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La spazzatura e la bambina

Scritto da redazione il 24/6/2010


La spazzatura e la bambina

Recentemente mi è capitato di attendere quasi quattro ore in ospedale per aver accompagnato una parente a fare alcuni accertamenti di routine. Mi si è avvicinata una bimbetta di cinque anni che, al solito, è stata attratta dal ciondolo, molto appariscente, della mia borsa estiva. Si tratta di uno spicchio di arancia colorato, in plastica dura, con fiocchettini rosa e palline variopinte al seguito. Non ho avuto modo di annoiarmi, perciò, durante l’attesa, anzi ho goduto di un’ottima compagnia. A. voleva scrivere e disegnare, così le ho messo in mano i miei pennarelli indelebili, rosso e nero, che avevo con me. Inizialmente ci siamo esercitate a scrivere il suo nome; quello della zia a cui sembra essere molto legata; poi ha voluto che le disegnassi una casa, per colorarla. Infine mi ha chiesto il foglio per fare da sé. E cosa ha iniziato a rappresentare graficamente? Non ci credereste mai, ma A. ha cominciato a disegnare bidoni di spazzatura e buste di immondizia. Per chi conosce appena la pedagogia o la psicologia dell’età evolutiva non sarà difficile comprendere il vissuto della piccola, condivisibile con quello di tutti noi foggiani, durante gli ultimi tempi. I disegni dei bambini, si sa, sono l’espressione inequivocabile del racconto verbale e scritto che ancora non sanno articolare perfettamente quanto l’adulto. Così, per chi decodifica il disegno della bambina, la spazzatura di A. vuole essere un’ulteriore aggravante denuncia contro la situazione di degrado ambientale (per dirne solo una) in cui Foggia sta precipitando, e rischia ancora di precipitare. Se in alcune zone più centrali della nostra città si può apprezzare, negli ultimi giorni, finalmente una ripulitura del suolo in prossimità dei cassonetti, unitamente allo svuotamento degli stessi, in periferia la situazione è rimasta più o meno invariata. E nei pressi del nostro aeroporto (altra zona di transito per chi si affaccia, da altri siti, sulla nostra realtà) i cassonetti sono ancora del tutto debordanti di rifiuti tossici alla respirazione e allo stesso suolo che inquinano ormai da giorni. In rete, su facebook, circolano alcune iniziative che vedono foggiani più impegnati sul fronte della cittadinanza attiva, farsi personalmente carico della ripulitura delle strade. Ma dove si potranno mai andare a smaltire queste tonnellate di rifiuti? Ed è poi giusto, per chi paga regolarmente le tasse, doversi sobbarcare personalmente dell’onere di un pubblico servizio che non viene più erogato regolarmente da chi di dovere, per le beghe tra dipendenti dell’Amica e Comune, che continua a non pagare gli stipendi per eccesso accumulo di debito pubblico? Non sarebbe finalmente ora di sanare un buco del bilancio in modo concreto, permettendo a chi visita la nostra città, e a noi foggiani che la abitiamo, di usufruire regolarmente almeno dei servizi indispensabili al corretto viver civile, nel rispetto delle norme igieniche? Mi piacerebbe che i nostri bambini potessero disegnare prati e fiori, e altri bambini che giocano nel verde; non vorrei più vedere buste di immondizia nel vissuto di chi ha ancora solo cinque anni di vita, perché è davvero troppo umiliante per tutti.
                                                            
Antonietta Pistone


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