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Largo Civitella e la stravagante fantasia artistica di Stefano del Pozzo

Scritto da redazione il 4/6/2011


Largo Civitella e la stravagante fantasia artistica di Stefano del Pozzo

Ieri sera sono stata a Piazza Civitella (in foto), nel cuore di Foggia antica, con un’amica per apprezzare dal vivo l’opera dell’architetto Stefano del Pozzo. Abbiamo guardato il largo da lontano, passeggiando su Via Arpi. Ci siamo poi pian piano avvicinate alla gabbia toracica con le costole irte verso il cielo. Siamo entrate all’interno, simulando di essere ora il cuore, ora i polmoni del centro storico, interpretando così il messaggio un po’ ambiguo e complesso che l’autore avrebbe voluto trasmettere ai cittadini. Ma, in tutta sincerità, non ci è piaciuta la scarna rappresentazione del tronco senza organi di un essere umano. Non ci sono piaciute le luci provenienti dai cubi alternati alle coste. Non ci sono piaciute le sedute in pietra, senza forma anatomica. E abbiamo rimpianto le panchine, dove ci si poteva fermare a dire due chiacchiere senza sentirsi mancare il respiro, come se si fosse tra le sbarre di una prigione. Le panchine di ferro verde arrugginito, dove era necessario passare un fazzolettino di carta per spolverare prima di sedersi. Dove però, anche a notte fonda potevi sentirti libera di dire e di raccontare, mentre le parole correvano veloci tra una folata di vento e l’altra. Stasera, rivedendo Foggia da una zona meno centrale, abbiamo invece commemorato i tempi in cui la piazzetta del centro storico aveva ancora da raccontare e dire qualcosa agli abitanti del quartiere e ai loro ospiti di periferia. Se è stato possibile, in passato, parlare persino d’amore e di cuori feriti, oggi lì dentro non riusciremmo nemmeno a respirare. Abbiamo perciò declinato su un moderno bar di periferia. Ci siamo sedute al tavolino e abbiamo consumato qualche stuzzichino con una bibita analcolica. Tenendo a distanza di sicurezza la foggiana Jurassic park che al Comune non è costata nulla, ma che poteva essere molto più decorosamente onorata dal denaro speso per il suo rifacimento dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia, nella persona del suo Presidente, l’Avvocato Francesco Andretta, sempre attento agli eventi culturali di ampio respiro della nostra città, e sensibile alla valorizzazione storica e architettonica del centro cittadino.
Antonietta Pistone


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