GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

Ridateci il nostro Silos…

Scritto da redazione il 1/11/2011


Ridateci il nostro Silos…

Questo è un appello rivolto al Presidente della Repubblica, al Primo Ministro, al Ministro degli Interni, al Ministro degli Esteri, al Ministro dei Beni e delle attività culturali, al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al Ministro per l’Ambiente, al ministro per l’Agricoltura, al Ministro del Lavoro, al Ministro per i Diritti e le pari Opportunità, al Ministro del Turismo, all’Unione Europea, all’Unesco…A tutti gli Enti che salvaguardano il futuro storico-culturale ed economico dell’Italia, dell’Europa e del Mondo…


Ridateci il nostro Silos…

Da svariati mesi gli Amici della Domenica, un gruppo civico di Foggia, capoluogo di una Provincia della Puglia, che ogni Domenica si incontra per le vie di questa abbandonata città del Sud d’Italia, ma ricca di tradizioni uniche, di storia indimenticabile, di bellezze naturali, di sapori straordinari, e la lista dei meriti sarebbe infinita, per salvaguardarla dal precipizio economico, morale, sociale, politico che la impoverisce ogni giorno di più di una sequela altrettanto infinita di demeriti, ha particolarmente a cuore il destino di un silos del grano, il più grande Silos d’Europa, che la identifica ancora come la punta di diamante della produzione granaria d’Italia. Sede della più grande Dogana storica delle pecore, via romana, normanna, sveva, borbonica degli armenti ha visto nascere il munificente contenitore di oro giallo, il più grande della storia dei silos. Insomma Foggia nel suo passato ha visto nascere e crescere opere tutte con la “O” maiuscola, che hanno dato ricchezza a tutto il territorio nazionale e successo storico-economico a tutta l’Europa…Il presente sempre più povero di mezzi economici, ma soprattutto di risorse morali e culturali, vorrebbe privare Foggia, città delle fosse granarie prima ( Foggia, dal latino Fovea ) e del grande Silos dopo, del suo emblema ormai unicamente storico, abbandonato per quasi un centennio ( il Silos è nato nel 1937 ), ma che ha resistito finora alle intemperie, ai trafugamenti, alle rapine, alle demolizioni…Su tutto il territorio nazionale, assistiamo a recuperi storico-museali di aree industriali dismesse, per citarne solamente qualcuno, il Museo Fiat a Torino, il vecchio Cappellificio Borsalino ad Alessandria, la stessa Bagnoli, divenuta parco naturale visitato dai turisti, per parlare dell’Italia, ma se diamo uno sguardo all’Europa, le vecchie aree industriali urbane di Berlino, ospitano quotidianamente mostre di famosi artisti non solamente locali, restituendo alla città luoghi fantasma sottoforma di quartieri d’arte…Noi foggiani abbiamo contribuito a rendere grande la storia d’Italia con i nostri splendidi luoghi naturali, tanto amati dallo Svevo Federico II, e vorremmo continuare a guardare e a lasciarci guardare dal nostro vecchio Silos, restituendolo alla vita, non abbattendolo come una vecchia carcassa inutile…Potrebbe diventare un polo museale che racconti alle attuali e alle prossime generazioni la storia di un passato glorioso e utile...Se la storia ha un senso dimostriamolo con i fatti. Un presente senza passato rischia di diventare un futuro senza futuro…Una responsabilità assai gravosa si assume chi non vuole credere al valore della memoria.

Antonietta Ursitti    per il Gadd.


Gazzetta Web