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Rapina in banca

Scritto da redazione il 9/3/2011


Rapina in banca

Anna ha quasi settant’anni, ha lavorato tutta una vita, ha fatto la moglie, la madre. Oggi è in pensione, con molti problemi di salute, come parecchie persone della sua stessa età. Ieri, per la festa della donna, aveva deciso, dopo una lunga bronchite che la tratteneva in casa da oltre dieci giorni per le cure, di uscire con la figlia, con la quale avrebbe poi trascorso la giornata a pranzo. Dopo la passeggiata, Anna si reca sola in banca, per un prelievo. Non si accorge di un tizio che la punta e che la segue per tutto il tempo, fino alla cassa, senza mollarla più. Riesce perfino ad intrufolarsi nelle doppie porte di sicurezza per l’uscita dei clienti, buttandosi letteralmente addosso a lei, che aveva messo in tasca, nel cappotto, settecento euro appena prelevati. Lei fa per reagire, gli chiede come mai non avesse atteso l’apertura successiva della porta, rimarcando con l’uomo che non era il caso di precipitarsi dentro con tanta foga. Il giovane, alto, con un cappello in testa, e perciò non ben riconoscibile nei suoi lineamenti, farfuglia qualcosa, e poi, esce di corsa dileguandosi nel traffico cittadino. Anna è ancora sconvolta dalla quasi aggressione fisica subita. Esce e deve anche ascoltare le recriminazioni di un anziano che continua a lamentarsi per il comportamento inadeguato e scorretto del giovane. Entrambi, però, non hanno ancora ben chiara l’identità della persona che ha mostrato di essere così tanto villano nel comportamento. La donna mette le mani in tasca…inaudito!!! Sono vuote!!! Il giovane che le si è buttato letteralmente addosso, le ha sottratto il denaro che lei aveva lasciato nella tasca del cappotto solo qualche minuto prima, senza che avesse minimamente, nella breve frazione di qualche secondo, la cognizione di quanto stesse accadendo.

Anche questa è Foggia. Adesso non si può andare tranquilli nemmeno a prelevare il denaro faticosamente guadagnato in una vita di lavoro. Perché in banca, se non si è adeguatamente scortati, si viene rapinati sotto gli occhi di tutti, compreso delle telecamere piazzate ovunque, senza che si possa risalire all’identità del rapinatore che, a dire dei bancari, ha già commesso altri furti ai clienti di quella banca, dopo averli seguiti fino allo sportello.

Anni fa mio fratello trascorse con la moglie un periodo di vacanza in America. All’improvviso lei si trovò senza portafoglio. Erano in un grande magazzino. Allertata la vigilanza furono immediatamente bloccate tutte le uscite e fu dato l’allarme. Visionati i filmati delle telecamere, nel giro di qualche minuto fu bloccato il rapinatore e consegnato alla polizia. Il portafoglio venne restituito all’istante alla legittima proprietaria.

Anna, invece, a Foggia, farà, come di consueto la solita denuncia contro ignoti, che tali resteranno, continuando ad agire indisturbati a danno di altri cittadini e risparmiatori.

Eppure bisogna continuare ad avere fiducia nelle istituzioni, che faranno il loro lavoro e puniranno il ladro che agisce indisturbato da un po’ nei pressi di Piazza Puglia (in foto).

Antonietta Pistone


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