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Lettera aperta al Sindaco di Foggia

Scritto da redazione il 18/5/2011


Lettera aperta al Sindaco di Foggia

Si dice che la vanità sia propria del genere umano.
Gli uomini e le donne del gruppo amici della domenica (GADD) sono vanitosi.
In questi mesi hanno vissuto la vanità della buona stampa, delle belle parole, pubbliche e private, degli uomini delle istituzioni e del riconoscersi un gruppo di cittadini che hanno riscoperta la voglia di essere e farsi comunità.
Il nostro gruppo in pochi mesi ha raggiunto un numero di iscritti molto vicino al 1000 e, non essendo un partito politico non conta le tessere, ma i cervelli e le braccia per lavorare, per cui dice con fierezza che ha 1000 cervelli per pensare e 2000 braccia per lavorare ad una città migliore.
Il bene della città è l’obbiettivo, l’operare in punta di piedi è lo strumento.
Dopo questi mesi di lavoro attivo, fatto di denunce e proposte dalle piazze e i giardini degradati della città, occupate dal GADD in modo simbolico le domeniche mattina, comincia ad agitarsi nel gruppo il germe dell’insoddisfazione ed arrivano spinte ed indicazioni a cambiare il modus operandi.


L’insoddisfazione viene alimentata dalle mancate risposte di quegli stessi uomini delle istituzioni che in pubblico ed in privato ci testimoniano stima e ci invitano ad andare avanti nella nostra azione civile, tesa a collaborare al miglioramento della nostra città.

Abbiamo chiesto piccole cose: un cartello da risistemare, una piazza da pulire, un giardino da sistemare, delle aiuole da ripulire, degli alberi da potare; piccoli problemi, dunque, che in una situazione normale le tecnostrutture in maniera autonoma affrontano e risolvono perché trattasi di normale ed ordinaria amministrazione.

In una situazione non normale, come la nostra, i cittadini per vedere affrontati e risolti problemi di ordinaria amministrazione sono costretti a rivolgersi al Sindaco, per cui ancora un a volta il GADD si trova a scrivere una lettera pubblica per richiamare l’Amministrazione a sollecitare le strutture tecniche a fare il proprio dovere.



Ciò premesso, caro Sindaco, siamo qui a scriverLe per segnalare ancora una volta la condizione di degrado e di abbandono della piazzetta di via Crispi, che i cittadini della zona hanno chiamato piazza Tavuto.
Come Ella sa, essendo stato con noi in quella piazza, piazza tavuto è per il GADD un luogo simbolo, essendo stato il luogo dove tutto è cominciato e dove le braccia degli uomini e delle donne del gruppo hanno lavorato per togliere, di domenica mattina e sotto la pioggia, le macerie ed i rifiuti che erano lì da oltre un mese e che nessuno di quelli deputati a farlo aveva provveduto a rimuovere.

Per quella piazza fu fatto un referendum spontaneo e simbolico per chiedere ai cittadini come avrebbero voluto riqualificare la stessa.
La volontà popolare in quella occasione si espresse per la riqualificazione della piazza attraverso aiuole e panchine.

Non stiamo qui a sottolineare la bontà di quella scelta iniziando una dissertazione sul valore per la democrazia delle piazze e dei luoghi di aggregazione, ma siamo qui semplicemente a sottolinerLe l’espressione della volontà popolare,la stessa che ha permesso a Lei di indossare la fascia tricolore della città.

Siamo a chiederLe, oggi, di onorare quella fascia, onorando la volontà popolare di ora come allora.

Ad oggi, infatti, a fronte di un’espressione del popolo e di una determina che stanzia dei fondi, questo da notizie attinte in via ufficiosa, nulla è stato fatto, anzi, quella piazza è sempre più una discarica a cielo aperto, a causa di una sempre più vistosa carenza di vigilanza urbana, che faccia prevenzione prima ed eventuale, poi, repressione degli illeciti.

E’ per il GADD punto d’orgoglio dire che, avendo profuso energie e senso civico, laddove si poteva fare è stato fatto, noi per il nostro e ad altri per il loro.
Tocca a Lei, caro sindaco, darci il segnale concreto che la speranza in questa città non è morta.

La speranza che la volontà popolare sia rispettata; la speranza che l’indignazione e la denuncia civile diano risultati; la speranza che la rassegnazione abbandoni i cuori e le menti dei Suoi concittadini; la speranza che si ricostruisca nella Sua e nostra città un clima di fiducia per farsi conquistare dall’entusiasmo che serva a non far più fuggire i nostri figli ; la speranza che quella Foggia capitale di cui Ella ci ha dato l’illusione nella campagna elettorale non sia la capitale del degrado, dell’inefficienza, della rassegnazione, dell’immondizia e dell’arroganza del potere.

Sindaco, da cittadini che amano questa città e che rispettano il Suo ruolo, Le chiediamo un gesto concreto per non far alimentare la delusione e lo scoramento di una città già in affanno, dove il disagio è palpabile e l’amarezza sempre più cocente.

Sindaco, il nostro motto è: S POT FA’, la speranza è che insieme a Lei si possa dire : SI DOVEVA FARE, SI E’ POTUTO FARE E SI E’ FATTO, facendo prevalere la cultura del fare su quella del solo dire.

GLI AMICI DELLA DOMENICA


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