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Presso l'Aula Magna della facoltà di Economia a Foggia il prof. di Iasio ha parlato sul tema "La virtù politica in Platone"

Scritto da redazione il 4/3/2011


Presso l'Aula Magna della facoltà di Economia a Foggia il prof. di Iasio ha parlato sul tema

Per il secondo incontro del ciclo di Seminari sul tema Filosofia e Politica organizzati dal Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo scientifico G. Marconi di Foggia.
Bella serata, all’insegna della cultura classica, quella organizzata dal Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo Scientifico G. Marconi di Foggia per il secondo incontro del ciclo di seminari su Filosofia e Politica, che ha preso il via il 15 Febbraio u.s. presso il Palazzetto Rosa dell’Arte di Via Galliani. L’incontro con il prof. Domenico di Iasio, docente di Etica Economica presso la facoltà ospite, che ha parlato al pubblico sul tema de    “La virtù politica in Platone”, si è svolto presso l’Aula Magna di Economia, in Via Caggese. Proprio il Preside di facoltà, la prof.ssa Isabella Varraso, ha voluto fare gli onori di casa, salutando tutti i presenti e sostenendo che l’Ateneo foggiano non ha nulla da invidiare ad altre università italiane. In particolar modo, l’Aula Magna che è la sede di discussione delle tesi di laurea, è uno dei luoghi più accoglienti ed eleganti, realizzati di recente per la nostra giovanissima università. La Facoltà di Economia consta di due corsi di laurea: Economia ed Economia aziendale, cui si aggiungono da quest’anno altri insegnamenti, anche triennali, ed il Marketing e Finanza come corsi specialistici. Anche il Dirigente del Liceo scientifico G. Marconi, la prof.ssa Michelina Boccia, ha voluto salutare i partecipanti al progetto, rilevando l’importanza del tema e dell’evento, che apre, anche in funzione di orientamento, la scuola al mondo della cultura e della ricerca universitarie. Infine ha preso la parola il prof. di Iasio che ha amenamente intrattenuto il silenzioso e attento pubblico con la narrazione del Protagora, uno dei dialoghi più belli di Platone, il cui protagonista è Socrate, ritratto mentre discorre con Protagora, giunto ad Atene, e ospite di Callia, il più facoltoso cittadino. Il tema della discussione è appunto la virtù politica, che Socrate ritiene non essere oggetto di insegnamento, mentre Protagora ritiene che si possa insegnare, come fanno proprio i sofisti nelle loro scuole. La discussione coinvolge anche il sapere tecnico, che si riteneva fosse l’origine dello sviluppo e del progresso reale di tutta l’umanità; e anche le modalità metodologiche del discorrere, se sia più utile la macrologia, il discorso lungo, che stanca Socrate, o la brachilogia, il gioco di battute tra domanda e risposta amato e prediletto dal maestro di Platone, come tecnica dialogica per smontare l’interlocutore e farlo cadere in contraddizione, attraverso la confutazione delle tesi sostenute dall’avversario. La meraviglia del dialogo consiste nel rovesciamento delle tesi dialettiche dei due interlocutori che finiscono per cambiare specularmente modo di interpretare la virtù politica. Socrate crede che la virtù politica sia insegnabile perché il coraggio, al pari della santità, della sapienza e dell’equità, deve essere oggetto di apprendimento, non essendo compatibile con l’ignoranza. Mentre Protagora si convince della bontà della tesi opposta a quella del maestro. Conclusione che mostra a noi contemporanei come si sia persa la capacità di incontrare realmente l’altro nel dialogo interlocutorio, che è significativo e vero, solo se costringe i due parlanti ad uscire dalla rispettiva solitudine per attuare concretamente quello scambio formativo che incide profondamente sui due soggetti dialoganti fino a cambiare del tutto le posizioni dialettiche di entrambi. Non si può tornare, difatti, a parlare di virtù politica se non si ricomincia a farsi coinvolgere del tutto nel dialogo, smussando le asperità delle visioni antitetiche per cercare un accordo partecipato. Il Dipartimento di Storia e Filosofia si dichiara soddisfatto ed orgoglioso di questi incontri che vedono la collaborazione tra Ministero della Pubblica Istruzione, Università e Società Filosofica Italiana. Perché davvero si ritiene che la filosofia sia molto più vicina di quanto non si pensi ai reali problemi della gente. E soprattutto perché la si vive quotidianamente come una evidente conferma che la cittadinanza attiva non si possa davvero esercitare, anche nel concreto, senza conoscenza e discussione dei temi della cultura greca classica e della filosofia stessa, propri dell’uomo di ogni tempo storico e di ogni latitudine geografica.
Antonietta Pistone


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