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SALVIAMO KALENA DALL’OBLIO

Scritto da redazione il 24/3/2014


SALVIAMO KALENA DALL’OBLIO

SALVIAMO KALENA DALL’OBLIO
di    Antonietta Zangardi
L’incuria e il degrado incombono sulle bellezze e i tesori che abbiamo avuto in consegna e che non riusciamo a conservarli integri per i nostri figli.

I giornali e il web bombardano senza limiti con notizie di cronaca nera, che disturbano le coscienze delle persone oneste e scoraggiano a tal punto che ci si avventura con una certa circospezione nella lettura.
Vi sono, però delle notizie che ci informano e ci fanno svegliare da quel torpore in cui cadiamo pur di difenderci.    
Basta che digitiamo sul computer il termine “Abbazia di Càlena o Kàlena” e ci accorgiamo come da tanti anni con ferma tenacia la prof. Teresa Maria Rauzino, presidente dell’associazione “Giuseppe Martella” di Peschici, stia combattendo una dura battaglia per riportare al suo antico splendore Kàlena, abbazia sita alle porte di Peschici sulla strada statale 89 che porta a Vieste.
Qualche anno fa anche a Poggio Imperiale raccogliemmo delle firme perché si fermasse l’agonia di Kàlena, auspicando un restauro prima che le pietre fossero del tutto corrose. Intraprendemmo, così, la battaglia con la prof. Rauzino, primo perché il patrimonio culturale appartiene a tutti e poi anche per i legami con la storia del monastero di Santa Maria di Tremiti.
L’abbazia di Kàlena fu eretta nell’872 circa e godette di molti privilegi. Fu convento benedettino e insieme al monastero di S. Maria di Tremiti dette prestigio al territorio fino al 1300.    Dall’imponenza ed eleganza dell’attuale rudere possiamo notare come abbia avuto un passato glorioso, specialmente se guardiamo le mura intervallate da contrafforti, da cui è delimitata.
Oggi questo monumento è patrimonio privato, ma la chiesa è aperta al pubblico una volta l’anno, l’8 settembre, festa della Madonna delle Grazie, protettrice dell’abbazia. È preziosa la statua della Madonna con bambino, fatta scolpire dai canonici Lateranensi alla fine del Quattrocento.


Mi associo alle parole di Enzo d’Amato, altro appassionato testimone della difesa di Kàlena, che in un volantino di qualche anno fa invitava la popolazione di Peschici a prendere coscienza delle proprie tradizioni nella difesa della propria storia e a non dimenticare la festa della Madonna:
“Da secoli è vivo il ricordo della Madonna di Càlena. Le persone passano, lasciano la Terra… e la vita. Invece, il ricordo e la storia restano. Restano… scolpiti nella pietra e nel tempo, oltre che nell’anima. L’uomo quando perde la fede smarrisce il suo essere e non ha più alcun senso. Ricorda, dunque, la festa della Madonna di Càlena. Partecipa anche tu all’evento presso l’antica abbazia situata a un Km di distanza dal centro abitato di Peschici: lungo una stradina adiacente al rettilineo strada statale 89 che porta a Vieste. La testimonianza è partecipazione e vita, come la Fede. Partecipa oggi anche tu!”
Rispondiamo alla petizione lanciata su “change.org “ dalla Presidente del Centro Studi Giuseppe Martella di Peschici, per non “ assistere inerti allo scempio del nostro passato” e “liberare l’abbazia prigioniera”.
Anche mons. Domenico D’Ambrosio, Arcivescovo di Lecce, originario di Peschici ha firmato la petizione e ha incoraggiato la determinazione di Teresa Rauzino.
In una lettera precisa che “C’è insensibilità, distrazione, pressapochismo. Le istituzioni latitano: il Comune, la Soprintendenza che fa guerre per un chiodo apposto senza le necessarie autorizzazioni e poi tollera forme arroganti di possesso di un monumento che appartiene alla collettività lasciandolo in un degrado offensivo e umiliante … La storia per molti della nostra terra non è stata maestra di vita!”
Spero di aver offerto degli spunti per conoscere la realtà di Kàlena accendendone la curiosità e suscitando un giusto interesse tanto da approfondire e condividere la battaglia coraggiosa della prof.ssa Teresa Rauzino.
Vi segnalo i siti su cui collegarsi per essere parte attiva nella “politica di recupero e di valorizzazione del patrimonio storico-culturale italiano ed europeo, oltre che della Puglia e del Parco Nazionale del Gargano” affinché i nostri monumenti possano “tornare a far parte di quel libro aperto su cui si possa ancora continuare a leggere la nostra storia”.
http://blog.rodigarganico.info/2014/gargano/labbazia-kalena-non-morire/
https://www.facebook.com/photo.php?v=10200854507596092
http://www.puntodistella.it/news.asp?id=6590
L’appello ha l’obiettivo di sposare le giuste iniziative di chi ama il patrimonio culturale e ne denuncia l’incuria, il degrado e l’abbandono.


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