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Signor Sindaco parte seconda

Scritto da redazione il 6/11/2012


Signor Sindaco parte seconda

Sig. Sindaco,
partendo da un vecchio e scherzoso detto “Siamo tutti abusivi sulla faccia della terra”, con la mia nota sul mercatino delle cianfrusaglie-Stadio Zaccheria, non volevo far altro che porre un problema ben più grosso all’attenzione di amici e concittadini.
E’ stato più facile indirizzarla a Lei, Sindaco e massima espressione della nostra comunità, che prendere dall’elenco telefonico i nomi di tutti.
Visto che la nota ha destato un certo interesse, anche qualche sfumatura critica, e perché il problema diventi il problema di tutti, mi interessa continuare la discussione.
Il mio vocabolarietto “DeAgostini”, alla voce abusivo porta: “detto di persona che svolge un’attività non permessa o si trovi in condizioni tali da contravvenire alle norme”, poi un esempio: “Venditore abusivo”. Eccola là, siamo arrivati!
Ora, di abusivismo ce n’è tante varianti: quello occulto, quello alla luce del sole, il micro e il macro abusivismo, quello facile da individuare e quello difficile, quello protetto e quello non protetto, quello facile da colpire e quello per cui necessitano tempo e mezzi.
E abusivo non è soltanto il “venditore”, ma anche l’occupatore senza titolo di una cosa o casa appartenente al patrimonio pubblico, ma anche chi con titolo occupa indegnamente posti di comando, di direzione, di rappresentanza. A finire con l’abusivismo edilizio.
Gli è che in tempi di crisi aumentano spaventosamente i primi (venditori), ma anche gli altri. Nel mentre la condanna per gli ultimi è totale e generale, sui primi siamo portati a fare dei distinguo. Così c’è tutta una casistica di abusivismo in base alla sopportabilità individuale e alla allocazione (nel mio o nel tuo orto grida/non grida, sporca/non sporca, dà fastidio/non dà fastidio, intralcia/non intralcia, abbellisce/abbruttisce ecc.
Guerra tra poveri e guerra contro i poveri!
Certo, tutto deve essere regolamentato, specie in tempi “regolari”, ma questi proprio “regolari” non sono. E capita che la gente in attesa che studino e applichino ammortizzatori sociali, fa da sé.
Allora dico che le norme e le regolarizzazioni vanno adeguate ai tempi che attraversiamo. Rispetto al nostro tempo e agli abusivi che lo attraversano insieme a noi, direi che una norma giusta (cura!) potrebbe essere quella di avvicinare ogni singolo abusivo/venditore, indagare e capire il suo effettivo stato di bisogno, e se questo viene confermato, se non ci sono alternative, dargli giusti suggerimenti sui modi comportamentali, sulla non necessità di “allargarsi” troppo, su norme di pulizia e decenza, e poi fargli mettere sulla bancarella, tappeto o treruote che sia un cartello fornito dal Comune, con tanto di stemma e la scritta: “ABUSIVO PER FORZA – Adda campà pùre ìsse!!!”.
Saluti.
Foggia, 06.11.2012 Raffaele de Seneen


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