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Un mondo votato alla fretta…

Scritto da redazione il 2/10/2011


Un mondo votato alla fretta…

Riceviamo solo oggi e volentieri pubblichiamo questo lungo articolo scritto il 15 giugno scorso dalla prof.ssa Antonietta Ursitti per ricordare l’evento che ha visto a Foggia il giovane filosofo torinese Diego Fusaro per la presentazione del suo libro Essere senza tempo

Il 6 giugno 2011, alla Biblioteca Provinciale La Magna Capitana di Foggia è venuto Diego Fusaro, plurititolato ricercatore di filosofia presso l’Università S.Raffaele di Milano, a parlarci della fretta protagonista del suo ultimo libro Essere senza tempo-accelerazione della storia e della vita, pubblicato per Bompiani, una sorta di trattato sulla fretta attraverso un excursus storico-filosofico di questa caratteristica ormai patologica dei nostri tempi a partire dalla visione del futuro dettata dagli illuministi e dell’evoluzione della cognizione del tempo a partire dai Greci    fino all’abbattimento del muro di Berlino nei giorni nostri, vista dal giovanissimo filosofo come la linea di demarcazione oltre la quale la storia odierna ha smarrito la concezione di futuro o meglio ha perduto la visione del futuro come dimensione addivenire in cui fosse possibile la realizzazione di progetti inimmaginabili nel presente.
Diego Fusaro è stato una rivelazione, una cultura la sua contrastante col suo giovane volto, che lo fa assomigliare più a un giovane abitante di una Filosofilandia del passato, magari greca, dato il suo amore dichiarato per i primi filosofi che hanno dettato le basi della scienza del perché, in primis Platone citato in vari momenti della serata. Diego Fusaro è nato a Torino il 15 giugno del 1983, dunque proprio oggi compie il suo 28° anno e meraviglia la sua saggezza di filosofo alle prese con un vero e proprio elogio della lentezza, in un tempo, l’oggi, in cui siamo annichiliti dalla fretta, come lui stesso l’ha definito, il nichilismo della fretta ha annientato i sogni che animavano in passato la speranza di un tempo migliore, in cui la felicità fosse possibile per tutti. Dunque oggi l’uomo è avvitato in una dimensione che gira a vuoto intorno a un presente pieno di oggetti materiali che scavano una voragine di vuoto nell’anima. Come alternativa a questo mangiarsi la coda del tempo presente propone una riflessione sul tempo greco in cui il concetto di bellezza era legato all’armonia, intesa come equilibrio delle forme, dunque come statica-estatica contemplazione dell’essere, in netta contrapposizione all’avere che caratterizza i tempi odierni, in cui la soddisfazione è legata all’attimo di fruizione del possesso di un oggetto nuovo, diventato già vecchio nel momento in cui viene posseduto, per cui la felicità, intesa più come piacere che come gioia, diventa possibile in funzione della possibilità di possedere un altro oggetto nuovo. Ed ecco che siamo vittime di un sistema consumistico oggettivo, nel senso che il soggetto proietta se stesso nell’oggetto che desidera attimo per attimo.
Ma concentriamoci sul concetto di fretta affacciatosi sul mondo a partire dal ‘700 con la rivoluzione industriale-borghese che ha visto questa classe sociale scalare le classifiche mondiali nel campo economico e politico, diventando la macchina del capitalismo occidentale. Ecco che avviene una rivoluzione culturale in cui trionfa una nuova bevanda, il caffè, in contrapposizione all’aristocratica cioccolata, bevanda del dolce far niente consumata dai ricchi, diffusa nelle cattoliche Spagna e Italia, perché non infrangeva i digiuni prescritti dalla Chiesa. I ritmi diventano sempre più accelerati e dalla lenta e rituale pipa si passa a fumare il più veloce sigaro, fino a raggiungere il minimo temporale di una fumata di sigaretta, che assurge oggi a unità di misura (il tempo di una sigaretta). A tal proposito è stato interessante l’accento posto da Fusaro sulla differenza di usanze tra il Nord d’Italia, dove negli uffici ci si alza dalla scrivania per una pausa sigaretta alla finestra, e il Sud in cui si lascia la stanza d’ufficio per recarsi a fumare all’aperto. Osservazione per una volta a nostro favore, se è importante contrapporre all’alienante    fretta una pausa ristoratrice per il corpo e per la mente…Insomma dopo le illuminanti riflessioni Diego Fusaro invitato dalla Fondazione Vittorio Foa, rappresentata dallo storico Saverio Russo e ben introdotto dalla giornalista insegnante di Filosofia    presso il Liceo G. Marconi Antonietta Pistone e contattato da un comitato di giovani cultori di filosofia rappresentato dallo studente Alessandro Volpe, non ci rimane che augurargli non solo un buon compleanno ma di continuare la sua ricerca di un antidoto possibile all’annientante fretta che non ci vede più costruttori di un presente in virtù di un futuro sperabile, ma vuoti consumatori di un presente che vive di presente immaginando un futuro buio e senza futuro…

Antonietta Ursitti


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