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Morto Rocco Laricchiuta. Sabato i funerali

Scritto da redazione il 21/4/2011


Morto Rocco Laricchiuta. Sabato i funerali

Come tutti gli uomini miti, amava la montagna il dott. Rocco Laricchiuta, oncologo foggiano, morto nella notte al policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato in attesa di intervento per il tumore al fegato che lo aveva colpito alcuni mesi fa. Aveva scoperto di essere malato a Novembre, e da allora la sua è stata una discesa in picchiata verso l’ultima definitiva dipartita. Noi di Gazzetta Web abbiamo deciso di ricordarlo così, come appare in questa foto di Rita Carella, tratta dal suo profilo personale di facebook, in cui indossa abiti sportivi, quelli della vacanza e del riposo, che trascorreva tra le montagne abruzzesi in località Campo di Giove, nei pressi di L’Aquila. Eppure, nonostante la semplicità dell’apparenza Laricchiuta era un medico stimato professionalmente e umanamente, ed anche uomo politico, militante nella sinistra che ha sostenuto, a Foggia, la candidatura dell’attuale Sindaco di Palazzo di città, l’Ingegnere Gianni Mongelli. La salma giungerà a Foggia in serata. Domani pomeriggio sarà allestita la camera ardente al Comune, dalle ore 17 fino alle 21. Alle 19 ci sarà la commemorazione del Sindaco. I funerali sabato mattina, alle ore 10, presso la chiesa del Santissimo Salvatore di Foggia, in Via Napoli. Riportiamo di seguito un saluto che gli rivolge il Presidente dell’Ordine dei Medici di Foggia, il Dottor Salvatore Onorati, perché ci piace ricordare così l’uomo e il professionista

PER ROCCO LARICCHIUTA

Di fronte alla morte di una persona conosciuta le voci di cordoglio sono molteplici.

Di fronte alla morte di Rocco Laricchiuta la voce di cordoglio del mondo medico non può mancare.

Mi piace cominciare dicendo che Rocco ha onorato la professione.

Rocco ha reso concreto il giuramento d’Ippocrate, colandone le parole nella quotidianità dove c’è la carne e l’anima di chi soffre.

Quanti dolori e quanta sofferenza ha lenito Rocco, quante lacrime è riuscito ad asciugare, quante speranze ha acceso con la parola e con la competenza di professionista serio e preparato.

Rocco ha portato la sua competenza ed umanità in un campo come l’oncologia, dove il medico ha l’obbligo di essere scienziato e uomo.

Rocco è stato scienziato ed uomo.

Come scienziato era forte della sua conoscenza, come uomo era forte della sua capacità di riconoscere l’altro come persona ed istaurare con lui quel rapporto strano e complesso che si ha nella relazione medico paziente, fatta di empatia e di alleanza.

Rocco ha interpretato al meglio la sua missione di dottore che diventa medico quando presta il giuramento d’Ippocrate, impegnandosi a riconoscere e riconoscersi nella sofferenza dell’altro.

Rocco è stato grande, perché grande è stata la sua umanità.

Tutta la professione oggi inchina il capo di fronte a Rocco Laricchiuta e l’Ordine dei Medici si impegna a portarlo ad esempio per le giovani generazioni perché capiscano quanto sia importante essere uomini prima ancora che scienziati, capaci quindi di ascoltare la sofferenza e senza paura di confrontarsi con la puzza della sofferenza che resta diversa dall’odore che viene trasportato dai libri.

Ciao, Rocco, ovunque tu sia ti giunga l’abbraccio a nome mio di tutta la categoria che rappresento.

Salvatore Onorati, a nome di tutti i medici di Capitanata


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