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LETTERA CREPUSCOLARE AL SINDACO DELLA MIA CITTA’

Scritto da redazione il 12/11/2012


LETTERA CREPUSCOLARE AL SINDACO DELLA MIA CITTA’

Caro Sindaco,
lo dico a Lei per dirlo a tutti e tenerlo sempre presente a me: peccato che questa città deve solo “morire” per sentirsi comunità.
Forse per questo da noi il culto dei morti è così forte, le punte delle visite al nostro cimitero dell’uno e due novembre scemano, ma restano sempre costantemente sensibili nel resto dell’anno.
Quanti disastri ha subito questa nostra Foggia e la sua gente, targhe e monumenti lo ricordano, da ultimo quello di Viale Giotto: un cuore, il cuore di Foggia. Me lo ricordo, quella sera, nei pressi della Villa comunale non finiva mai il passaggio dei camion con le spoglie dei sepolti vivi, quelli di Viale Giotto.
Non so se dobbiamo ritenerci sfortunati oltre la media, solo delle vittime del terremoto del 1731 non c’è traccia, forse c’era, chissà, il tempo!
Poi dalla lapide ai ferrovieri, al monumento ai caduti in guerra, a quelli sul lavoro, questo di Viale Giotto. E se non c’è targa o monumento, c’è storia e ricordo: Palazzo Angeloni, Via delle Frasche. C’è anche chi si sta attivando per un monumento alle vittime dei bombardamenti dell’estate del ’43, come sembra anche sia intenzione di questa Municipalità tener presente l’evento nella costruzione del nuovo Terminal nei pressi della stazione ferroviaria.
E mentre alcuni eventi luttuosi trovano “memoria fisica”, non va dimenticato che per altri è stata cancellata. Mi riferisco a quello che è oggi Piazzale Italia, ha cambiato più volte nome mi pare, ma che da una certa epoca e per tanto tempo è stato il Parco delle Rimembranze: un albero per ogni nostro caduto della 15/18, e non solo.
E’ giusto e doveroso ricordarsi dei morti e dei lutti di una comunità, ma non solo, mi perdoni, di quelli più “caldi”.
Si fa e si può far tanto, e se si riconosce che per un momento ci si è distratti, trovare un modo per rimediare non è un male.
Dicono che con quella guerra “furono fatti gli italiani” dopo “aver fatto l’Italia” nel 1861; è da poco trascorso il cento cinquantenario, e una scuola di Foggia, aderendo al progetto “Mille corbezzoli per mille garibaldini”, in quella stessa piazza, il “Parco delle Rimembranze”, ne ha piantata una a ricordo del garibaldino della prima ora, di nascita foggiana, Maldacea Moisè, non accettando il suggerimento di piantarne un’altra vicino per un medico “brigante” foggiano rimasto dall’altra parte e fucilato.
Molte volte quella bella poesia del compianto Totò, resta solo tale e non un ammonimento, un richiamo alla realtà.
Foggia, 12.11.2012 Raffaele de Seneen



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