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La meta-matica

Scritto da redazione il 11/3/2013


La meta-matica

La matematica è l'ambito della conoscenza umana che ragiona in termini di astrazioni. Essere astratti, nel termine maggiormente riconosciuto, vuol dire essere avulsi dalla realtà. I numeri non sono niente di reale e    sono un concetto astratto. Cosa esprimono in realtà? Da soli non esprimono proprio un bel niente. Se dicessi “una pera” o “due chiodi”, esprimerei qualcosa di concreto, ma presi come semplici numeri, si rimarrebbe nell'ambito dell'espressione di un concetto astratto.
1,2,3,4, e così via. Non ci si ferma mai.
La matematica è vera metafisica. Per esempio, i numeri primi sono infiniti. Se si iniziasse dal momento del Big Bang e se si continuasse a contare anche nelle generazioni successive, non ci fermeremmo mai. Scopriremmo che la conta dei numeri primi non ha una fine. Diversamente, dovremmo spiegare a cosa servirebbe tutto questo.
Se i numeri primi fossero infiniti e se, allo stesso tempo, gli stessi fossero anche un'astrazione, allora, seguendo il principio dell'induzione, anche l'infinito sarebbe un concetto astratto, cioè avulso dalla realtà. In altre parole, stiamo parlando di qualcosa che non esiste.    Eppure, la matematica è fondamentale per la costruzione dei ponti, cioè qualcosa di tremendamente concreto. Essa è un'astrazione dalla realtà, ma allo stesso tempo è un ausilio concreto per la nostra vita reale. Una bella contraddizione.
Eppure, è grazie a calcoli geometrici e matematici che si costruiscono i ponti più complessi. Una stupenda contraddizione che non riuscirei a spiegarmi se non sapessi in partenza che i ponti, tutti i ponti, sono destinati, come tutte le cose derivanti dall'uomo, a crollare e a perire miseramente.

Maurizio Bevilacqua


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