GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

Quando la donna è mamma

Scritto da redazione il 12/5/2013


Quando la donna è mamma

La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, celebrata in onore della figura di madre, della maternità e dell'influenza sociale delle madri. Non esiste un unico giorno dell'anno in grado di accomunare tutti gli stati in cui l'evento è festeggiato. Negli Stati Uniti d'America, in Italia, in Ucraina, in Svizzera e in altri paesi, viene festeggiata la seconda Domenica di Maggio. Ci sono diverse antiche celebrazioni, ma non sono correlate alla celebrazione moderna.
Storia
Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista, propose di fatto l'istituzione del Mother's Day for Peace (Giornata della madre per la pace), come momento di riflessione contro la guerra, ma non fu un evento cui seguì un successo.
Anna Jarvis ha celebrato la festa moderna Mother's Day (Giornata della madre) per la prima volta nel 1908, è stato un memoriale in onore di sua madre, una attivista a favore della pace. La celebrazione di Jarvis diventò molto popolare e fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata. Con l'andare del tempo questa festività si è evoluta in una festa commerciale.
In Italia è stata introdotta negli anni cinquanta da Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera (la cui idea maturò insieme a Giacomo Pallanca, presidente dell'Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia), su iniziativa del quale venne celebrata a Bordighera la seconda domenica di maggio del 1956 (al Teatro Zeni e successivamente al Palazzo del Parco), e da don Otello Migliosi in Umbria, a Tordibetto di Assisi, nel 1957. Da allora, ogni anno, la parrocchia di Tordibetto celebra ufficialmente la Festa con importanti manifestazioni a carattere religioso e culturale. Il 18 dicembre 1958 Raul Zaccari - insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini - presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge tendente ad ottenere l'istituzione della festa della mamma. (Wikipedia)
Questa ricorrenza, che si celebra nel mese di Maggio dedicato alla Madonna, intende ricordare il ruolo della donna, che è anche mamma. Un ruolo sociale di pace, di edificazione e non di distruzione. Di collaborazione e di completamento dell’opera di Dio. Spesso diventare mamma è difficile. Molte sono ormai le donne che non riescono a provare la gioia di una serena gravidanza spontanea. I figli, al contrario, sono sempre una benedizione. Il compito educativo delle madri diventa perciò un impegno serio e costante alla crescita e alla promozione di un cultura della non violenza, a cominciare dalla propria casa fino a diffondere questo messaggio a tutto il mondo. Anche attraverso l’opera dei loro stessi figli. Ciononostante la donna, nel suo stesso focolare domestico, è fatta spesso oggetto di violenza, di sopraffazione e di sopruso, da parte degli uomini che dicono di amarla, ma che, in fondo, non la rispettano, strumentalizzandola. Questa giornata di commemorazione, e di festa, per tutte le madri del mondo, deve diventare oggi, a maggior ragione, alla luce degli ultimi accadimenti di cronaca nera che insanguinano le pagine dei giornali, un’occasione sentita di riflessione sociale e politica, perché alla donna, anche nel suo più tradizionale ruolo di madre e di sposa, possa essere riconosciuto un posto d’onore importante nelle dinamiche della famiglia e della società tutta. C’è bisogno di politiche a favore della donna. Nel posto di lavoro, ma anche a salvaguardia della violenza subita nelle quattro mura di casa. C’è bisogno di prestare più credito alle denunce delle donne, che non vanno lasciate sole a gestire nell’abbandono generalizzato i loro problemi di sempre.
Mi piace, a questo punto della riflessione, concludere ricordando le parole, che pronunciava dalla cattedra, il mio professore di filosofia del liceo classico. “Le mamme – diceva – dovrebbero andare tutte in Paradiso”. E aveva ragione. Oggi lo penso anche io.
Antonietta Pistone


Gazzetta Web