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RIVALUTAZIONE E INFRASTRUTTURE, LA PROPOSTA SUGGERITA DA V. DE PADOVA DELLA FILCTEM CGIL DI FOGGIA

Scritto da redazione il 22/2/2011


RIVALUTAZIONE E INFRASTRUTTURE, LA PROPOSTA SUGGERITA DA V. DE PADOVA DELLA FILCTEM CGIL DI FOGGIA

«… utilizzare le infrastrutture esistenti, decidendo magari di delocalizzare verso nuove aree con infrastrutture funzionanti».

Con questo appello il sig. Vittorio De Padova, operaio e membro della RSU Filctem Cgil di Foggia della Sangalli Vetro Manfredonia, lo scorso 15 febbraio a Bari chiuse il suo discorso nella giornata sulla “Democrazia negli ambienti di lavoro e la Contrattazione territoriale” alla presenza della Segretaria Generale della CGIL Susanna Camusso, impegnandosi di porre all’attenzione della sua segretaria nazionale, per aprire un tavolo di concertazione nazionale con una proposta che rivalutasse le opere esistenti creando così nuovi posti di lavoro.
Nel 2002, dopo la chiusura dell’ex Enichem di Manfredonia, grazie agli investimenti del Governo Prodi, l’area è stata protagonista di una nuova era d’industrializzazione.
Il gruppo Sangalli, grazie al “Contratto d’Area di Manfredonia” ha costruito uno stabilimento dove produrre vetro con specificità particolari, satinato, a grandi lastre piane, magnetronico (capace di controllare l’apporto energetico del sole e di ridurre la dispersione termica del calore dall’interno dell’edificio). Nello specifico il Contratto d’Area è un Protocollo d’intesa per lo sviluppo di partenariato d’impresa tra l’area di Treviso e Vicenza e l’area di Foggia. Una sinergia fra le imprese del Nord-Est a guardare con attenzione ai particolari vantaggi localizzativi previsti per l’area di Manfredonia, in termini di contributi finanziari, di maggiori condizioni di flessibilità, di accelerazione dei tempi amministrativi, di sicurezza e controllo del territorio.
A distanza di dieci anni dall’inizio produttivo della Sangalli Vetro Manfredonia, le condizioni contrattuali lavorative sono cambiate, migliorando la qualità lavorativa, mantenendone la quantità e portando ai lavoratori benefici in termini di remunerazione. E ciò grazie all’assiduo e professionale lavoro svolto dai sindacati.
Ora, però pur avendo superato la fase cruciale della crisi con azioni d’investimenti mirati della proprietà, il sig. Vittorio De Padova, si chiede se il lavoro svolto dai sindacati in materia di contrattazione, cambiata qualche anno fa con quella di secondo livello, è sufficiente per mantenere lo stato attuale lavorativo in vista delle nuove proposte che il Governo sta promuovendo in base alle nuove strategie della FIAT. Non solo, ma De Padova in occasione del suo intervento a Bari del 15 febbraio 2011, chiede e propone di rappresentare nei tavoli istituzionali con il Governo Nazionale e la Regione Puglia, una nuova strategia locale d’investimenti infrastrutturali tali da consentire riduzione dei costi e nuovi posti di lavoro.
Ebbene, poiché le considerazioni di De Padova hanno valenza sui fatti ottenuti e la proposta merita considerazione in virtù di scelte di crescita e rilancio del territorio, l’ho incontrato per farmi spiegare nei dettagli la sua proposta. Mi piace porre in evidenza una particolare riflessione sul tema crescita e rilancio del territorio: la provincia di Foggia da parecchi anni non ha quello sviluppo richiesto da molto tempo e sempre promesso da qualsiasi governo, centrale e locale che sia. Che sia una defezione politica o una mancanza di volontà degli investitori, non giustifica l’impoverimento del territorio, che si è visto depauperare di molti suoi beni ottenuti con sacrifici e lotte sindacali. Credo che Manfredonia, con la proposta appena descritta, possa fare da volano per il rilancio della provincia di Foggia, aprendo una finestra importante sia sul comparto industriale, sia su quello artigianale e ortofrutticolo, sia sul turismo e agricolo.
1. L’operaio senz'altro partecipa attivamente alla determinazione della vita e morte di una fabbrica. Nel caso della Sangalli Vetro Manfredonia, Sig. De Padova, durante i periodi più critici e della crisi, ho constatato che    la forza lavoro ha saputo rispondere alle necessità della proprietà che investendo    con fondi privati nel campo delle energie rinnovabili ha saputo mantenere attive il numero di commesse per il fabbisogno del sito. Lei crede che l’operaio, se non si adegua alla richiesta e perciò contratti di lavoro personalizzati , è destinato al licenziamento?
Sicuramente il mercato del lavoro sta apportando in questi ultimi anni delle variazioni anche nei nuovi rinnovi dei contratti nazionali, inserendo degli spazi di flessibilità e di gestione, vedi l’orario multi periodale, per personalizzare i contratti di lavoro. Questo accade perché sempre più spesso dobbiamo confrontarci con linee di produzione che funzionano a singhiozzo, legate a esigenze di mercato stagionale e quant’altro. A mio avviso sono strumenti che andrebbero adottati solo ed esclusivamente in periodi di crisi per cercare di dare ossigeno e spazio alle aziende in maniera tale da evitare fin dove è possibile l’utilizzo degli ammortizzatori sociali cercando così di mantenere i livelli occupazionali.
2. Lei ha affermato che «non si può più eludere la questione della democrazia dentro i posti di lavoro, non bastano più assemblee, ma dobbiamo pretendere un metodo cui affidarci sempre».    Mi può dire quale potrebbe essere?
Quando parlo che non si può più eludere la democrazia dentro i posti di lavoro, faccio ovviamente riferimento agli accordi separati di gennaio e aprile del 2009. Non si può più assistere passivamente ad accordi che riducono i diritti e si estendono a tutto il mondo del lavoro, senza che i lavoratori possano    esprimersi nel merito dell’accordo proposto. Per quanto riguarda il metodo sicuramente non è da perseguire quello dei nostri cugini Cisl e Uil che con la costruzione di questa intesa separata hanno mostrato la volontà di esclusione della CGIL e ovviamente di tutti i suoi iscritti. Noi chiediamo da tempo la certificazione degli iscritti.
3. Alla Sangalli Vetro Manfredonia è in atto una contrattazione di secondo livello da oltre cinque anni, così affermando la contrattazione territoriale che pare essere vincente. In altre parole Lei è del parere che una fabbrica debba avere più potere contrattuale, seguendo le linee guida del contratto nazionale o averne alcune parallele che, all’occorrenza, superino quelle nazionali così affermando le specificità e necessità locali?
Per quanto mi riguarda il CCNL, rimane la bibbia, il vademecum che ci deve accomunare tutti, lo strumento con il quale confrontarci, mentre la contrattazione di secondo livello deve aprire quegli spazi bloccati dal contratto nazionale tenendo conto della realtà produttiva per dare luogo ad aumenti salariali, ma soprattutto per un maggior controllo della salute, della sicurezza e della dignità dei lavoratori, andando a rafforzare le relazioni industriali tra la RSU/RLS e l’azienda in maniera tale da aprire un confronto sempre più costruttivo.
4. La Sangalli Vetro Manfredonia, Sig. De Padova, è riuscita a superare i momenti abissali di crisi che ha investito l’intera economia mondiale investendo capitali privati nel campo delle energie rinnovabili. Lo sforzo messo in campo potrebbe essere vanificato se fossero applicate le stesse regole che la FIAT sta adoperando nei suoi stabilimenti, così da sovvertire con le Istituzioni locali il “Contratto d’Area di Manfredonia” che finora sta dando lavoro a più di 1500 lavoratori?
Ammesso e non concesso che le regole Fiat pagheranno in futuro, questo è tutto da verificare. Credo che nella nostra realtà questo non possa accadere anche solo perché parliamo di due realtà diverse se pur importanti. Almeno la storia di quest’ultimo decennio ci insegna che la famiglia Sangalli non ha quasi mai disatteso le aspettative del sindacato e dei lavoratori , anzi è stata sempre da sprone ed esempio per le istituzioni locali e per il Contratto D’Area, chiedendo più volte interventi sulle infrastrutture e nonostante le mancanze è stata sempre pronta ad investire ed assumere ove ce ne fosse bisogno, credendo fortemente nelle risorse umane locali. Voglio solo ricordare la stabilizzazione di circa 50 unità dal 1° Gennaio 2011 e di questi tempi non è semplice.    
5. Lei, Sig. De Padova ha avanzato una proposta a fronte delle difficoltà che si potrebbero incontrare negli anni successivi sulla logistica e perciò sui costi che ne derivano. Ha proposto legittimamente un rafforzamento del comparto ferroviario avvicinandolo allo stabilimento e una maggiore fruibilità del porto, fonte di nuovi posti di lavoro e migliore trasferimento delle merci dallo stoccaggio, oltre che riduzione dei costi per i trasporti su gomma.    Vorrei sapere se sono in atto fra il sindacato, l’azienda e gli enti istituzionali locali trattative o solo proposte del sindacato per avviare una concertazione?
Nella piattaforma programmatica provinciale della Cgil Cisl e Uil il porto alti fondali e la ferrovia sono al centro degli interessi di tutta la capitanata per fornire servizi all’agroalimentare di Cerignola, all’industria dell’artigianato del marmo dell’area di San Severo e Apricena fino a raggiungere l’area industriale di Melfi.    Gli interessi nell’area ex Enichem sono tanti e quelli del sindacato sono di spronare le istituzioni locali affinché si    intercettino nuovi investimenti in maniera tale da creare nuova occupazione. Questo è possibile, innanzitutto quando si ha una zona fortemente infrastrutturata e delle aree libere da mettere a disposizione per nuovi insediamenti.    Sono due grossi problemi che ci portiamo dietro da troppi anni e che nostro malgrado non riescono a trovare soluzione.

Nico Baratta                    


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