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Quasi Amici

Scritto da redazione il 4/3/2012


Quasi Amici

Commedia francese questa di Quasi Amici, tratta da una storia realmente accaduta. Si tratta di un ricco uomo d’affari, il miliardario Philippe, cui non manca nulla; ha una moglie che ama, anche se malata, e una figlia adottiva. Si diletta nel pericoloso sport del parapendio, in ogni condizione di tempo. Un giorno, senza tener conto del forte vento, tenta il lancio schiantandosi, e perdendo per sempre l’uso di gambe e braccia per una paralisi dal tronco in giù che lo costringe all’immobilità. Incapace di badare a se stesso, soprattutto dopo la sopraggiunta morte della moglie, cerca un giovane tutto fare che si prenda cura di lui. Si presenta alla selezione Driss, un nero dei quartieri bassi, adottato dalla zia perché all’epoca non aveva figli, al contrario di sua madre che aveva una famiglia molto numerosa che non riusciva a sostenere. Col tempo però la zia avrebbe avuto altri figli suoi e grosse difficoltà economiche per sfamare la famiglia dopo la morte del marito. Driss perciò deve pensare a sé. Dopo un furto, rimasto senza lavoro, vive del sussidio di disoccupazione. Si reca alla selezione proposta da Philippe nel disperato tentativo di collezionare la terza firma e riottenere così il suo sostegno economico. Ma – sorpresa! - viene assunto come badante del miliardario. Il suo intervento di badante non sarà però solo orientato a cambiare la sua stessa vita. Abitare una lussuosa suite fa gola a tutti, figuriamoci a chi come lui proveniva da un monolocale troppo affollato. Ma Driss ci mette umanità e cuore. E poco alla volta i due diventano amici. Tanto che il paraplegico non accetta più l’aiuto di nessuno al suo posto. Quasi Amici è una storia vera che parla di come il dolore condiviso possa poi essere rielaborato fino a diventare un inno alla pienezza della vita. Un film sul dolore, sulla solitudine, sull’amicizia, sull’amore, sulla condivisione. Che tratta il difficile tema dell’handicap senza fermarsi al limite della disabilità. Il protagonista difatti, sebbene condannato all’immobilità, si innamora e si sposa, dando ancora una volta la prova che chi è vivo è ancora sempre in gioco. Una storia di speranza. Un bellissimo esempio di cosa siano l’amicizia e l’amore. E la cosa più sorprendente è sapere che si tratti di una storia vera. Che significa che, al solito, la realtà della vita supera con la sua fantasia ogni immaginazione possibile. E il cinema deve prendere spunto da lì per ritrovare nuovo ossigeno vitale. Gilles Deleuze sosteneva che uscire di casa, andare a cinema o a vedere una mostra, deve generare la possibilità di un incontro, se vuole riconoscersi in un atto significativamente umano, e perciò stesso culturale. Ebbene, questo film è un incontro. Non perdetelo.
Antonietta Pistone


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