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POGGIO IMPERIALE - DUECENTO ANNI DI INDIPENDENZA AMMINISTRATIVA: 1816-2016

Scritto da Rossella Gravina il 22/1/2016


POGGIO IMPERIALE - DUECENTO ANNI DI INDIPENDENZA AMMINISTRATIVA: 1816-2016

Il 20 gennaio 2016, nella Sala Multifunzionale di Poggio Imperiale, il Centro Studi Territoriale, Simposio Culturale, ha celebrato l’autonomia amministrativa del proprio Comune da quello di Lesina, avvenuta il 18 gennaio 1816.
La Conferenza, dal titolo Poggio Imperiale: rievocazione patrie memorie, si è svolta in maniera semplice ed esaustiva nello stesso tempo. Sono stati presentati al pubblico, avvenimenti, date e personaggi salienti della storia di Poggio Imperiale, in modo essenziale e completo.
Già l’anno scorso il Simposio Culturale affrontò la storia delle origini del proprio paese, illustrando i nuovi documenti, ritrovati e studiati dalla Prof.ssa Antonietta Zangardi .



Partendo dal 1759, anno di fondazione di Poggio Imperiale, i giovani hanno presentato un breve excursus storico sulle vicende che hanno preceduto l’avvenimento interessato: dallo scoppio della Rivoluzione Francese (1789) fino al Decennio francese (1805 - 1815) che vide il Regno di Napoli governato da Giuseppe Bonaparte prima e Gioacchino Murat dopo. Proprio in quegli anni, e precisamente nel 1806, furono emanate due leggi che cambieranno il corso della storia del Regno di Napoli, e di conseguenza, del futuro e novello Comune di Poggio Imperiale:
- Leggi eversive della Feudalità (2 agosto legge n. 130), che decretarono la ripartizione dei demani pubblici;
- Riforma della Pubblica Amministrazione (8 agosto legge n. 132). Il Regno di Napoli fu diviso in tredici province, ognuno divisa in Distretti, a loro volta suddivisi in Comuni, amministrati dal Decurionato.
Perché Poggio Imperiale, nel 1816, da umil villaggio di Lesina, riuscì ad ottenere l’indipendenza? Aveva superato quest’ultimo come numero di abitanti; inoltre il Commissario del Re per il Ripartimento dei Demani Comunali, Biase Zurlo, ripartì Poggio Imperiale distinto da Lesina già con sentenza del 13 giugno e 30 agosto del 1810. Tutto questo processo di cambiamento fu seguito anche da Giuseppe Zurlo, fratello di Biase e Ministro degli Interni.
Si procedette alla scelta di coloro che avrebbero formato la prima amministrazione comunale terranovese. L’Eletto e il Curato proposero una lista di persone che sapevano leggere e scrivere ma anche una lista di analfabeti, tutte persone probe, cioè oneste e leali.



Il 18 gennaio 1816 s’installò il Decurionato, quindi procedettero alla nomina del Sindaco (Giuseppe de Cicco), dei due Eletti (Francesco Braccia e Francesco Morrone), il Cancelliere, il Cassiere e il Serviente.
Sindaco ed Eletti s’insediarono l’1 aprile 1816.
Per questo ricco pezzo di storia locale è stata consultata una nutrita bibliografia. Stralci di documenti sono stati riportati dallo studio del tomo IV, rapsodia VI del Teatro topografico storico-poetico della Capitanata di Matteo Fraccacreta, guidato dalla prof.ssa Antonietta Zangardi. Di questa monumentale opera, si possono gustare i versi descrittivi della Terranuova, nonché di tanti altri paesi limitrofi e a noi familiari. E sempre dal Fraccacreta sono stati letti i due verbali che definiscono tutti i passaggi essenziali che portarono al Decurionato di Poggio Imperiale.
Significativa è stata la riflessione sul ruolo che ebbero le donne di questo villaggio rurale in espansione, le quali affiancarono i mariti nel lavoro agricolo.



La descrizione del primo Sindaco è stata affidata a un dialogo immaginario tra Giuseppe de Cicco con la sua consorte Concetta Petrucci: sono emerse le fatiche e le soddisfazioni di veder crescere un piccolo paese, insieme alle notizie delle prime aule scolastiche, ubicate ai piani inferiori del Municipio, e del Cimitero, aperto nel 1837.
La serata è terminata con la poetica descrizione che il giornalista Massimo Frattarolo, durante il suo viaggio verso Lesina, fece di Poggio Imperiale: “pulita”, con una vegetazione tanto ricca da consolar lo spirito, un “allegro gioiello” .
I valori positivi, emersi dai documenti, e le difficoltà affrontate, come avviene per ogni importante cambiamento, devono esserci di monito per far risvegliare in ognuno di noi quel senso di appartenenza al proprio paese, indispensabile per definire la propria identità.
Tra il pubblico, oltre al Sindaco, dr. Alfonso D’Aloiso, gli Assessori Alessandro Buzzerio, Salvatore Sarra, e al Parroco don Luca De Rosa, erano presenti anche storici e studiosi dei paesi vicini, da Torremaggiore, l’avv. Mario Fiore, ricercatore e cultore di documenti d’Archivio; da San Severo, il prof. Giuseppe Clemente, presidente del Centro di Ricerca e si Documentazione per la Storia della Capitanata e Antonio Carafa, i cultori di Storia Patria: Vittorio Russi, Antonio Mazzeo e Vito Pavia, il prof. Christian de Letteriis, esperto ricercatore di documenti sui beni culturali del nostro territorio; da Apricena, il dott. Sebastiano Muti, Presidente del Centro Studi di Apricena, il Preside e il prof. Arduino Albanese; da Lesina la maestra Maria Manzo, pronipote di Raffaele Centonza.
Hanno inviato auguri e saluti, per una buona riuscita della serata di storia, il prof. Raffaele Licinio, ordinario di Storia Medievale presso l’università di Bari e il prof. Saverio Russi, ordinario di Storia Moderna presso l’Università di Foggia.



I giovani protagonisti della serata di Storia: Rossella Gravina, Giuseppe Izzo, Titta Romano, Stefania Cristino, Nicla Simeone, Giusy Di Summa, Mara Romano, Luigi Cuccitto, Angela Chenet, hanno presentato, con professionalità, il risultato dei loro studi sotto la guida dei coordinatori Antonietta Zangardi e Antonio Giacò.
La serata è stata allietata dalla voce di Stefania Cristino con la sua band formata da Primiano Schiavone, Gino e Luigi Maselli, Dino Vitale, Primiano Schiavone, che hanno emozionato con le musiche: Inno alla gioia, Munastere e Santa Chiara, Amara terra, Si belle paese mije, Che sarà.
Hanno collaborato all’organizzazione della serata, Peppino Tozzi delle Edizioni del Poggio e Nazario Mazzarella, presidente AVIS di Poggio Imperiale.
Si ringrazia il numeroso e attento pubblico che ha seguito l’evento.
A conclusione della serata, I giovani del Simposio, per tutti i presenti, hanno lasciato un forte messaggio sull’importanza dello studio. Studiare rende liberi, critici e consapevoli, bisogna studiare per smentire chi vorrebbe i giovani senza sogni, opportunisti e docili.
“Meglio precari oggi, che servi per sempre”.

Scritto da: Dottoressa Rossella Gravina

        


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