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RAFFAELE CENTONZA - CARISMATICO MEDIATORE -

Scritto da redazione il 13/8/2015


RAFFAELE CENTONZA - CARISMATICO MEDIATORE -

RAFFAELE CENTONZA
CARISMATICO MEDIATORE
di Antonietta Zangardi

Giovedì 13 agosto presso il Cortile delle Suore Dorotee a Lesina, sarà presentato al pubblico il libro di Salvatore Primiano Cavallo, “Raffaele Centonza, l’uomo che guardava al futuro di Lesina”.
Conosco l’autore da quando, undicenne, insieme con altri suoi amici e miei alunni, con le biciclette, da Lesina raggiungeva, spavaldamente, Poggio Imperiale per venirmi a salutare.
L’ho ritrovato in questi ultimi anni, appassionato ricercatore di Storia del suo territorio, Lesina, e, devo dire che, con immenso piacere, ho riallacciato con lui quei legami che uniscono le persone che amano sapere e conoscere, studiare ed approfondire notizie su avvenimenti e personaggi, che potrebbero sparire se non trovano chi spazza via la patina distruttiva dell’oblio.
Ho sempre letto con immenso piacere le sue pubblicazioni e ne sono sempre rimasta affascinata.
In questo suo ultimo lavoro ho potuto conoscere meglio una figura carismatica, quella del professore lesinese Raffaele Centonza (1847 – 1905), dal pensiero indipendente, che ha saputo effettuare scelte coraggiose e lungimiranti per il bene e il progresso del suo paese.

Allegato:


L’autore nella Premessa scrive “ … seppe sfruttare l’eccezionale padronanza della penna e l’amore per la lingua per trasmettere idee ed esprimere verità essenziali per informare ed ispirare”.
Raffaele Centonza seppe difendere la sua Lesina nel periodo in cui era più isolata e debole, nella sua decadenza per i problemi che causava il lago, quando era minacciata dai “signori del lago”, quei feudatari che guardavano soprattutto ai loro interessi e non alle esigenze igienico – sanitarie della popolazione. Egli seppe con il suo coraggio e la sua determinazione, con garbo, difendere i più deboli e i più esposti alle malattie causate dalla prepotenza e dall’egoismo.

Allegato:


Fu un personaggio eclettico, padre della paletnologia, Maestro elementare, Direttore didattico, Ispettore del Provveditorato agli Studi di Foggia. Fondò la “Fratellanza Popolare Artigiana”, per il mutuo soccorso tra i lavoratori. Fu Segretario Comunale nel 1895 e gratuitamente fornì la sua opera di Direttore Didattico della Scuola Elementare gratuita che egli stesso fondò a Lesina. Lottò per l’apertura dei canali di Schiapparo e Acquarotta per combattere la malaria, permettere alle acque del mare di ossigenare il lago, equilibrando salute pubblica e pesca.
Scrisse, sui giornali dell’epoca, numerosi articoli, autorevoli ed incisivi, mai offensivi, per far conoscere il problema del lago diventato “ palude di desolazione” per i lesinesi.
Ripetutamente l’Amministrazione Comunale lesinese e le Corti di Giustizia vietavano ai “signori del lago” di costruire “acconci”, barriere di canne che impedivano alle acque del mare di entrare in laguna, ma essi, “vinti ma non domi” con ripetuti ricorsi “ calpestando la giustizia perpetravano uno stato di cose deplorevoli ed insopportabili”.
Per le sue energiche posizioni fu giudicato come personaggio politicamente e socialmente scomodo, da taluni, e difensore dei diritti dei ceti più disagiati, da altri.
Raffaele Centonza possedeva aspirazioni ed inclinazioni umane e lungimiranti, infatti, le persone che non poté mai scusare furono quelle che non ebbero rispetto dell’uomo.
La sua vita fu accompagnata da controversie, delusioni e maldicenze, che nulla, però tolsero al senso del dovere e della giustizia, guardando al futuro, per il bene di Lesina.

Allegato:


Leggendo le varie trascrizioni di discorsi e di scritti apparsi sulle riviste dell’epoca, sono stata colpita da un articolo di un giornalista, tale Franz, pseudonimo di Massimo Frattarolo, pubblicista lucerino, recatosi a Lesina per l’inaugurazione dei lavori per l’apertura del canale Acquarotta. Questi, in un articolo del 3 maggio 1900 intitolato “La gita a Lesina”, riporta la descrizione del territorio con il suo paesaggio ammirato nel viaggio da Lucera a Lesina.
Dopo la descrizione delle lande poco rigogliose con una sequela di seminati “ che davano lo sconforto nel cuore”, descrive la natura, che da San Severo ad Apricena diventava meno triste, ma sempre con rade piante: un paesaggio sconfortante.
“All’uscire da Apricena – riporto testualmente uno stralcio dell’articolo – la scena cambia gradatamente: la vegetazione vi è proceduta più sana, forse meglio condotta, forse meglio avvantaggiata dalle condizioni meteoriche. O piuttosto per le più ricche doti telluriche. Da una prominenza ad ovest di Apricena, che forma l’estremo contrafforte del Gargano, e che si prolunga con lievi ondulazioni fino a Poggio Imperiale, per scendere quasi rapidamente a Lesina, la vegetazione tutta di cereali, intramezzata qua e là da pascoli naturali, ricca, fitta, alta, lussureggiante, ti consola l’occhio e lo spirito, si diventa allegri, spesso quando si arriva all’allegro gioiello di cittadina che è Poggio Imperiale, pulita, ben livellata e aerata con i frontoni delle case quasi tutti ornati di pergolati, dove deve bersi il vino a iosa - argomentandolo dalle numerose banderuole rosse che si vedevano sugli stipiti delle porte – ordinario distintivo delle cantine. Così l’ubertosità di quella contrada cresce in ragione diretta della malaria… Triste ironia della natura!”.
Il personaggio di Raffaele Centonza è ben delineato da Salvatore Cavallo nella sua pubblicazione.

Allegato:


Le notizie che ci fornisce l’autore, i fatti e gli avvenimenti riccamente documentati, ci fanno ben sperare che, in ogni contrada di questo Sud spesso solo ed abbandonato, lontano dai “Centri del Potere”, ci sia un Raffaele Centonza, appassionato educatore, garbato pubblicista, accorto filantropo, saggio mediatore, dal pensiero indipendente e lungimirante volto al bene della comunità e alla protezione dei più indifesi e deboli.

Scritto da: Antonietta Zangardi
        


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