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LETTERA ALLA RASSEGNAZIONE

Scritto da redazione il 10/2/2012


LETTERA ALLA RASSEGNAZIONE

Cara signora Rassegnazione,
a scriverle è un gruppo di cittadini di questa martoriata e infelice città che da mesi lotta attivamente per cercare di riportare un briciolo di normalità nel vivere di tutti i giorni.
Siamo Gli Amici della Domenica e non vorremmo soccombere a lei, signora rassegnazione. Non vorremmo soccomberle perché non ci abitueremo mai a pensare normale ciò che non lo è.

Non è normale avere ogni spazio verde e ogni strada della città invaso da immondizie, non è normale avere un centro storico le cui strade si sbriciolano sotto i piedi, non è normale avere una chiesa settecentesca appena restaurata e vandalizzata che cade a pezzi perché dalle finestre rotte entrano il freddo e la deiezione dei colombi e nessuno pensa a chiuderle.
Non è normale sopportare tutti i giorni le violazioni impunite al codice della strada e la violenza perpetrata sui cittadini più deboli, non è normale tollerare il respiro di una città che muore ogni giorno di più.
Non è normale vedere palazzi storici lasciati crollare su se stessi, abbattuti e sostituiti senza che una sola di queste decisioni sia stata discussa con i cittadini nelle opportune sedi, non è normale tollerare le nostre periferie che crescono a dismisura senza servizi, senza strade e illuminazione, regno del nulla.

Proprio perché noi del GADD come tanti altri cittadini continuiamo a pensare che tutto questo non sia normale, proprio perché l’asticella della nostra sopportazione non scenderà mai sotto terra noi, signora Rassegnazione, non cederemo mai a lei. E continueremo sempre e senza sosta ad alzare la nostra voce.

Non chiediamo la luna, spesso abbiamo speso le nostre forze per ripulire parchi e piazze, sempre pensando che non si può chiedere alla società di cambiare, se questo cambiamento non parte dalla nostra personale assunzione di responsabilità.

Chiediamo cose semplici, atti concreti anche simbolici che ci aiuterebbero a sperare: chiudere una finestra per non compromettere per sempre un bene storico, ritirare un cumulo di immondizia da noi raccolto, invece di lasciarlo bruciare miseramente da mani ignote in un parco abbandonato.
Atti simbolici per non toglierci la speranza. Perché se va via anche quella rimane il nulla e dal nulla viene sempre fuori il peggio.

Signora Rassegnazione non sarà mai il tempo di cedere a lei i nostri sogni, le nostre speranze per il futuro dei nostri figli; noi, come tanta altra gente perbene, siamo qui, settimana dopo settimana, in una città che ancora ci appartiene.


Gli amici della Domenica - Foggia.






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