovado per deporre una palma listata a lutto: segno dell’anima della città di quel momento, scossa dall’orrore dei morti ammazzati di quei giorni.
Venimmo da Te, padre, perché volevamo avere qualche segnale di speranza che potesse servire per la nostra comunità a risollevarsi dalla condizione di degrado ed abbandono, certificata dalle classifiche nazionali della qualità del vivere che ci posizionano da anni agli ultimi posti.

Trovammo allora da Te parole di incoraggiamento e con esse la consapevolezza che la strada che noi del GADD avevamo intrapreso fosse quella giusta: la promozione del senso civico, fatto di piccoli gesti di denuncia del degrado e di proposte, oltre che di azioni concrete. Ci siamo messi in discussione prima noi, richiamando, ognuno di noi, all’etica di responsabilità: convinti che la coesione di una comunità si mantiene grazie alla responsabilità di ognuno nel perseguire il bene comune.

Da quando ci siamo costituiti ci siamo dati l’obiettivo di fare della nostra una città normale, da cui i nostri figli non dovessero più fuggire.
Ora siamo a chiedere a te di aiutarci nel nostro percorso di speranza.

Ci sono delle azioni che hanno un valore simbolico per una comunità: sicuramente la riapertura di una chiesa può essere simbolo di rinascita.
Siamo qui a scrivere non solo a nome del GADD , ma anche e soprattutto a nome delle molte centinaia di nostri concittadini che hanno firmato una petizione per rendere fruibile la chiesa del Purgatorio, che per la nostra comunità è la chiesa dei morti, simbolo di un pezzo della nostra storia, creatrice di vincoli identitari.

Una comunità si rinvigorisce, rafforzandosi, intorno a questi simboli!
In un’ epoca in cui l’identità si costruisce intorno all’effimero ed i simboli sono quelli della società dei consumi, il richiamarsi intorno alla riapertura di una chiesa è segno, per noi, di un riconoscimento dei valori dell’etica come punto di riavvio.

Ci rivolgiamo a Te come la più alta autorità morale della nostra città per trovare stimoli a continuare.
La nostra è una città che non ha perso ancora la carità, lo dimostrano le innumerevoli iniziative di solidarietà di cui è stata ed è capace, ha perso però la fede (come fiducia) e la speranza.

Aiutaci a ritrovare ora sia l’una che l’altra, così da rimettere insieme le tre virtù teologali che hanno fatto grande la comunità dei credenti , ché possano far grande la comunità dei cittadini di Foggia.

Il nostro motto è S POT FA!!! Speriamo di poterlo urlare insieme a te quando potremo rivedere aperta la nostra chiesa dei morti!Foggia 09 marzo 2012

Gli Amici della Domenica

infocontatto: amicidelladomenica@gmail.com


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