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Sessualità e amore

Scritto da redazione il 10/11/2012


Sessualità e amore

Pur non condividendo l'aspetto intimamente religioso (trascendente) di Paolo Curtaz, scrivo queste riflessioni stimolato dalla lettura di due suoi libri. Il primo è "Sul dolore, parole che non ti aspetti", il secondo, "L'amore e altri sport estremi".
Grazie, Paolo: sei coraggioso...

Incipit
Prima di cambiare il mondo, cambia te stesso. E prima di farlo, verifica cosa non va dentro di te.
Se non ci riesci, prova a bere un bel bicchiere di birra alla salute di tutta l'umanità.

La sessualità
Nella maggioranza dei casi non ha nulla a che fare con l'amore. Sin da giovanissimi si è come spinti a fare sesso con il primo che capita, perché diversamente si viene emarginati dal branco. È bello fare sesso, ci si sente ripetere e allo stesso tempo ci si sente più soli: completamente vuoti e senza speranza. So di ragazzi che usano eccitanti, droghe legali e illegali, allo scopo di far sorgere lo stimolo. Questo succede quando a sedici o diciott'anni si è provato già tutto, anche l'inimmaginabile e l'inesprimibile (non per mancanza di verbi o di aggettivi, ma per rispetto del comune senso del pudore). È una grande pena: se a quell'età non scatta spontanea e felice la libido, cosa ne sarà a quaranta o sessanta? Chiameranno qualcuno al posto nostro per assunzione giuridica, con compito lavorativo un'erezione sostitutiva ben retribuita? Dall'inseminazione artificiale in poi, il progresso ben si compie...o tutto o niente. Da benestanti (ex benpensanti) ci riduciamo a spettatori di un lavoro che dovrebbe, per destino naturale, essere compito nostro.
Eppure, quando diciamo ho fatto l'amore, in realtà stiamo parlando del semplice e nudo atto sessuale. Ovvero, fare sesso. Fingere l'atto riproduttivo, ma, in realtà, lasciando soltanto il piacere fine a se stesso.
Innamorarsi è un'altra faccenda. Significa pensare a lui/lei dalla mattina fino alla sera.
Vuol dire, cioè, aspettare il momento giusto prima di donarsi. Diversamente, varrebbe farlo con il primo che capita oppure con una bambola gonfiabile (se abbiamo abbastanza fiato) oppure con la prima prostituta che ci aspetta dietro l'angolo. In fin dei conti, cosa cambia?    Chissà quanti ricordano la propria prima volta, io ho il timore che non tutti gradiscano il pensiero. A volte, quando è troppo presto, cominciamo da subito a credere sia un gioco.
La prima volta non è un ricordo gradevole, in fondo, quando l'abbiamo fatto ci siamo sentiti molto stupidi ed impacciati.    Come si stabilisce quando è la nostra prima volta? Sono sufficienti giochetti erotici o, come qualcuno dice, occorre il sesso completo (ma cosa significa?).    Toccare il corpo, millimetro per millimetro. Senza fretta. I polpastrelli che esplorano ogni minima superficie corporale. Un linguaggio tattile, senza parole e senza suoni.
Da qualche tempo sostengo che sia possibile amare un'altra persona senza dover ricorrere all'amplesso sessuale. Due persone che antepongono il rispetto reciproco a qualsiasi altra cosa. Magari carezze, abbracci e baci. Ci sono tante maniere per dimostrare il proprio amore anche dopo la morte, così come vuole l'esatta etimologia. Al di là della morte, cioè per sempre.
Ti amo anche dopo la morte, nell'infinito. All'infinito, qualunque cosa accada.
Diversamente che cosa vuol dire amore?

C'è l'agape, il concetto di amore non erotico. Amarsi e rispettarsi. Non vorrei scomodare San Paolo e cimentarmi nel metafisico. Certe faccende per assunzione del destino non parrebbero essere compito mio. Il ruolo non mi calza a pennello: non saprei che dire.

Una moglie che ha il proprio marito in galera cosa fa? Non l'ama più perché non ci fa più sesso? Se non è persona immonda, continua ad amare il proprio consorte, forse, a ragione, più di prima.

È facile amare quando va tutto bene.
Io mi stupisco che due persone possano desiderare di sposarsi. Se non sono marito e moglie, non possono più amarsi? Se appartengono allo stesso sesso, abbiamo il diritto di ritenere che non sia vero amore? Cosa ne sappiamo noi per proclamare certe assurdità? Sappiamo tutta la verità di persone che, amiche o non, molto probabilmente conosciamo a malapena? Possiamo poi lamentarci se siamo noi, in seconda battuta, ad essere giudicati? Se il metro di valutazione fosse lo stesso, probabilmente giungeremmo a comprendere e la nostra visione della vita non sarebbe più la stessa.

La sessualità (2)

La ricerca del piacere. Non c'è niente di intrinsecamente sbagliato nel piacere. Anzi, a livello istintivo è naturale che un essere vivente aspiri a ciò che è piacevole. Un gatto gode moltissimo quando un essere umano gli accarezza il pelo e fa le fusa, ma, allo stesso tempo, sa quand'è il momento di interrompere tale godimento.
In altre parole, è buonissima la crema di cioccolato, ma se la felicità fosse lì, ne dovremmo mangiare a quintali, salvo poi scoprire le dolorose conseguenze dei mal di pancia...

Non c’è nulla di sbagliato in un’emozione spontanea, è in errore chi se ne prende gioco. Mai drammatizzare o essere leggeri sui sentimenti e le emozioni degli altri, a maggior ragione quando non possiamo conoscerne le conseguenze. Non possiamo sapere le reazioni degli altri. Riguardo la sessualità non c'è un atteggiamento giusto o sbagliato. L'errore o la giustezza dipendono dalla nostra reazione e dalla nostra propensione a vivere in un certo modo.
Maurizio Bevilacqua


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