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La Filosofia Cenerentola della formazione

Scritto da redazione il 24/2/2014


La Filosofia Cenerentola della formazione

    di Antonietta Pistone
Non bastava la riduzione delle ore di Latino e della Storia dell'Arte, adesso si decide (ma chi lo decide?) anche di eliminare la disciplina filosofica nei licei sperimentali quadriennali e nelle facoltà universitarie di Pedagogia e Scienze dell'Educazione. Ed è ovvia la levata di scudi da parte degli intellettuali che reputano un grosso errore la cancellazione della storia del pensiero dai quadri orario di licei ed università. Come si può pensare di eliminare la Filosofia dai corsi di studio di chi si appresta a diventare un educatore? Una contraddizione in termini, che induce a credere nella profonda ignoranza di questi riformatori dell'ultima ora, che forse non sanno che i licei furono introdotti con la riforma della scuola di Gentile (nel 1923), e che l'insegnamento liceale si distingue da quello artistico e tecnico-professionale proprio perché prevede l'introduzione della filosofia (e della storia) che, secondo Giovanni Gentile, doveva formare le future classi dirigenti del paese. Capisco che ormai delle classi dirigenti del paese non frega più niente a nessuno, visto che, chiunque vada alla presidenza del consiglio dei ministri, siamo governati dalla Banca Centrale Europea. Restando al tema dell'ordinamento degli studi, invece, voglio ricordare a quanti hanno memoria corta che si chiamerebbe liceo una scuola impropriamente, se questa scuola non dovesse prevedere tra i suoi insegnamenti di punta, quello della scienza filosofica. Altra conseguenza inevitabile del provvedimento, se questo dovesse andare a buon fine, sarebbe la cancellazione dei docenti di Pedagogia dalle graduatorie di insegnamento della Filosofia. Se non la studiano all'Università, perché mai, e con quali titoli, dovrebbero poi andare ad insegnarla nelle scuole?

A mio modo di vedere, invece, la Filosofia andrebbe introdotta nelle scuole di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola elementare, dove dovrebbero essere proposti i Presocratici naturalisti dei quattro elementi, acqua, aria, terra e fuoco. Alle scuole medie, i ragazzini dovrebbero studiare gli altri Presocratici e i Sofisti. Al liceo si dovrebbe continuare lo studio della storia del pensiero con Socrate, Platone, Aristotele, e via dicendo, già dal primo anno di corso, alternando il metodo storico con quello problematico euristico, per abituare i giovani alla ricerca argomentata, e alla discussione di una tesi, già a quindici, sedici anni.

Ma come si fa a farlo capire ai nostri Egregi Ministri?


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