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NOI SIAMO MEMORIA

Scritto da redazione il 22/1/2015


NOI SIAMO MEMORIA

NOI SIAMO MEMORIA
di Antonietta Zangardi
“Quando non si riesce a dimenticare si prova a perdonare” (Primo Levi, Se questo è un uomo)


Anche quest’anno il 27 gennaio si celebra il giorno della memoria:
“la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.” ( Legge istitutiva del Giorno della memoria, n. 177 del 31 luglio 2000, art. 1)
“Per non dimenticare” commemoriamo lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Col passare degli anni si fa sempre più forte il rischio che l’oblio e la rimozione inghiottiscano le grandi tragedie del Novecento.
Nel Giorno della Memoria dobbiamo ricordare soprattutto i sei milioni di ebrei morti nei ghetti, di fame e malattie, fucilati a centinaia di migliaia, sull’orlo di fosse collettive, uccisi a milioni nelle camere a gas di Treblinka, Sobibor, Belzez e soprattutto Auschwitz.
Tra di loro bambini, donne, uomini e vecchi di ogni nazione europea.

Anche l’Italia non è stata esente da questa tragedia perché ha avuto una deportazione imponente dal 1943 alla fine della guerra.
Furono circa 800.000 gli italiani deportati in Germania, ma anche in Austria, in Polonia. Ottocentomila uomini con alcune migliaia di donne.
Una deportazione massiccia, forse ancora oggi non del tutto conosciuta.

È quindi d’obbligo il compito di un rigoroso ricordo storico che presupponga come fine il rafforzamento di una coscienza civile e democratica, soprattutto nelle nuove generazioni, quelle che sempre di meno si sentiranno emotivamente coinvolte nelle dinamiche del secolo passato.
La memoria ed il ricordo non camminano solo sulla lettura dei libri e con le ricorrenze fissate dalle istituzioni. Si alimentano di testimonianze e di fatti concreti. Molti giovani visitano ogni anno i campi di concentramento e toccano con mano i segni della Storia e l’orrore di una politica di morte.

Allegato:


Un Paese democratico non deve avere mai paura di rileggere le pagine più buie della propria storia. Questo è un dovere imprescindibile che deve crescere all’interno delle nostre coscienze e radicarsi come principio morale e civile collettivo.
Celebrare la memoria delle vittime significa condividere il ricordo e trasformarlo in memoria comune, in nome dei diritti umani e della dignità della persona sanciti dalla Costituzione.
“Noi non c’eravamo…Oggi ci siamo e non possiamo dimenticare”
“Perché?”
“Perchè noi siamo memoria”.
Dobbiamo essere i maratoneti della Memoria, del Ricordo e della Responsabilità. Prendete in mano il testimone della Memoria e dare risposte alle domande:
“Avverrà ancora? Avviene ora? Potremo impedire che accada di nuovo?”
Noi non c’eravamo, oggi ci siamo e non possiamo dimenticare, perché noi siamo Ricordo. Noi siamo Memoria.
Allegato:


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