GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

PREMIO “STEFANO CAPONE” 2012

Scritto da redazione il 29/3/2012


PREMIO “STEFANO CAPONE” 2012

Prestigiosi riconoscimenti a padre Massimo Montagano, Giuseppe Osvaldo Lucera, Enzo Mastromatteo e Michele Urrasio
Protagonista la cultura nei suoi vari aspetti: teatro, storia, musica, poesia. Un’edizione del premio “Stefano Capone” a dir poco strepitosa, organizzata con l’immancabile entusiasmo dalla prof.ssa Pina d’Addedda Sica, presidente dell’associazione di volontariato “Acs-Anteas”. Volontariato, parola magica e impegnativa, volontariato anche per la cultura, la nuova Cenerentola del XXI secolo.
Il premio intitolato a “Stefano Capone” vuol essere anche una sfida a chi ha la memoria corta e dimentica i suoi figli migliori. Stefano Capone, con il suo multiforme ingegno, ha donato a questo nostro territorio così distratto, tutta la sua sapienza, ha scritto    libri che parlano del nostro territorio come “Le nozze del principe” e “I racconti della rivoluzione”. Esperto di levatura internazionale dell’opera comica napoletana, ha illuminato con le sue innate capacità anche altri segmenti importanti dell’arte quali teatro, musica,    poesia.
Mercoledì 28 Marzo, in Foggia, nel salone dell’Opera Pia “Scillitani”, si è svolta la fase finale del premio con il conferimento delle targhe ai quattro moschettieri della cultura nel nostro territorio: padre Massimo Montagano, Giuseppe Osvaldo Lucera, Enzo Mastromatteo e Michele Urrasio.
Inutile dire che il tutto si è svolto alla presenza di un nutrito e competente pubblico che ha seguito con attenzione la manifestazione per sottolineare poi con scroscianti applausi le fasi più salienti della premiazione.
Dopo l’esecuzione di un brano tratto da “Profumo di donna” da parte dell’eccellente violinista Enzo Mastromatteo, la presidente Pina d’Addedda Sica, nell’occasione impeccabile presentatrice, ha introdotto i due attori, la spavalda e sempre verde attrice Maria Rosaria Vera (docente di teatro presso l’università della terza età ‘Stefano Capone’) e il pacato e calibrato Giuseppe Santelia (attuale segretario regionale FNP CISL), che hanno “interpretato” un’intervista rilasciata da Stefano Capone al giornalista Giucar Marcone, dopo la rappresentazione    di una sua opera teatrale “Rosa fresca aulentissima”.
Ancora la prof.ssa Sica che ha voluto ringraziare chi ha collaborato alla riuscita della serata, ovvero Vito Senerchia, Enzo Tarantino e Lello Guastamacchio.
Il primo ad essere chiamato sul palco è stato padre Massimo Montagano, regista e attore molto noto negli ambienti nazionali. Ha, tra    l’altro, partecipato in qualità di consulente ed attore alla realizzazione del film su Padre Pio da Pietrelcina, prodotto da RAI uno per la regia di Alberto Rondalli. E’ stato autore con Crysztof Zanussi, del progetto teatrale “Mistero dell’albero Piuccio”, rappresentato dal Teatro popolare di Roma e dal Teatro stabile privato di Torino. Ha partecipato al film “Del perduto amore” per la regia di Michele Placido e a “Tra    il cielo e la terra” prodotto da Rai Uno per la regia di Giulio Base. E’ insegnante nei laboratori teatrali e nei Centri di ricerca attivati da alcuni anni dall’Officina Teatrale, di cui è    docente di dizione e regia, nei Borghi d’arte del Sud Italia. Il 19 giugno 2011 ha presentato a Vico del Gargano uno spettacolo dal titolo “Niente di speciale” da un’idea di Stefano Capone, che sin dalla giovane età aveva frequentato a Foggia il Circolo della Gioventù Francescana dove aveva mosso i primi passi nel teatro sotto la guida del nostro padre Montagano.
Motivazione scritta sulla targa consegnata a Padre Massimo Montagano:

“PER IL SUO COSTANTE IMPEGNO RELIGIOSO E ARTISTICO E PER AVER AVVIATO TANTI GIOVANI ALLA FEDE E AL TEATRO”.    
Il secondo premiato è stato Giuseppe Osvaldo Lucera, studioso del Brigantaggio e del Controrisorgimento. Ha pubblicato diversi volumi sulle vicende post-unitarie del nostro Sud. Sull’argomento dirige un’apposita collana per le edizioni del Poggio. La sua ricerca storica si svolge negli archivi pubblici e privati di tutta Italia.
Ha scritto alcuni romanzi, sempre a sfondo storico.
In qualità di esperto è invitato a convegni e seminari in ogni parte d’Italia. Con la sua profonda conoscenza del fenomeno del brigantaggio riesce a chiarire aspetti oscuri della nostra storia dopo il 1861.
Motivazione scritta sulla targa consegnata a Giuseppe Osvaldo Lucera:
“PER IL SUO NOTEVOLE IMPEGNO ALLA RICERCA DELLA VERITA’ STORICA”.
Dopo il teatro e la storia, la musica con Enzo Mastromatteo.
Enzo Mastromatteo, musicista e pedagogo, ha svolta una intensa attività didattica, tenendo numerosi corsi di aggiornamento per l’Educazione al Suono e alla musica. E’ stato commissario governativo dei concorsi a cattedra di violino presso alcuni Istituti Musicali Pareggiati. Docente di violino presso il Conservatorio “Giordano” di Foggia, è stato fondatore con la prof.ssa Elvira Calabria dell’Associazione “Amici della musica G. Paisiello di Lucera. Ha fatto parte di grandi orchestre (San Carlo e Scarlatti di Napoli, Orchestra sinfonica di Torino, Orchestra del Teatro comunale di Bologna). Come solista si è esibito in formazioni trio e    quartetto d’archi, duo con pianoforte in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Grecia e Romania.
Ha inculcato l’amore per la musica nei due suoi gioielli, Francesco e Maria Saveria che, come il bravissimo genitore, veleggiano nel gotha degli artisti più sensibili e preparati della musica classica.
Ai presenti il maestro ha offerto l’esecuzione di due brani fra cui il valzer della Vedova Allegra, che ha trascinato l’entusiasta pubblico in un canto corale favoloso.
Motivazione scritta sulla targa consegnata al maestro Enzo Mastromatteo:
“MUSICISTA, MUSICOLOGO, DIRETTORE ARTISTICO: UNA VITA PER LA MUSICA”.
Ha concluso la serata la “poesia”, ovvero l’esponente più importante del nostro panorama letterario contemporaneo: Michele Urrasio.
Intellettuale, critico d’arte e ricercatore storico dalla inesauribile vena romantica, Michele Urrasio è stato capace di intraprendere un percorso intellettuale che lo ha messo in evidenza come il degno erede della tradizione poetica italiana.
Della poesia di Urrasio si sono interessati illustri critici letterari, tra i quali Battistini, Valli, Barberi Squarotti; quest’ultimo ha scritto di lui: “una delle voci più alte e significative dell’attuale momento poetico italiano”.
Tra le sue raccolte di poesia pubblicate (ben 14) ricordiamo “Fibra su fibra”, “Nel visibile e oltre”, “L’infinita pazienza”, “Le pietre custodi”, “Il vento e la quiete”.
E’ stato oggetto di una tesi presso l’università di Foggia. Molte sue raccolte hanno ottenuto prestigiosi premi letterari. Da più parti, nel mondo della cultura, lo si vuole candidato al premio Nobel.
Motivazione scritta sulla targa consegnata a Michele Urrasio:
“PER L’INTENSA ED ELEVATA POETICITA’ CHE CARATTERIZZA OGNI SUA OPERA”.
Le targhe sono state consegnate ai quattro premiati da un commosso Virgilio Capone, papà di Stefano.
Nel corso della serata la versatile attrice Maria Rosaria Vera ha recitato una poesia di Giucar Marcone dedicata all’amico Stefano.
Infine, sulle note della “Vie en Rose”, motivo caro allo scrittore scomparso, eseguita brillantemente da Enzo Mastromatteo ed accompagnata dal canto del pubblico, si è conclusa l’edizione 2012 del premio Capone con l’appuntamento al prossimo anno dato dalla soddisfatta e instancabile, nonostante la maratona culturale, presentatrice-presidente prof.ssa Pina d’Addedda Sica.
G.M.


Gazzetta Web