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MICHELE URRASIO: ALBERONA, BORGO DELLA POESIA “BILINGUE”

Scritto da Direttore il 30/9/2017


MICHELE URRASIO: ALBERONA, BORGO DELLA POESIA “BILINGUE”

“Mediterranea Apulia Festival - Scienza Cultura e Territorio”, svoltasi nei giorni 15-16-17 set-tembre 2017 nelle città di Foggia-Lucera-Alberona, ha raccolto un numero notevole di esperti e una consistente presenza di pubblico, e ha avuto come epilogo l’intervento del poeta Michele Urrasio nell’Auditorium “V. D’Alterio” di Alberona.
Michele Urrasio, affiancato dall’attrice Stefania Aluzzi e dalla violinista Manuela Vista, ha dia-logato sul tema «Alberona, borgo della poesia “bilingue”», una definizione che dà al centro dauno un alone di prevalenza su molti paesi che si avvalgono di note personalità nel campo della cultura e dell’arte.
L’oratore, prima di dare un saggio della validità della produzione poetica di uno dei borghi più belli d’Italia, nobilitato dalla presenza dei Cavalieri Templari prima e successivamente dai Cavalieri di Malta, ha tracciato un breve excursus della cultura letteraria alberonese, che annovera, a partire dall’Ottocento, nomi di tutto rispetto. «Molti i letterati di questo centro che hanno lasciato tracce di sé attraverso composizioni poetiche e pagine di narrativa in lingua e in dialetto. Nicola Gazzi, ad esempio – ha ricordato il professore Michele Urrasio – Pietro Lombardi, Michele Strizzi, Donato Scrocco», zio del poeta alberonese, fratello della sua nonna materna.
«Il primo a scrivere in dialetto alberonese è stato un certo Jaquio di cui non si conosce che il nome con la lirica “Sfoghe de mamme”».
Molto più vicini a noi, per sensibilità e soluzione linguistica, sono i poeti Giacomo Strizzi, Mi-chele Caruso e Vincenzo D’Alterio. Ma il nome che ha fatto conoscere la vocazione letteraria di Al-berona a livello nazionale è Michele Urrasio mediante le sue pubblicazioni che hanno avuto l’avallo dei critici più avveduti e che va riscuotendo successo, premi e riconoscimenti in ogni parte della Pe-nisola. Urrasio si è soffermato su alcune liriche di Giacomo Strizzi e sulla propria produzione poetica raccolta nel volume “Il privilegio del vivere”, edito nel 2015, in occasione dei suoi cinquanta anni di fedeltà alla poesia, dall’Amministrazione comunale di Alberona e premiato con il prestigioso ricono-scimento “Premio alla carriera”.
Non è stata trascurata la poesia in dialetto di Urrasio raccolta nella silloge intitolata ’A ’ddore u pane, da cui il poeta ha letto e commentato due liriche, la commovente “E mò chiove” e “Raziucce”, dove si dà spazio e voce agli ultimi, agli umili, a quelli che, pur non avendo nulla da dare, imparti-scono, con il loro esempio,    severe lezioni di vita.
Apprezzata e applaudita è stata l’interpretazione dell’attrice Stefania Aluzzi, la quale ha saputo dare ai versi di Michele Urrasio la giusta cadenza, senza enfasi, con viva partecipazione. Efficace il commento musicale della violinista Manuela Vista che, con tocchi delicati e sapienti, ha creato un’atmosfera dolce, serena, quasi onirica, propria di quella poesia autentica che fa vibrare le corde intime della sensibilità e dell’anima.



Con la declamazione della poesia “Natale” di Tommaso Caruso, i cui versi descrivono la cena natalizia preparata prodigiosamente dalla madre nel periodo triste del secondo conflitto mondiale, l’oratore ha concluso un incontro lungamente applaudito da un pubblico vivamente soddisfatto e partecipe, dimostrando ancora una volta che la poesia, quella vera, «è educazione al sentimento e per il sentimento» e riesce sempre a parlare al cuore di tutti.

Giucar Marcone    


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