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Quartiere Settecentesco - Piccoli bulli crescono

Scritto da redazione il 1/11/2011


Quartiere Settecentesco - Piccoli bulli crescono

Eccola la porta di Giovanna (nella foto di Antonio Altieri). Divelta alla base e appoggiata solo allo stipite. L’abitazione della povera donna rimane aperta giorno e notte. Di lei si è già parlato molto nei giorni scorsi. Si è detto che abita in Via Crispi 46, nei Quartieri Settecenteschi di Foggia. Che da un po’ di mesi è diventata la vittima prediletta di un gruppo di bulletti della zona non meglio identificati. Si sa che vive sola, e che spesso tiene la tv accesa ad alto volume anche a tarda sera, probabilmente per farsi compagnia con le voci che provengono dallo schermo. Ha un fratello che vive al nord, che quest’estate è stato a trovarla. Il poveruomo ha provato a intimorire i ragazzini che tengono sotto scacco Giovanna, ma ne ha ricavato solo un sacco di botte a sprangate di ferro. Non ha sporto denuncia per evitare che i violenti potessero prendersela con la sorella, magari facendole del male fisicamente, come avevano fatto con lui. I vicini gridano la situazione di estremo degrado in cui vive Giovanna, che pare non sia nemmeno perfettamente in grado di badare a se stessa, perché abbandonata alla sua solitudine e in non perfette condizioni di salute. Intanto i giorni trascorrono nel silenzio. Nessuno che vada a rendersi conto di cosa accade lì dentro, in quelle strade, in quella casa. Non un’anima pia che abbia il coraggio di varcare quell’uscio per chiedere a Giovanna come stia, di cosa abbia bisogno. Solo quei temerari che aggiungono violenza a violenza, squallore a squallore. Stiamo parlando di sicurezza. Ma stiamo parlando anche di diritti umani. Cominciamo a chiederci se sia giusto che una donna sola debba vivere in un tugurio con la porta divelta. Ormai siamo a Novembre. Il freddo avanza. E di notte le temperature scendono. Farà freddo in quella casa. Molto freddo. E non solo per gli inevitabili spifferi d’aria. Ma perché ormai manca il calore dell’umanità. Di un’umanità che ha perso il pudore e la vergogna per se stessa. Che non riesce più a riconoscersi nell’altro. Ma che anzi sa solo voltarsi dall’altra parte. Per non sentire. Per non vedere la propria miseria che è grande. Anche oggi ci sono grotte abitate in quel quartiere. Anche oggi c’è chi vive nella miseria e nell’abbondono totale a due passi dal centro, dove le ricche signore con le pellicce addosso passeggiano nelle boutique e cominciano a fare i regali per il prossimo Natale. E oggi ci sono ancora bambini di otto anni, pare sia questa l’età dei bulletti da quanto si dice, ma c'è chi riferisce che ci sono gruppi che arrivano fino a diciotto anni con i più grandi che ne hanno ventitre, che trascorrono il tempo a giocare e intrattenersi per strada distruggendo e violentando tutto ciò che li circonda. E viene da chiedersi ma questi ragazzi vanno a scuola, il pomeriggio studiano, e come mai trascorrono così tanto tempo fuori casa, in mezzo alla strada, con il consenso dei genitori e delle loro famiglie?
Antonietta Pistone


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