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Nel cuore della città federiciana

Scritto da redazione il 8/12/2011


Nel cuore della città federiciana

Visita nel centro storico di Foggia per il gruppo del progetto La Storia del Presepe in Capitanata. Questo il tema del quinto incontro che ha visto, Martedì 29 Novembre, darsi appuntamento in Via Arpi gli alunni partecipanti del Liceo scientifico G. Marconi, accompagnati dai loro docenti di storia e filosofia, i professori Antonietta Pistone e Michele Campiti, e dal tutor professor Francesco Paolo Corvino, docente di Storia dell’Arte, con i presepisti Michele Clima e Ciro Inicorbaf, coadiuvati dalla presenza dell’esperto fotografo Edmondo Di Loreto. Via Arpi, antica strada dei mercanti, taglia in due la città medievale dalla caratteristica forma a testa di cavallo, ed era un tempo racchiusa entro le mura, di cui resta oggi solo Porta Grande, vicino al Museo Civico. La passeggiata storica nei luoghi più significativi della memoria cittadina, ha toccato anche alcuni siti particolarmente importanti per la rappresentazione della Natività, già immortalati nelle foto delle brochures distribuite ai presenti, che ricordano molti presepi realizzati negli anni scorsi dagli Artisti dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, cui fanno parte gli accompagnatori della visita guidata. In particolare Michele Clima ha costruito Natività utilizzando come modelli ideali la Chiesa delle Croci, Piazza XX Settembre, l’antico Palazzo federiciano edificato sulla Pianara. Muovendo dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e passando per la Chiesa di S. Agostino, di probabile fondazione medievale, il gruppo si è poi diretto pressa la Chiesa di S. Tommaso, datata intorno al 1766. La tradizione vuole che la costruzione attuale sorga nel sito della taverna in cui i pastori portarono nell’anno 1000 la sacra icona della Madonna dei Setti Veli, il cui ritrovamento è legato all’origine stessa della nostra città. La compagnia si è fermata un attimo ad ammirare dall’esterno la chiesa sconsacrata di S. Chiara ed il vicino chiostro, noto ai foggiani per i concerti estivi. La Chiesa fu ricostruita nel 1742 dopo il terremoto del 1731, con la facciata in stile tardo barocco. Lì vicino, presso Palazzo Ricciardi, aveva sede il Tribunale Speciale. Muovendo poi verso il secentesco Palazzo de Vita, con loggiato tardorinascimentale ed iscrizione sul cornicione; la Cattedrale romanica del XII secolo, edificata sul luogo in cui fu rinvenuta la sacra immagine della Madonna dei sette Veli; e Piazza Mercato con la residenza dei Barone, che hanno donato alla città l’edificio Maria Grazia Barone, oggi adibito a ospizio per anziani soli. Infine puntatina al pozzo di Federico II, non risalente all’epoca del nostro imperatore svevo ma costruito molto dopo, nel 1929 da Adolfo Marini, probabilmente nell’intento di mappare una sorta di pianta ideale di quello che dentro le mura arpane, secondo recenti teorie storiografiche, doveva essere nel XIII secolo proprio una residenza federiciana, il palatium, di cui resta purtroppo assai poco perché andata quasi interamente distrutta dal terremoto del 1731. Su Piazza Federico II si affacciano il primo Palazzo della Dogana e Palazzo Rosati, di età Barocca. Infine su Via Pescheria il gruppo si è fermato in prossimità della residenza natale del compositore foggiano Umberto Giordano, noto al pubblico per le sue grandi opere come l’Andrea Chénier e Fedora, e commemorato dal prof. Corvino con una bella poesia in vernacolo. Per dirigersi poi verso l’archivolto del Palatium di Federico II, di cui ormai resta solo l’ingresso con due aquile e la lapide recante l’iscrizione dalla quale si apprende il nome del protomagistro, Bartolomeo da Foggia, e la volontà espressa da Federico II di rendere Foggia sede imperiale. Sul lato del Palazzo del Conservatorio resta invece il Portale proveniente dalla Pianara. Alle spalle l’Epitaffio, con la statua di Filippo IV di Spagna, o Carlo II, suo figlio e successore, secondo quanto sostiene Ugo Iarussi in un suo articolo, sulla sommità. Ed il quartiere di Borgo Croci, ricostruito interamente dopo il terremoto del 1731 sul primitivo nucleo medievale, identificato poi con la Chiesa delle Croci, tipico calvario costruito in tufo con serie di cappellette e chiesa dedicate alla Passione di Cristo in stile Barocco povero. La Chiesa delle Croci apre al quartiere dei Terrazzani, costituito da casette monovano a schiera con caratteristiche figure rappresentative della gente e dei mestieri, che culmina in Piazza dell’Olmo. Di ritorno, sulla strada percorsa a ritroso, ormai in pochi si procedeva verso la Chiesa dell’Addolorata, del 1741, che sorge nell’omonima piazza, e conserva all’interno un pregevole organo di artista locale.

Comunicato stampa dei Dipartimenti di Storia e Filosofia e Disegno e Storia dell’Arte del Liceo scientifico G. Marconi di Foggia

Allegato:

Piazza XX Settembre in Natale a Largo Palazzo
                    


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