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Maria Teresa Savino: la poesia maestra di vita.

Scritto da redazione il 18/10/2010


Maria Teresa Savino: la poesia maestra di vita.

Dedicare una parte considerevole della propria vita alla poesia, fino a farla diventare pensiero, gesto e modo di vedere il mondo, è possibile se si conosce la storia della poetessa Maria Teresa Savino, insegnante e presidente dell’Associazione Culturale Lo Scrigno di San Severo.
Sognatrice e creativa fin da bambina, confermando una tendenza artistica familiare, la Savino vede le sue aspirazioni prendere corpo intorno agli studi classici, fondamentali per la sua formazione, acquisendo    quella base letteraria e culturale che    l’accompagnerà    negli studi    universitari pedagogici e nello stesso insegnamento. Scrittrice di poesie sin da ragazzina, giunge alla sua prima pubblicazione nel 1964, quando un suo componimento viene selezionato da una rivista campana.A questo primo passo seguirà, alcuni anni più tardi, Nuvole d’oro, la prima raccolta in versi, che darà il via ad un’intensa    attività poetica con la pubblicazione delle raccolte: Calendario privato,Un serto di parole, Radici d’infinito, Giocare d’azzardo e le plaquettes I passi della violenza e Reperti.E’ in corso di pubblicazione:Il valore totale. Ma la poesia non basta al fuoco sacro dell’autrice, che vi    affianca    l’attività narrativa con racconti pubblicati su riviste specializzate e giornali, insieme a    saggi letterari e socio-educativi e a varie collaborazioni con    rubriche    di settore. “La poesia è ispirazione,bellezza,impeto,passione”, ci ricorda l’autrice, “e    trascina con sé come in un viaggio senza fine”.Centrale l’esperienza della Savino in seno al Centro Studi di Poesia e Storia delle    poetiche di Roma, grande coacervo di poeti e    critici letterari nazionali, diretto dal giornalista scrittore e critico Gaetano Salveti, con il quale firmerà nel 1996 il manifesto dei poeti “Poesia
e società”, così come quella di delegata per la Puglia del Gruppo di Lettura di Pisa,diretto dalla scrittrice Renata Giambene. Formazione e studio dicevamo, letture    attraverso cui la poetessa ha incontrato ed amato tantissimo scrittori e poeti quali i lirici greci e latini,i grandi poeti europei e d’oltre oceano;i poeti italiani e, soprattutto, Leopardi,Cardarelli, Montale, Ungaretti,    sviluppando una poetica di scavo interiore,di sentimenti forti, di emozioni: liberatoria. “I miei versi non sono legati a nessuno scrittore in particolare e pur mostrando propensione per un    particolare classicismo, si aprono al moderno”. L’autrice aggiunge che,sempre attenta alla    qualità della scrittura poetica, spesso si avvale di endecasillabi e settenari, nei quali trova la    musicalità da lei    ricercata. Una poesia autentica,dunque, senza artifici, naturale e spontanea,figlia della storia esistenziale della sua autrice che, anche quando usa i simboli della    natura,lo fa sempre per tornare a se stessa ed al proprio vissuto. In ogni caso,penso che    la poetessa tenga fede al ruolo naturale dell’arte, quello di allontanare dal materialismo ed elevare, educando, pur involontariamente; favorendo l’atteggiamento poetico del donare e del condividere fin nella    quotidianità, sicchè diventi sentire
pensiero e progetto, concretizzatosi poi nella    attività artistico-associativa de Lo Scrigno, Associazione culturale nata nel 1984, fondata da un gruppo di pittori, tra cui il prof. F.Rinaldi, e N. d’Errico.Lo Scrigno nel 1986 apre alla Savino,creando la    sezione di letteratura e poesia, comprimaria con quelle di    pittura e scultura. L’anno successivo la poetessa ne diventerà presidente, inaugurando, con il contributo prezioso del Coordinatore delle attività culturali, prof. N. Michele Campanozzi e di tutti gli iscritti, numerosi e importanti manifestazioni che hanno visto ospiti critici, scrittori e artisti del panorama locale e nazionale, tra cui    si ricordano (solo per citarne alcuni) Spartà, Bevilacqua,    Prisco, Cassieri, Nigro, Colafemmina e i noti pittori    Damato e Capone. L’attività della intraprendente associazione non si esaurisce qui e , oltre ad lunga una serie di conferenze tenute da professori    universitari,quali i Chiar.mi Proff. G. De Matteis e P.Corsi, mantiene alta l’ attenzione verso gli artisti del nostro territorio, ed è proprio con la prima mostra di libri degli scrittori di San Severo    che si gettano le basi dell’associazione. “ Ogni scrittore contribuì con uno o più libri della propria produzione. Ci fu grande fermento ed entusiasmo per l’apertura di uno spazio    da tanto tempo atteso.”La presidentessa sottolinea,inoltre, che a Lo Scrigno si devono ancora ben tre antologie di poesia e pittura, che raccolgono opere dei soci e la promozione di artisti giovani, anche se esterni. Una porta aperta, insomma, un punto d’accoglienza, che dalla pittura e dalla letteratura si volge alla musica, con pregiati concerti di    opere classiche, eseguiti da qualificati e validissimi musicisti del posto. Significativa anche l’ attenzione    per il teatro, la letteratura e la musica dialettale, che porterà ad ospitare tra gli altri l’apprezzato Canzoniere di San Severo, opera del sottoscritto. Considerata di grande sintesi e impatto, l’arte dialettale è ritenuta dalla poetessa capace di raggiungere vette elevate    e di rimanere poesia pur nel suo    folclore e nella la sua leggerezza. “Il valore della    poesia dialettale dipende da chi scrive; è un fatto di contenuto e non di linguaggio. E’una forma di comunicazione talmente potente che si può permettere di essere leggera pur confermandosi poesia.”Un ultimo pensiero la Savino lo dedica ai giovani,    da lei apprezzati    e considerati ricchi di qualità positive e di forza creativa. “Sono tempi difficili per i giovani”,
aggiunge, e    faccio loro i miei migliori auguri. Che    non perdano il coraggio e la grinta. Se si arrenderanno loro, si arrenderà     il mondo.”
Scritto da: Nazario Tartaglione




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