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LUCIO DALLA FOREVER

Scritto da redazione il 4/3/2012


LUCIO DALLA FOREVER

Erano i primi anni sessanta: gli idoli dei giovani erano soprattutto Mina . Celentano e Modugno,poi irruppero con le loro canzoni romantico-moderne Rita Pavone e Gianni Morandi. Un complesso jazz fatto in casa , “I Flippers”, riproponeva    brani classici americani da Stormy Weather a Summertime, tra i componenti un giovane musicista Lucio Dalla. Era il tempo delle canzoni balneari e questo complesso accompagnò Edoardo Vianello nella spassosa canzone-hully gully “I Watussi”. Ma i tempi erano maturi per il giovane Dalla che lanciò un suo delicato motivo “Il cielo”. Poi le sue partecipazioni a Sanremo con canzoni come “4 marzo 1943”, “Piazza Grande”, “Bisogna saper perdere”. La sua musica è stata la colonna sonora dagli anni sessanta ad oggi. Successi uno dopo l’altro, duetti famosi con Gianni Morandi e Francesco De Gregori e soprattutto con Luciano Pavarotti. A differenza di altri cantautori, la stella di Lucio Dalla non ha mai avuto momenti di appannamenti. “Caruso” una delle sue composizioni più eseguite in tutto il mondo.
Amava il mare e la Capitanata, tra Manfredonia e le isole Tremiti la ricerca de suo”profondo mare”si era trasformata in una ricerca poetica.
Alle isole Tremiti che erano il suo rifugio estivo, si    ritirava per comporre le sue più belle canzoni, la sua ispirazione era cullata dalle onde del mare, quel mare per cui si era impegnato anche socialmente onde evitare il trivellamento dei fondali alla ricerca dell’oro nero, quel mare che era stato meta anche di un altro grande uomo dello spettacolo, Mike Bongiorno.
Ancora a Sanremo l’ultima apparizione televisiva del cantante bolognese. Nelle vesti di autore della canzone “Nanì”    eseguita dal giovane Pierdavide Carone ha diretto la grande orchestra del festival.
Poi, in Svizzera, giovedì 1° marzo 2012, il giorno successivo ad un suo concerto, il primo per i vari paesi del mondo, il suo cuore generoso si è fermato.
Lucio Dalla è tornato a Bologna accolto dai suoi concittadini, da tanta gente giunta da ogni parte dell’Italia, ma tutto il mondo ha pianto l’artista, il poeta, l’uomo. La musica di Lucio Dalla continuerà ancora ad essere la nostra colonna sonora: come i grandi uomini    che hanno operato bene Lucio Dalla “non è morto” . Egli continua a vivere con le sue “creature” perché Lucio Dalla è FOREVER:
Giucar Marcone


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