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SAN SEVERO – CENTRO CULTURALE E DELLE ARTI a.n.s.e RASSEGNA DI PITTURA INCISIONE E SCULTURA

Scritto da redazione il 14/12/2014


SAN SEVERO – CENTRO CULTURALE E DELLE ARTI a.n.s.e RASSEGNA DI PITTURA INCISIONE E SCULTURA

Sabato 13 dicembre presso il centro culturale e delle arti di via Valeggio a San Severo, è stata inaugurata una nutrita collettiva. L’incontro artistico è stato organizzato con sapienza dal decano dei pittori, l’esperto Anselmo Maggio.
E’ questo un evento che possiamo considerare come un momento d’incontro fra gli artisti del nostro territorio e gli amanti dell’arte che erano presenti numerosissimi.
Un viaggio affascinante attraverso i colori e le forme, capace di emozionare e far sognare, attraverso un linguaggio che ci coinvolge e penetra nella nostra anima.
“Il colore – diceva Kandinskj – ha una forza, poco studiata, ma immensa, che può influenzare il corpo umano, come organo fisico. In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima”
L’arte aiuta a conoscere il proprio mondo interiore e ad offrirlo agli altri.

Allegato:


Le opere che abbiamo ammirato, una diversa dall’altra, esprimono l’essenza di ogni artista, che, attraverso tecniche e stili diversi, vuol lasciare una testimonianza di sé e un’impronta delle sue magiche intuizioni in continua evoluzione.
Questa collettiva, con la sua molteplicità di suggerimenti, vuole aprire un dialogo tra artisti e visitatori. L’arte è un elemento che unisce, che migliora l’uomo, l’umanità.
Stiamo vivendo anni in cui    gli uomini non sanno più    sognare, ritengono l’arte superflua, qualcosa da accantonare. Nella nostra contemporaneità ci pervengono messaggi che odorano di morte. L’insensibilità e il cinismo dominano la vita di molti uomini e donne. Bisogna riscoprire l’arte e l’artista che vive in ognuno di noi.
“L’arte – diceva il grande regista Federico Fellini – è qualcosa che ci conforta, ci rassicura, ci fa riflettere sulla vita. L’arte è il tentativo più riuscito di inculcare nell’uomo un sentimento religioso”.
Ben 13 i protagonisti di questa collettiva, fra questi, ovviamente, Anselmo Maggio, organizzatore e regista della manifestazione.
Anselmo Maggio – Il viaggio artistico di Anselmo Maggio è inarrestabile. La sua ricerca cromatica lo porta ad addentrarsi con felice acutezza nell’essenza più intima di ogni colore. Nelle sue opere qui esposte, pur restando inamovibile l’amore per il bello, si nota, ancora una volta, una sorta di evoluzione nel suo dipingere, frutto di una giovinezza artistica in lui sempre presente. Anselmo Maggio, pur non allontanandosi da un discorso stilistico-pittorico, direi autobiografico, nelle sue opere, al passo con i tempi correnti, ha immesso l’idea di     razionalità e modernismo, con la conseguenza di un arricchimento dei valori artistici, che ci consegnano di volta in volta il nuovo, condito, ovviamente, dall’ afflato poetico che caratterizza da sempre il suo operare.

Maria d’Errico Ramirez -    Un amore profondo per la natura caratterizza la maggior parte delle opere di Maria d’Errico Ramirez. Il motivo naturalistico è la colonna sonora del suo dipingere. Oggi che l’arte tende a emarginare ogni riferimento alla realtà che ci circonda, Maria Ramirez rimane fedele alla sua ispirazione che nasce dalla osservazione acuta di aspetti anche poveri del nostro Creato. I quadri della nostra pittrice non sono frutto di schemi predisposti ma di una lettura critica e metaforica di ciò che vede, soprattutto con gli occhi dell’anima. Nelle tele della Ramirez si avverte un senso di silenzio, un silenzio che urla, quando la natura è violentata, distrutta. Una misteriosa mascherina nera appare in uno delle sue tele, ancora una metafora e un interrogativo. Chi si cela dietro la mascherina? Chi si può nascondersi alla vista degli altri? Le risposte sono tante: i politici che una volta al potere dimenticano il popolo, i banchieri che pensano quasi tutti al dio denaro, la gente che preferisce essere incudine e farsi battere dai potenti. La mascherina potrebbe diventare il logo dell’arte della Ramirez, una sua firma col suo profondo significato.    Nei quadri dell’artista è scritta tutta la sua sensibilità di donna per nostra madre terra, e, nonostante una giusta rabbia verso i predatori, nelle sue opere regna l’armonia dei colori e l’eleganza dello stile.    

Amalia Testa – Esperta nell’arte vetraria, Amalia Testa è anche apprezzata pittrice. Il suo discorso artistico non si limita esclusivamente a una rappresentazione della realtà esterna, ma è il frutto di uno spirito libero che s’immedesima in questa realtà piegandola ai propri interessi artistici. Quella di Amalia Testa è un’arte equilibrata nel saggio dosaggio dei colori, ricca di spessore e di forza comunicante. Difatti riesce a trasmetterci con eleganza le formidabili sensazioni che derivano dalla visione di una sua opera.    Con estrema nitidezza, le opere di Amalia Testa ci conducono in un mondo di poesia, talora in un mondo di favola dagli aspetti orientaleggianti. E’ un mondo interiore che l’artista sa raccontarci con la sensibilità che la contraddistingue e il frutto di questo racconto è l’emozione che esso genera    in    chi osserva le sue opere.

Allegato:


Rino Vittorio D’Amelio – Indubbiamente un romantico, Rino D’Amelio, per il suo fissare su tela paesaggi, antiche masserie, aspetti del nostro territorio anche sconosciuti ai più.    Tutta la sua opera è tesa al ricordo, è un invito a non dimenticare la nostra storia e le nostre tradizioni.    Le sue tele sono una testimonianza per chi verrà, un archivio colorato per i nostri discendenti. Nei lavori di D’Amelio il paesaggio è protagonista. La purezza interpretativa dei borghi, paesi, campagne ci offre talvolta fraseggi di puro lirismo per le emozioni che sa suscitare. Forse, oggi, solo un artista come D’Amelio riesce a farci assaporare la bellezza delle nostre contrade, che respirano e pretendono amore, visioni reali ancor più valorizzate da un avanzare ben calibrato di toni e colori da cui deriva una suggestione silenziosa che coinvolge l’osservatore.

Mirella Fantetti – Le figure di Mirella Fantetti assurgono a simbolo di armonia e perfezione, immagini che ci offrono una incisiva testimonianza della volontà dell’artista di dare alla bellezza femminile massimo risalto.Con il suo linguaggio chiaro e coinvolgente, Fantetti propone come in una visione, donne di straordinaria forza espressiva, che si fissano immediatamente nell’animo e negli occhi di chi osserva i suoi quadri. Mirella Fantetti possiede considerevoli doti tecnico-espressive non sempre riscontrabili in altri artisti. La sua arte è diretta anche allo studio della struttura psicologica ed emozionale dell’essere per dare ai volti le giuste dimensioni spirituali. La sensibilità di un essere che si misura anche analizzando gli aspetti della bellezza, ma non solo, emerge in tutta la sua limpidezza, direi, poetica, nell’arte della nostra artista.

Giuseppe Battista – Da Giuseppe Battista, l’arte è intesa come un importante mezzo di comunicazione e strumento indispensabile per approfondire ogni aspetto della vita. Difatti il suo linguaggio pittorico nasce dal rapporto che, grazie all’arte, si instaura con l’ambiente che lo circonda: ambiente reale o ambiente visto con gli occhi della poesia. Nelle sue tele l’artista riesce ad evocare atmosfere di intensa suggestione che colpiscono l’immaginazione dell’osservatore, suscitando ammirazione per la bellezza e tonalità dei colori e per la raffinatezza del segno. I suoi appaiono come quadri sena tempo dove ogni colore emana una luce propria.

Fortunato D’Amelio – Poeta del paesaggio, Fortunato D’Amelio, nelle sue opere dà risalto ai dettagli. Ogni sua tela si può osservare valutandone ogni aspetto, ogni particolare. Il suo amore per il paesaggio si evidenzia anche nei colori, nulla è lasciato al caso. Fortunato D’Amelio è un narratore di ambienti, di campagne, di paesaggi in genere. Luce, spazio e atmosfera sono gli elementi che considera alla base della sua opera. Sa dosare con capacità il colore, conosce la misura del segno, in lui non vi è retorica, ma un fare equilibrato che ha come felice conseguenza risultati eccellenti. Sentimenti ed emozioni sono nel bagaglio artistico di D’Amelio che si lascia affascinare dalla bellezza armoniosa del nostro insostituibile paesaggio.
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Roberto Cagiano -    Una vena quasi fiabesca distingue le tele di Roberto Cagiano da quelle dei suoi colleghi artisti. Una scelta frutto di un’assidua ricerca sulle forme, i segni, i colori. Il suo percorso artistico è inarrestabile e lo porta a intraprendere nuove esperienze, non tradendo, però, la sua vena poetica. Ogni artista, qualunque possa essere il suo stile, è un poeta, un poeta che trasferisce “i suoi versi” sulla tela. Sta poi all’osservatore interpretare questi versi colorati. Potrei definire la sua pittura un anelito d’infinito, una fiaba intergalattica, un messaggio per generazioni future. La pittura di Cagiano ha un proprio senso metafisico ed un impatto scenografico unico. Nelle sue opere rappresenta un proprio mondo, non è in competizione con altri stili, ma fa leva sul proprio temperamento e sulle proprie esperienze che gli permettono di esprimersi con sincerità.

Michele La Sala – Un artista che si misura con la realtà. La natura è la sua ispiratrice, la ragione stessa della sua arte. I suoi dipinti, i suoi angoli agresti testimoniano la commozione con la quale si avvicina al reale. Il suo è un amore profondo per la natura che sa portare con sapienza sulle tele. Michele La Sala fa del proprio linguaggio artistico mai complicato, ma immediato, la trasposizione per immagini dell’intimo sentimento che lo lega alla campagna, come espressione di bellezza bucolica, apparentemente incontaminata. L’elemento luminoso, presenza costante nelle sue tele, dona ai colori grazia e delicatezza mentre conferisce alle forme armonia di movimento. La Sala, un pittore nuovo e antico, che riesce a risvegliare la memoria di chi facilmente ha accantonato la voce della natura.

Vincenzo Poveromo – E’ il mago del legno, nei suoi lavori utilizza ciliegio, noce del Gargano, tiglio ad altro ancora.. E’ un artista che ha scelto una precisa strada: ovvero creare figure, oggetti, lavori d’altro tipo usando il legno che nelle sue mani si trasforma e prende vita. La sua competenza è ammirevole, potremmo considerarlo, facendo le debite distinzioni, un Michelangelo nostrano perché ciò che ottiene è contenuto nel legno. Il suo discorso affonda nella conoscenza delle potenzialità di ogni albero, e tanto gli permette di utilizzare determinate specie di legno per le sue esigenze artistiche.

Mario Guerra – Altro artista del legno, e precisamente del legno d’ulivo è Matteo Guerra, che utilizzandone i rami ottiene figure di straordinaria bellezza. Il lavoro artistico del legno richiede una grande abilità, unita ad una grande passione. Osservando attentamente i suoi lavori, ci vien da pensare che sono piccoli capolavori. Arte non vuol dire solo poesia, pittura, musica od altro, ma anche realizzare da un umile ramo d’ulivo qualcosa di indimenticabile.

Ramona Palmisani -    Interessante questa pittrice che sviluppa la sua arte attraverso una ricerca pittorica continua che accompagna da sempre il suo cammino artistico. Le sue più recenti creazioni sono portatrici di un’ansia metafisica, di un mistero che rende curioso l’osservatore. E’ un mondo fantastico il suo? E’ l’interpretazione del disagio che caratterizza questa nostra società così discontinua e tanto ingiusta? Forse è tutto questo, ma se approfondiamo di più la sua opera, se cerchiamo di trovare come rabdomanti la sorgente della sua ispirazione, forse non sbagliamo a sottolineare che il suo è un     viaggio alla ricerca del senso più profondo della vita.

Matteo Nardella – Matteo Nardella è maestro di xilografia, una forma d’arte complessa che caratterizza molti suoi lavori, con un tessuto narrativo del tutto particolare, il cui filo logico pare dettato da un modo espressivo che utilizza immagini emblematiche evocanti strane figure, forse derivanti dall’inconscio dell’animo umano. La realtà viene riletta dall’artista attraverso metafore del vissuto dell’umanità, quell’umanità che in ogni caso è al centro del suo disegno creativo. Con la xilografia Matteo Nardella ha raggiunto una padronanza unica che fa di lui un valido rappresentante di questa forma d’arte. Ma mi chiedo, le sue creazioni sono sogni o incubi?

Scritto da Giucar Marcone




    


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