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NATALE a MOTTA MONTECORVINO

Scritto da Direttore il 22/12/2021


NATALE a MOTTA MONTECORVINO

Nel solco della tradizione mottese, anche quest’anno, nonostante la pandemia in atto, in una sala del “museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari”, è stato allestito il presepe, frutto di uno scrupoloso lavoro dei fratelli Gramegna (Matteo e Margherita) e di Lucia De Matteis.
Il presepe oltre all’aspetto religioso, rientra a buon diritto tra le manifestazioni folkloristiche del nostro meridione, perché ci permette di fare un salto nel nostro passato e, insieme alla nascita del Dio-bambino, ci ripropone le nostre origini fatte di fatica e di sudore.
Il presepe di Motta Montecorvino parla ai visitatori di una civiltà che per secoli è stata l’humus dello sviluppo sociale dei nostri antenati. Pastori, animali, artigiani, contadini sono i protagonisti di un mondo mai così lontano, ma pur sempre fondamentale per il cammino dell’umanità.
L’occasione della visita al presepe può far scoprire ai visitatori la ricchezza di testimonianze presenti nelle sale del Museo: un viaggio nel tempo che permette di conoscere attraverso gli oggetti e le ricostruzioni dell’interno di un’abitazione, povera ma dignitosa, come si svolgevano nella quotidianità la vita privata e le attività agricole dei contadini.
Lungimirante l’intuizione del fondatore del Museo, Pasquale Gramegna, scrittore e poeta, che ha saputo inculcare nei suoi eredi, l’amore per Motta. Purtroppo lo spazio messo a disposizione della struttura per catalogare, esporre e studiare    i vari reperti non è sufficiente per offrire una visibilità maggiore    a tutto il materiale raccolto    in anni di ricerca e di lavoro da Matteo, Margherita e Lucia, attuali responsabili del Museo: forse l’Amministrazione Comunale dovrebbe offrire una maggiore collaborazione ai nostri tre “intrepidi”    offrendo uno spazio maggiore e più idoneo per la loro attività museale: il Museo è ricchezza per la comunità mottese e, se ben pubblicizzato, è un richiamo efficace per un turismo    interessato a un mondo scomparso ma fondamentale per il nostro progresso.
Ma ora stiamo vivendo il Santo Natale, non è tempo di polemica, ma di speranza e di pace. Nell’occasione vi propongo una poesia di Trilussa sul presepe che per il suo contenuto pare scritta oggi:


“Er presepio”

Ve ringrazio de core, brava gente,
pè ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…

Pé st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo da la croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente,
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.




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