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Una città sotto assedio

Scritto da redazione il 23/1/2012


Una città sotto assedio

Foggia, la città all’ultimo posto nelle classifiche nazionali del Sole 24ore, il cui Sindaco è penultimo nelle preferenze popolari, continua a far parlare di sé nelle cronache del quotidiano. Dopo il fallimento dell’Amica; la distruzione di Piazza Tavuto bombardata per due anni di seguito dai botti della notte di S. Silvestro; in seguito alle rapine, agli scippi, ai soprusi, e alle sassaiole contro auto e persone nei pressi della Città del Cinema, sono ormai all’ordine del giorno fatti raccapriccianti che raccontano di cittadini e di vigili presi a schiaffi pubblicamente, e divampa letteralmente l’incendio sociale. Ma Foggia prende fuoco davvero. Già da qualche notte sono state date alle fiamme numerose autovetture e bruciano i cassonetti nuovamente debordanti di immondizia dopo un inizio di nuovo anno che aveva fatto ben sperare la cittadinanza. Da qualche sera, nei pressi di Tezenis e Motivi, due negozi del centro, tra Corso Vittorio Emanuele e Vico De Niso, sono ammucchiati cartoni non tempestivamente raccolti, e colposamente depositati in strada come fosse una discarica improvvisata a cielo aperto dagli stessi conduttori delle attività commerciali limitrofe. Ma la gente è stanca di dover solo pagare, in un crescendo schizofrenico di tasse che aumentano e di servizi che scarseggiano o si rivelano addirittura del tutto insufficienti a sostenere i bisogni di una città di medie dimensioni qual è ormai Foggia. Così ieri sera, intorno alle 22, un nuovo incendio (in foto, da facebook) ha determinato danni nella zona dell’area pedonale nei pressi delle attività dei già detti negozi per il rogo dei cartoni impudentemente abbandonati.    L’intervento dei Vigili del Fuoco ha prontamente spento le fiamme di un rogo che ormai acquisisce sempre più le caratteristiche di un’azione di forza e di ribellione perpetrate contro lo status quo e ai danni della politica amministrativa locale. Oggi è cominciata la pulizia di raccolta nell’area, ma ormai il danno delle fiamme rimane.
Antonietta Pistone


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